Ex Ilva: misure cautelari per l’avvocato Amara e per l’ex procuratore di Taranto Capristo

Pietro Amara è stato consulente legale di Ilva quando l'azienda era in amministrazione straordinaria

ilva

La Procura di Potenza, nell’ambito dell’inchiesta su presunti favori relativi a procedimenti che riguardavano l’ex Ilva di Taranto da parte dell’ex procuratore di Taranto Carlo Maria Capristo, ha disposto misure cautelari nei confronti dell’avvocato siciliano Pietro Amara, l’ex procuratore Capristo, l’avvocato di Trani Giacomo Ragno e il poliziotto Filippo Paradiso.

In carcere sono finiti Amara e Paradiso, ai domiciliari Ragno mentre per Capristo è stato disposto l’obbligo di dimora. Amara, al centro delle cronache per il caso della presunta “loggia Ungheria”, associazione in cui magistrati ma anche forze dell’ordine, alti dirigenti dello stato e alcuni imprenditori si relazionavano per scambiarsi favori, è stato consulente legale di Ilva quando l’azienda era in amministrazione straordinaria.

“Arrestato l’avvocato Piero Amara e obbligo di dimora per l’ex procuratore di Taranto Capristo per favori nelle indagini sull’ex Ilva e se l’accisa fosse confermata sarebbe di una gravità inaudita, perché sono anni che come Verdi avevamo chiesto al Csm di intervenire sulla gestione Capristo a Taranto” ha commentato il coordinatore nazionale dei Verdi Angelo Bonelli. “Era il 3 luglio 2019 e pubblicamente chiedevo al Csm di valutare la sospensione dalle sue funzioni il procuratore di Taranto Carlo Maria Capristo perché alle riunioni in procura sulla richiesta di patteggiamento nel processo ‘Ambiente Svenduto‘ partecipava anche l’avvocato Piero Amara coinvolto nel processo Eni o sistema Siracusa, inchiesta che coinvolse il 2 luglio anche il procuratore Capristo.” “Nonostante le vicende giudiziarie di Amara fossero pubbliche perché’ coinvolto nello scandalo delle sentenze pilotate del Consiglio di Stato – ha aggiunto l’esponente dei Verdi- l’avvocato partecipò a delle riunioni in procura insieme all’ufficio commissariale per analizzare la vicenda del patteggiamento su Ilva”.

“Nel 2018 – ha ricordato ancora Bonelli – nel quartiere Tamburi si registrarono numerosi picchi di diossina con valori nella masseria del Carmine di 900 volte superiori a quelli dell’anno precedente , su questo evento furono presentati numerosi esposti senza esito”. “Il Csm non intervenne mai- ha detto ancora – e il procuratore Capristo rispose dopo poche ore alla mia richiesta al Csm affermando che l’avvocato Amara non era stato invitato dalla procura ma dall’ufficio commissariale: perché una persona indagata per corruzione e poi arrestata poteva partecipare a riunioni negli uffici della procura che riguardavano l’andamento del processo Ambiente Svenduto? Perché dopo l’arrivo dell’avviso di garanzia a Capristo, 2 luglio 2019, per abuso d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta Eni la stessa inchiesta dover era coinvolto l’avvocato Palamara, il Csm non adottò nessun provvedimento e Capristo continuò a guidare la procura fino al 2020?”. “Una domanda a questo punto si rende necessaria: perché il CSM nominò il dottor Capristo alla guida della procura di Taranto , una città martoriata che ha pagato e paga un prezzo drammatico di vite umane?” ha concluso Bonelli.

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