Formazione del nuovo governo in Algeria, scelte importanti su economia e politica estera

il ministro degli Esteri Sabri Boukadoum è stato infatti sostituito dall'ex diplomatico Ramtane Lamamra

Algeria

Il nuovo capo dell’esecutivo dell’Algeria, Aymen Benabderrahmane, nominato la scorsa settimana, ha scelto la sua squadra. Dai profili selezionati sembra emergere un’attenzione particolare per due dossier: l’economia e la politica estera, in particolare per quanto riguarda la crisi libica. La maggiore sorpresa riguarda i rapporti internazionali con un ritorno eccellente: il ministro degli Esteri Sabri Boukadoum è stato infatti sostituito dall’ex diplomatico Ramtane Lamamra, già responsabile della politica estera sotto il presidente Abdelaziz Bouteflika. Lamamra, un veterano della diplomazia multilaterale, soprattutto in Africa, era stato contattato nell’aprile 2020 per essere l’inviato speciale delle Nazioni Unite in Libia, ma il suo nome alla fine non è stato mantenuto a causa dell’opposizione del Marocco. Nei momenti più concitati e iniziali della mobilitazione popolare scoppiata nel febbraio 2019, Lamamra era stato chiamato a ricoprire il duplice ruolo di capo della diplomazia e di vicepremier del governo di transizione, con il compito di spiegare ai partner internazionali cosa stesse accadendo nelle piazza del Paese.



Classe 1952, Lamamra ha lavorato come rappresentante permanente dell’Algeria presso le Nazioni Unite tra il 1993 e il 1996. Diplomatico esperto, è stato coinvolto in diverse mediazioni per risolvere vari conflitti nel continente africano, fino a quando è stato nominato ministro degli Affari esteri del governo algerino nel settembre del 2013. Dopo quasi quattro anni a capo della diplomazia del paese nordafricano, Lamamra è stato rimosso dall’incarico il 25 maggio 2017, per poi ritornare a ricoprire l’incarico per pochi giorni nel marzo 2019. Durante il suo periodo al ministero degli Esteri, egli ha cercato di contribuire a risolvere la crisi in Libia tramite il suo ministro per gli Affari africani dell’epoca, Abdelkader Messahel. La scelta di un profilo “esperto” segnala la volontà delle autorità dll’Algeria di puntare su un diplomatico che già conosce i principali dossier africani, e in particolare quello libico.

Il nuovo governo dell’Algeria deve ancora ricevere il via libera del parlamento, dove può contare su una vasta maggioranza di oltre 320 seggi su 407. Il fronte che sostiene il presidente della Repubblica, Abdelmajid Tebboun, annovera quattro partiti e un folto gruppo di deputati indipendenti (ben 84, secondo fonti consultate da “Agenzia Nova”). Questo schieramento si riflette, almeno in parte, nella squadra di governo composta da 33 ministri, di cui quattro donne, annunciata ieri. Il partito Fronte di liberazione nazionale (Fln, 98 seggi), giunto primo nelle precedenti elezioni legislative, schiera tre ministri: si tratta di Samia Moualfi, ministro dell’Ambiente, Ahmed Zeghdar, ministro dell’Industria, e di Hicham Sofiane Salawatchi, ministro della Pesca. Il partito del Raggruppamento nazionale democratico (Rnd, 58 seggi), storico partner-rivale dell’Fln, ha ottenuto due ministri nel nuovo governo: Wafa Chaalal, responsabile del dicastero Cultura e dell’Arte, e Abderezzak Sebkak capo del ministero dei Giovani e dello sport.



Anche il movimento nazionalista El Moustakbal (48 seggi), una delle sorprese delle ultime elezioni, è rappresentato nel governo da due ministri: si tratta di Basma Azouar, che ha mantenuto il ministero delle Relazioni con il parlamento, e di Ben Attou Ziane nominato ministro della Transizione energetica e delle energie rinnovabili (ministero molto interessante in chiave di collaborazione con le aziende italiane). Il movimento El Binaa (39 seggi), unico partito islamista rappresentato nella compagine governativa, ha ottenuto un solo incarico con il professor Yacine Merabi, ministro della Formazione professionale e dell’istruzione. Il Movimento per la società per la Pace (Msp, 65 seggi), partito islamista giunto secondo alle elezioni anticipato del 12 giugno scorso, ha deciso invece di non far parte del governo.

Il premier Benabderrahlane, ex governatore della Banca centrale e ministro delle Finanze, ha confermato diversi ministri del governo di Abdelaziz Djerad. Lo stesso Benabderrahlane manterrà l’interim delle Finanze, mentre Kamal Beldjoud è stato riconfermato ministro degli Interni. Confermati anche il ministro degli Affari religiosi, Youcef Belmehdi; il ministro dell’Istruzione superiore, Abdelbakim Benziane (già ministro sotto l’ex presidnete Bouteflika); il ministro dell’Edilizia abitativa, Mohamed Tarek Belaribi; e il ministro della Solidarietà nazionale, della famiglia e della condizione femminile, Kaouthar Krikou. Ha mantenuto l’incarico il ministro della Sanità, della popolazione e della riforma ospedaliera, Abderrahmane Benbouzid, ma il suo portafoglio ora sarà limitato al solo settore della salute, depotenziandone il ruolo nella lotta al Covid-19. Lo stesso discorso per il ministro delle Comunicazioni, Ammar Belhimer, è stato riconfermato, ma senza il compito di portavoce del governo.

Leggi anche altre notizie su Nova News
Seguici sui canali social di Nova News su Facebook, Twitter, LinkedIn, Instagram, Telegram