G20: incontro tra Cingolani e Kerry, strategia comune su nuove fonti di energie rinnovabili

Al centro dei lavori oggi le questioni energetiche e quelle legate al clima e alla transizione energetica

G20 climate - kerry

Durante il colloquio bilaterale di oggi a Napoli, il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani e l’inviato speciale per il Clima del presidente degli Stati Uniti, John Kerry, hanno convenuto sulla necessità di mettere a terra “il più possibile” nuovi fonti di energie rinnovabili. Secondo quanto si apprende, “si sta delineando una strategia comune” per raggiungere l’obiettivo di un aumento massimo della temperatura del pianeta di 1,5 gradi entro il 2050. In questo contesto, è emersa un’intesa tra i due Paesi per convincere i Paesi più riluttanti ad adeguarsi al taglio delle emissioni o in ogni caso favorire il raggiungimento dell’obiettivo del contenimento dell’aumento della temperatura su scala globale. Una visione “ambiziosa” che dovrà poi trovare conferme al prossimo summit della Cop26 di novembre. Inoltre Cingolani ha avuto un incontro con l’omologa francese, Barbara Pompili, con cui è stata ribadita l’importanza di arrivare ad un comunicato finale domani della ministeriale G20 Ambiente, Clima ed Energia in corso nel capoluogo campano.



Al centro dei lavori oggi le questioni energetiche, come la messa a terra delle rinnovabili, e quelle legate al clima e alla transizione energetica. Ieri invece è stato adottato un comunicato finale sull’ambiente dopo lunghe giornate di trattative tra i delegati. Oggi sul tavolo le questioni più divisive come il processo di decarbonizzazione e l’obiettivo di contenere l’aumento della temperatura di 1,5 gradi entro il 2050: soglia su cui ieri il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, ha posto l’accento senza nascondere come diversi Paesi, come la Cina e altri attori internazionali, siano i più difficili da convincere. Su questo punto Cingolani ha trovato un’unione di intenti con l’inviato speciale Usa per il Clima, John Kerry, durante il bilaterale di ieri a Palazzo Reale. Per centrare l’obiettivo di contenere l’aumento delle temperature globali a 1,5 gradi Celsius bisogna accelerare sulla decarbonizzazione nei prossimi dieci anni, ha spiegato il ministro italiano sottolineando come conti molto “quanto siamo veloci ad accelerare la decarbonizzazione”.

Menzionando i Paesi più restii a tale obiettivo, Cingolani ha indicato gli Emirati Arabi, in parte Cina, Russia e Paesi emergenti. “Non escluderei che alla fine si possa trovare la sintesi”, ha concluso. Le sessioni previste oggi saranno dedicate al tema delle Città e azioni per il clima; al recupero sostenibile e transizione all’energia pulita; flussi finanziari allineati a Parigi; sicurezza energetica e povertà energetica. E’ prevista una conferenza stampa nel pomeriggio del ministro Cingolani e l’adozione di un comunicato finale sulla giornata di lavori.



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