Franco: “Puntiamo all’ok del Consiglio Ue al Pnrr il 13 luglio”

Lo ha detto il ministro dopo la due giorni di Eurogruppo ed Ecofin a Lussemburgo

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L’Italia punta ad avere l’ok del Consiglio Economia e Finanza (Ecofin) dell’Unione europea al suo piano di ripresa e resilienza nella riunione dell’Ecofin del 13 luglio. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Daniele Franco, dopo la due giorni di Eurogruppo ed Ecofin a Lussemburgo. Nella riunione dell’Eurogruppo e dell’Ecofin, di ieri e oggi, “abbiamo parlato dei piani di ripresa e resilienza. Abbiamo 5 piani varati sui 24 presentati: Spagna, Portogallo, Grecia, Lussemburgo e Danimarca. Ci aspettiamo che il piano italiano sia approvato la prossima settimana. La prossima settimana la presidente (della Commissione europea Ursula von der Leyen) verrà in Italia e ci aspettiamo che il piano italiano sia approvato”, ha spiegato.



“L’approvazione della Commissione è una tappa fondamentale. Dopo di che l’Ecofin dovrà pronunciarsi,. Noi ci riuniremo il 13 luglio, ma in caso di necessità faremo altre riunioni nel mese di luglio. Quindi, direi che entro il mese di luglio ci aspettiamo che anche il Consiglio si esprima favorevolmente”, ha detto. “L’idea è che, o nella prima riunione come speriamo, o nella seconda riunione in caso di necessità, entro luglio faremo il tutto” e “noi punteremo al 13 luglio”. Per quanto riguarda le date per l’esborso del prefinanziamento, “non si è parlato della data precisa del prefinanziamento. Diciamo che è molto probabile che questo possa arrivare entro luglio, ma non è stato fissato un giorno preciso”, ha spiegato.

L’Italia, ha aggiunto il ministro, ha ampiamente rispettato il requisito del 37 per cento dei finanziamenti previsti per il piano di ripresa e resilienza per la transizione verde. “Noi abbiamo rispettato molto ampiamente il requisito del 37 per cento” e “abbiamo una dimensione del piano molto ampia”, ha detto spiegando che se si fa “un piano piccolo”, lo si può concentrare “molto sull’aspetto ambientale”, mentre “il nostro piano ha una dimensione molto ampia e anche questo ci ha indotto a includere elementi non strettamente legati alla questione ambientale: c’è la ricerca, c’è l’istruzione, abbiamo molto sulla sanità”, ha continuato. “Ma il requisito è stato rispettato e il lavoro effettuato dal governo, in particolare dal ministro (per la transizione ecologica, Roberto) Cingolani, è enorme”, ha sottolineato.



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