Fonti stampa: verso un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza

Lo riferisce il sito web d’informazione israeliano “Walla!”, citando funzionari israeliani

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Israele potrebbe raggiungere a breve un cessate il fuoco con Hamas e la Jihad islamica palestinese nella Striscia di Gaza. Lo riferisce il sito web d’informazione israeliano “Walla!”, citando funzionari israeliani in vista della riunione del Gabinetto di sicurezza di Israele prevista oggi. Lo stop ai bombardamenti potrebbe arrivare dietro forti pressioni da parte degli Stati Uniti dopo i recenti raid delle Forze di difesa israeliane (Idf), che ieri hanno raso al suolo la torre di Al Jalaa a Gaza City, un edificio di 12 piani che ospitava gli uffici dell’emittente televisiva panaraba qatariota “Al Jazeera” e dell’agenzia di stampa statunitense “Associated Press”. Il Gabinetto di sicurezza dello Stato di Israele si riunirà d’urgenza oggi pomeriggio. Secondo il quotidiano israeliano “Jerusalem Post”, gli alti funzionari della difesa hanno spinto il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Benny Gantz a ponderare la fine delle operazioni delle Idf, dal momento che la maggior parte degli obiettivi delle operazioni avviate lunedì sarebbero stati raggiunti. Intanto Hady Amr, inviato dell’amministrazione del presidente Usa Joe Biden, è arrivato in Israele venerdì per i colloqui volti a trovare porre fine alle ostilità. Il vice segretario statunitense per gli affari israelo-palestinesi ha già incontrato il ministro della Difesa israeliano, Benny Gantz, secondo quanto riferito dal quotidiano online “Times of Israel”.



Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e altri importanti esponenti americani, tra cui il segretario di Stato, Antony Blinken, hanno sollevato preoccupazioni durante il fine settimana per i raid compiuti da Israele. La leader dell’ala sinistra del Partito democratico Alexandria Ocasio-Cortez, ha scritto oggi su Twitter che “gli Stati democratici non praticano l’apartheid”. Proprio oggi a New York è prevista una riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite incentrato sulla recrudescenza del conflitto israelo-palestinese. L’Egitto sta portando avanti da giorni un’intensa attività di mediazione tra Israele, i gruppi palestinesi e le parti internazionali per raggiungere una tregua. Da venerdì sera, 14 maggio, le Forze di difesa israeliane hanno intensificato gli attacchi aerei nella Striscia di Gaza, prendendo di mira le infrastrutture e il personale di Hamas e della Jihad islamica palestinese in risposta agli oltre 2.500 razzi lanciati verso Israele dall’enclave nei giorni precedenti.

Il ministero della Salute di Gaza, gestito da Hamas, riferisce che 174 palestinesi sono morti dall’inizio delle ostilità con Israele cominciate lunedì scorso, 10 maggio. Secondo il dicastero, 47 vittime erano bambini, mentre altri 1.200 palestinesi sono rimasti feriti. In Cisgiordania, le forze israeliane hanno ucciso almeno 13 palestinesi. Almeno dieci persone sono state uccise in Israele a causa dei razzi lanciati da Gaza: due nuovi decessi sono segnalati ieri, sabato 15 maggio. Almeno 15 palestinesi sono deceduti in un bombardamento israeliano su Gaza City avvenuto nelle prime ore di oggi, aggiunge la stessa fonte. I raid avrebbero preso di mira Al Wehdat, un’arteria stradale a Gaza City, la scorsa notte. Ai residenti non sarebbe stato dato alcun preavviso. Una delle vittime era un noto medico dell’ospedale Al Shifa di Gaza, Ayman Abu Aouf, comunica ancora il ministero della Salute palestinese. I paramedici hanno segnalato decine di vittime nella notte, mentre le operazioni di soccorso continuano. Israele, da parte sua, nega di aver preso di mira i civili e afferma che la maggior delle vittime a Gaza erano membri di “gruppi terroristici”, oppure persone colpite dai razzi lanciati dagli stessi palestinesi caduti nella Striscia di Gaza.



I raid aerei israeliani hanno colpito ieri un campo profughi a Gaza, provocando la morte di almeno dieci palestinesi (otto bambini e due donne, secondo l’agenzia di stampa palestinese “Wafa”), mentre l’edificio di dodici piani che ospitava gli uffici di diversi media internazionali nella capitale dell’enclave palestinese, tra cui l’emittente televisiva panaraba “Al Jazeera” e l’agenzia di stampa statunitense “Associated Press”, è stato raso al suolo dopo un ordine di evacuazione emesso dai militari israeliani circa un’ora prima del bombardamento. Il grattacielo, secondo il premier israeliano Netanyahu, veniva utilizzato dai gruppi palestinesi, incluso Hamas, per scopi militari. I bombardamenti israeliani hanno preso di mira anche la rete di tunnel sotterranei dei combattenti palestinesi. “Non è possibile nascondersi, né sopra né sottoterra. Nessuno è immune”, ha detto Netanyahu.

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