Etiopia: tigrini abbattono elicottero militare MI-35 nella regione di Afar

Lo riferisce su Twitter il portavoce dei tigrini, Getachew Reda

tigrè

Le forze del Fronte di liberazione popolare del Tigrè (Tplf) hanno abbattuto un elicottero militare modello MI-35 delle Forze di difesa nazionali etiopi (Endf) nei pressi della città di Mille, situata nella regione di Afar, nuova linea del fronte nel conflitto che li oppone da ormai più di un anno alle forze federali ed alleate al primo ministro etiope Abiy Ahmed. Lo riferisce su Twitter il portavoce dei tigrini, Getachew Reda, in una notizia che è stata confermata sullo stesso social anche dall’ex presidente dell’università di Macallè, Kindeya Gebrehiwot, che l’ha definita “un’ottima notizia”. L’abbattimento dell’elicottero militare, di fabbricazione russa, avviene nel quadro della continua avanzata delle forze tigrine e della coalizione ribelle formata la scorsa settimana verso la capitale Addis Abeba, dove cresce la preoccupazione dei residenti. È intanto notizia di oggi che la milizia filogovernativa Fano, composta da combattenti di etnia amhara, avrebbe sferrato “con successo” un attacco contro le città di Kobo e Gidam, situate nel nord della regione di Amhara al confine con quella di Afar, distruggendo alcuni convogli delle Forze di difesa del Tigrè (Tdf), braccio armato del Fronte di liberazione del popolo del Tigrè (Tplf).



Se confermata, la controffensiva amhara sarebbe notizia non di poco conto poiché significherebbe che l’arteria principale di rifornimento per il Tplf – vale a dire l’autostrada A2 che collega Addis Abeba a Macallè – verrebbe interrotta. Nel frattempo, sul fronte diplomatico, il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, ha avuto un colloquio con l’Alto rappresentante dell’Unione africana (Ua) per il Corno d’Africa Olusegun Obasanjo. Lo rende noto il dipartimento di Stato, precisando che il capo della diplomazia statunitense ha espresso il forte sostegno degli Stati Uniti agli sforzi del presidente Obasanjo di mediare tra le parti del conflitto in corso in Etiopia. Le parti hanno discusso dell’urgente necessità di porre fine a tutte le operazioni militari, di avviare negoziati per la cessazione delle ostilità senza precondizioni e di garantire libero accesso umanitario. Blinken ha espresso la sua preoccupazione per la possibilità che la retorica bellicosa da tutte le parti in conflitto rischi di alimentare la violenza intercomunitaria.

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