Etiopia: truppe eritree preparano controffensiva nel Tigrè

È quanto riferisce l'ultimo rapporto dell’Europe External Policy Advisors (Eepa)

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Le truppe eritree di stanza in Etiopia hanno inviato i rinforzi nel Tigrè occidentale e si stanno preparando ad una nuova offensiva contro le Forze di difesa del Tigrè (Tdf), il braccio armato del Fronte di liberazione del popolo del Tigrè (Tplf), che nelle ultime settimane hanno riconquistato buona parte del territorio in precedenza controllato dalle forze federali. È quanto riferisce l’ultimo rapporto dell’Europe External Policy Advisors (Eepa), centro studi con sede in Belgio, secondo cui la controffensiva avrebbe l’obiettivo di costringere i tigrini alla ritirata da nord e da ovest e dovrebbe iniziare dopo la stagione delle piogge (dalla fine settembre). In tal senso, fonti citate dal sito somalo “Garowe Online” hanno confermato che le truppe eritree si stanno muovendo verso la regione di Afar in preparazione dell’offensiva nel Tigrè e hanno riferito che lo scorso 18 agosto il primo ministro etiope Abiy Ahmed si è recato segretamente in Eritrea per discutere con le controparti eritree i dettagli dell’imminente offensiva. Nel frattempo, prosegue il rapporto, i combattimenti tra le Tdf e la Forza di difesa nazionale etiope (Endf) – queste ultime coadiuvate dalle truppe eritree e da quelle amhara – proseguono su diversi fronti, mentre l’Esercito di liberazione oromo (Ola) – che nelle scorse settimane ha annunciato un’alleanza militare con i tigrini per rovesciare il premier Ahmed – ha esteso l’occupazione delle aree rurali nella regione dell’Oromia e ha preso il controllo su alcune vie di comunicazione strategiche.



Inoltre, suggeriscono gli analisti, sembra esserci poco o nessuna voglia di iniziare a negoziare a questo punto del conflitto, dal momento che entrambe le parti sono convinte di poter ottenere una vittoria militare decisiva entro i prossimi mesi. Durante la settimana dal 14 al 20 agosto, prosegue il rapporto, i combattimenti sono proseguiti su almeno quattro fronti nella regione di Amhara: Debark (città situata lungo la strada che conduce dal Tigrè a Gondar), Sekota (lungo la strada che dal Tigrè conduce a Lalibela), Debre Tabor (situata fra Weldia e Bahar Dar) e Winchale (fra Weldia e Dessie). Inoltre, l’Endf ha lanciato una controffensiva nel Tigrè dalla regione di Afar, lanciando attacchi contro il fianco est delle Tdf, mentre sono stati segnalati combattimenti vicino a Chifra (Afar) e Mehoni (Tigrè). Nel frattempo, la scorsa settimana il premier Ahmed ha effettuato una visita in Turchia durante la quale ha siglato una serie di accordi di cooperazione finanziaria e militare con le autorità di Ankara: secondo le stesse fonti citate nel rapporto, nel corso dei colloqui si sarebbe discusso con ogni probabilità anche della fornitura di tecnologia per droni che, agli occhi del premier etiope, potrebbe rappresentare un vantaggio decisivo per l’Endf e fonti a conoscenza della questione affermano che da allora i droni turchi sono stati schierati ad Addis Abeba.

Già nei mesi scorsi fonti vicine all’amministrazione tigrina citate dal sito d’informazione “Eritrea Hub” avevano riferito che le autorità dell’Etiopia, con l’ausilio di tecnici turchi, stavano lavorando alla costruzione di dieci droni i cui materiali sono stati forniti dalla Turchia. Secondo le stesse fonti, i droni vengono utilizzati sia per la sorveglianza che per l’uso tattico e sono in fase di costruzione in un centro di addestramento di proprietà dell’Agenzia di intelligence e sicurezza etiope (Insa). Inoltre, stando a quanto riferito da “Eritrea Hub”, sarebbe in fase di costruzione anche una pista da cui lanciare i droni, situata a una decina di chilometri dal centro di Addis Abeba. Non è la prima volta che giungono segnalazioni simili da quando è scoppiata la guerra nel Tigrè, nel novembre scorso. Nelle prime settimane di conflitto, il portavoce del Fronte di liberazione del popolo del Tigrè (Tplf), Getachew Ruda, aveva infatti accusato le forze federali etiopi impegnate nell’offensiva regionale di fare ricorso a droni forniti dagli Emirati Arabi Uniti, mentre di recente speculazioni simili – che al momento non hanno trovato riscontri ufficiali – hanno riguardato il presunto utilizzo di droni iraniani da parte dell’Endf.



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