Francia: ancora disagi per OVHcloud, che si prepara ad entrare in Borsa

I problemi sono arrivati dopo l'incendio di natura accidentale che a marzo scorso ha colpito il sito del gruppo a Strasburgo

OVHcloud

Ancora problemi per OVHcloud, gruppo francese specializzato nella fornitura di server, domini Internet e servizi telefonici fondato nel 1999 da Octave Klaba, imprenditore di origini polacche. Questa mattina verso le 9:30 sono stati riscontrati nuovi disagi che hanno mandato in tilt miglia di siti Internet. I problemi, risolti verso le 10:30, sono arrivati dopo l’incendio di natura accidentale che a marzo scorso ha colpito il sito del gruppo a Strasburgo e a due giorni dall’ingresso della società in Borsa su Euronext. Su Twitter il fondatore del gruppo ha reagito spiegando che c’è stato un “errore umano” sulla “riconfigurazione della rete”, mentre l’hashtag #OVHdown è stato utilizzato da centinaia di utenti che lamentavano disagi.



OVHcloud rappresenta una delle principali aziende del settore digitale in Francia. La società impiega 2.400 dipendenti, quasi tutti basati in Francia, e fornisce infrastrutture per la gestione di siti di aziende e piattaforme basate su cloud. Il gruppo registra 1,6 milioni di clienti e ricavi di 632 milioni di euro nel 2020. Per l’esercizio di quest’anno i ricavi dovrebbero attestarsi tra i 655 e i 665 milioni di euro. Secondo quanto riferisce il settimanale “Paris Match”, si tratta del solo marchio europeo che figura nella lista dei dieci colossi del cloud negli Usa, al nono posto dopo nomi come Amazon, Google o Microsoft.

Le modalità di quotazione in Borsa sono state fissate il 5 ottobre scorso. Klaba rimarrà azionista di maggioranza con circa il 70 per cento del capitale dell’azienda, che ha fissato il prezzo per ogni azione tra i 15 e i 18 euro per un valore compreso tra i 3,5 e i 3,7 miliardi di euro. “L’obiettivo è quello di arrivare ad un aumento di capitale per una cifra che può arrivare fino a 400 milioni di euro attraverso l’emissione di nuove azioni”, ha fatto sapere OVHcloud. “Alcuni si chiedono come abbiamo potuto creare OVHcloud. È una storia di 22 anni. Penso che il modello sia riproducibile e che possiamo continuare ad aumentare questa crescita”, ha affermato nei giorni scorsi Klaba. Ma lo scopo è anche quello di creare una realtà europea del settore capace di contrastare i colossi statunitensi. “È possibile fare molto meglio d quello che fanno gli americani”, diceva Klaba in un’intervista al quotidiano “Les Echos” nel giugno scorso.



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