Expo 2030: Camilli (Unindustria), Roma ferma da 5 anni, privati devono entrare nel comitato

Ci sarà spazio per una collaborazione tra pubblico e privato, ha detto ancora

“Siamo pronti a fare la nostra parte per spirito di servizio. Auspichiamo che nella costituzione formale dei membri del Comitato promotore della candidatura di Roma ad Expo 2030. Ci sarà spazio per una collaborazione tra pubblico e privato, in modo che anche i privati possano contribuire con proposte e idee”. Lo ha detto il presidente di Unindustria Angelo Camilli in un’intervista a Repubblica.



Spiega Camilli: “Per quanto riguarda i potenziali effetti dell’Expo le prime stime sono state elaborate sulla base dell’esperienza dell’Expo 2015 di Milano e rapportando quel genere di impatto sulle potenziai ita di Roma, la Luiss ha calcolato che nell’arco di dieci anni la ricaduta, diretta e indiretta, sulla città potrebbe raggiungere i 45 miliardi di euro. Una grande opportunità perché l’Esposizione attiverebbe da subito investimenti e programmi di sviluppo, progetti da realizzare necessariamente con grande anticipo rispetto al termine del 2030. In sostanza la capitale potrebbe godere dei benefici già dal 14 dicembre, quando il sindaco Gualtieri e il ministro degli Esteri Di Maio presenteranno la candidatura romana insieme all’ambasciatore Massolo.

“Nei prossimi anni Roma beneficerà di una consistente dotazione economica per il suo sviluppo. Perii Giubileo sono stati già stanziati 2,5 miliardi di euro. La programmazione dei fondi europei 2021-2027 ha raddoppiato la sua dotazione, passando da 900 milioni a 1,8 miliardi, in più abbiamo finalmente la copertura economica per completare progetti rimasti troppo a lungo bloccati, come la chiusura dell’Anello ferroviario. Quanto al Pnrr, il piano si muove per missioni e siamo convinti che su ambiti di intervento come la trasformazione digitale o i servizi avanzati Roma possa attirare risorse considerevoli”.



“Era davvero necessario tornare ad investire sulla Capitale. Tra il 2012 e il 2019 gli investimenti pubblici a Roma sono crollati del 75 per cento rispetto al quinquennio precedente. E gli effetti sulla città sono visibili a tutti. Non voglio addossare le responsabilità solo alla giunta Raggi. Diciamo che negli ultimi anni è mancata la progettualità e anche la capacità amministrativa. Oltre al rischio regolatorio enorme che corre chiunque voglia investire nella capitale”.

“Siamo convinti che, nonostante la recrudescenza del Covid, le misure del governo proteggeranno le attività economiche, e riteniamo che il Pii continuerà a crescere in modo significativo anche nei prossimi mesi. Nel Lazio tra i settori industriali più forti c’è il farmaceutico. Oggi il Lazio è il primo produttore europeo di farmaci e il 35 per cento dell’export nazionale viene dal nostro territorio. Oltre a questo, in prospettiva le industrie attive nella regione diventeranno nei prossimi un punto di riferimento mondiale nella produzione dei tarmaci monoclonali (quelli per la cura del Covid) e nella produzione dei vaccini, soprattutto per la fase di infialamento”.

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