“Ft”: la Bce potrebbe aumentare gli acquisti del debito del Next Generation Eu

La questione verrà discussa in due riunioni speciali del Consiglio direttivo

bce

La Banca centrale europea sta valutando di innalzare il limite sugli acquisti delle obbligazioni emesse dall’Ue, una misura che rafforzerebbe la tenuta del Next Generation Eu, il programma di debito congiunto concordato per contrastare gli effetti della pandemia di Covid-19. Quattro membri del consiglio direttivo della Bce hanno dichiarato al quotidiano “Financial Times” che sosterranno l’aumento della quota di acquisti di obbligazioni del settore pubblico destinati al debito emesso da organismi internazionali come l’Ue rispetto all’attuale limite del 10 per cento. La questione verrà discussa in due riunioni speciali del Consiglio direttivo a partire da novembre per decidere quanto sostegno fornire ai mercati finanziari dal prossimo anno, ma per essere approvata tale misure necessiterebbe il sostegno della maggioranza dei 25 membri. Il potenziale cambiamento nella strategia della Bce giunge mentre la Commissione europea prevede di espandere la quantità di obbligazioni che emetterà il prossimo anno nell’ambito del Next Generation Eu da 800 miliardi di euro. Bruxelles mira a emettere 80 miliardi di euro di obbligazioni per il fondo quest’anno e quasi il doppio l’anno prossimo, trasformando la stessa Ue in uno dei maggiori emittenti di obbligazioni del continente europeo.



Qualsiasi ulteriore sostegno da parte della Bce, riferisce il “Financial Times”, potrebbe ridurre i costi di finanziamento dell’Ue e contribuire a rafforzare lo status delle obbligazioni del blocco come punto di riferimento regionale, un ruolo precedentemente dominato dai Bund tedeschi. Aumentare l’acquisto di obbligazioni dell’Ue aiuterebbe anche la Bce a sostenere i mercati finanziari senza scontrarsi con quelle regole che le impediscono di possedere più di un terzo del debito pubblico di ogni singolo Paese. Alcuni analisti, tuttavia, pensano che potrebbe raggiungere quei limiti sul debito tedesco e olandese entro il 2023. La Bce dovrebbe annunciare a dicembre che il suo programma di acquisto di emergenza pandemico (Pepp), lo schema di acquisto di obbligazioni da 1,85 miliardi di euro lanciato in risposta alla crisi di Covid-19, terminerà a marzo. I quattro membri del consiglio hanno affermato di aspettarsi che l’istituzione finanziaria europea esaminerà i modi per mantenere almeno parte della flessibilità extra fornita con il Pepp, che è esente dal limite sugli acquisti. Inoltre, secondo uno dei membri del consiglio direttivo, la Bce sta anche lavorando a modi per continuare ad acquistare debito pubblico greco, che altrimenti sarebbe escluso dalla sua regola contro l’acquisto di obbligazioni con rating di credito inferiore a “investment grade”, un’altra restrizione revocata dal Pepp.

Un fattore cruciale nel dibattito, che vede non pochi ostacoli vista l’opposizione dei membri più conservatori del consiglio direttivo, sarà se la Bce continuerà a stimare un tasso dell’inflazione al di sotto dell’obiettivo del 2 per cento nel 2022. La Banca centrale europea dovrebbe aggiornare le sue previsioni sull’inflazione a dicembre, fornendo anche dei prospetti per il biennio successivo. L’aumento dei prezzi dell’energia e i colli di bottiglia della catena di approvvigionamento registrati in Europa nelle ultime settimane, tuttavia, hanno spinto alcuni responsabili delle politiche della Bce a preoccuparsi che l’ente regolatore stia sottovalutando la futura crescita dei prezzi. Tuttavia, sono pochi gli analisti che ritengono possa verificarsi un duro arresto nel sostegno del mercato del debito della Banca centrale europea una volta scaduto il Pepp.



Qualsiasi ulteriore sostegno da parte della Bce, riferisce il “Financial Times”, potrebbe ridurre i costi di finanziamento dell’Ue e contribuire a rafforzare lo status delle obbligazioni del blocco come punto di riferimento regionale, un ruolo precedentemente dominato dai Bund tedeschi. Aumentare l’acquisto di obbligazioni dell’Ue aiuterebbe anche la Bce a sostenere i mercati finanziari senza scontrarsi con quelle regole che le impediscono di possedere più di un terzo del debito pubblico di ogni singolo Paese. Alcuni analisti, tuttavia, pensano che potrebbe raggiungere quei limiti sul debito tedesco e olandese entro il 2023. La Bce dovrebbe annunciare a dicembre che il suo programma di acquisto di emergenza pandemico (Pepp), lo schema di acquisto di obbligazioni da 1,85 miliardi di euro lanciato in risposta alla crisi di Covid-19, terminerà a marzo. I quattro membri del consiglio hanno affermato di aspettarsi che l’istituzione finanziaria europea esaminerà i modi per mantenere almeno parte della flessibilità extra fornita con il Pepp, che è esente dal limite sugli acquisti. Inoltre, secondo uno dei membri del consiglio direttivo, la Bce sta anche lavorando a modi per continuare ad acquistare debito pubblico greco, che altrimenti sarebbe escluso dalla sua regola contro l’acquisto di obbligazioni con rating di credito inferiore a “investment grade”, un’altra restrizione revocata dal Pepp.

Un fattore cruciale nel dibattito, che vede non pochi ostacoli vista l’opposizione dei membri più conservatori del consiglio direttivo, sarà se la Bce continuerà a stimare un tasso dell’inflazione al di sotto dell’obiettivo del 2 per cento nel 2022. La Banca centrale europea dovrebbe aggiornare le sue previsioni sull’inflazione a dicembre, fornendo anche dei prospetti per il biennio successivo. L’aumento dei prezzi dell’energia e i colli di bottiglia della catena di approvvigionamento registrati in Europa nelle ultime settimane, tuttavia, hanno spinto alcuni responsabili delle politiche della Bce a preoccuparsi che l’ente regolatore stia sottovalutando la futura crescita dei prezzi. Tuttavia, sono pochi gli analisti che ritengono possa verificarsi un duro arresto nel sostegno del mercato del debito della Banca centrale europea una volta scaduto il Pepp.

Qualsiasi ulteriore sostegno da parte della Bce, riferisce il “Financial Times”, potrebbe ridurre i costi di finanziamento dell’Ue e contribuire a rafforzare lo status delle obbligazioni del blocco come punto di riferimento regionale, un ruolo precedentemente dominato dai Bund tedeschi. Aumentare l’acquisto di obbligazioni dell’Ue aiuterebbe anche la Bce a sostenere i mercati finanziari senza scontrarsi con quelle regole che le impediscono di possedere più di un terzo del debito pubblico di ogni singolo Paese. Alcuni analisti, tuttavia, pensano che potrebbe raggiungere quei limiti sul debito tedesco e olandese entro il 2023. La Bce dovrebbe annunciare a dicembre che il suo programma di acquisto di emergenza pandemico (Pepp), lo schema di acquisto di obbligazioni da 1,85 miliardi di euro lanciato in risposta alla crisi di Covid-19, terminerà a marzo. I quattro membri del consiglio hanno affermato di aspettarsi che l’istituzione finanziaria europea esaminerà i modi per mantenere almeno parte della flessibilità extra fornita con il Pepp, che è esente dal limite sugli acquisti. Inoltre, secondo uno dei membri del consiglio direttivo, la Bce sta anche lavorando a modi per continuare ad acquistare debito pubblico greco, che altrimenti sarebbe escluso dalla sua regola contro l’acquisto di obbligazioni con rating di credito inferiore a “investment grade”, un’altra restrizione revocata dal Pepp.

Un fattore cruciale nel dibattito, che vede non pochi ostacoli vista l’opposizione dei membri più conservatori del consiglio direttivo, sarà se la Bce continuerà a stimare un tasso dell’inflazione al di sotto dell’obiettivo del 2 per cento nel 2022. La Banca centrale europea dovrebbe aggiornare le sue previsioni sull’inflazione a dicembre, fornendo anche dei prospetti per il biennio successivo. L’aumento dei prezzi dell’energia e i colli di bottiglia della catena di approvvigionamento registrati in Europa nelle ultime settimane, tuttavia, hanno spinto alcuni responsabili delle politiche della Bce a preoccuparsi che l’ente regolatore stia sottovalutando la futura crescita dei prezzi. Tuttavia, sono pochi gli analisti che ritengono possa verificarsi un duro arresto nel sostegno del mercato del debito della Banca centrale europea una volta scaduto il Pepp.

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