G20, Cingolani: “Su decarbonizzazione serve accelerare nei prossimi 10 anni”

Grande soddisfazione del ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani

Dopo mesi di preparazione, settimane di negoziato e una no stop di due giorni, è stato approvato il comunicato G20 ambiente, il primo della due giorni napoletana. Secondo quanto si apprende, c’è stata grande soddisfazione da parte di tutti i delegati dei venti e più Paesi che hanno preso parte ai lavori oggi della ministeriale G20 Ambiente, Clima ed Energia a Palazzo Reale a Napoli.

Per centrare l’obiettivo di contenere l’aumento delle temperature globali a 1,5 gradi Celsius bisogna accelerare sulla decarbonizzazione nei prossimi dieci anni. Lo ha detto  Cingolani, rispondendo ad una domanda di “Agenzia Nova” nella conferenza stampa della ministeriale Energia e Ambiente. Cingolani ha spiegato che abbiamo 30 anni da qua al 2050 per centrare gli obiettivi sulla decarbonizzazione, ma per l’obiettivo di limitare l’aumento delle temperature a 1,5 gradi “conta molto quanto siamo veloci ad accelerare la decarbonizzazione”. Per questo, secondo Cingolani, gli Usa e non solo concordano su fatto che serve “un’accelerazione forte nella prossima decade”. “In un documento in cui dobbiamo mettere d’accordo economie incentrate sul petrolio dire uniti e compatti” sull’obiettivo di un grado e mezzo non è facile e rappresenta “un bel puzzle che deve essere negoziato”, ha osservato il ministro. Menzionando i Paesi più restii a tale obiettivo, Cingolani ha indicato gli Emirati Arabi, in parte Cina, Russia e Paesi emergenti. “Non escluderei che alla fine si possa trovare la sintesi”, ha concluso.

La ministeriale di oggi si svolge in circostanze “senza precedenti che hanno richiesto e richiedono tuttora un’azione globale coraggiosa, congiunta e immediata” ha detto  Cingolani, nel suo intervento in apertura dei lavori. Secondo Cingolani, è impossibile “ignorare le prove scientifiche dei Rapporti Ipcc (Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico) e Ipbes (Organizzazione intergovernativa istituita per migliorare l’interfaccia tra scienza e politica in materia di biodiversità e servizi ecosistemici) sui cambiamenti climatici”. “I tragici eventi meteorologici a cui abbiamo assistito negli ultimi mesi e persino giorni dimostrano che il nostro sistema climatico sta subendo gravi disagi”, ha aggiunto. “Lo stesso vale per gli ecosistemi naturali e la biodiversità, dove i nostri sforzi non sono stati finora in grado di rallentare la diapositiva verso l’estinzione di massa delle specie e la rottura dei servizi ecosistemici chiave. Dobbiamo affrontare insieme queste due sfide planetarie, aggravate da una sfida senza precedenti che ha devastato le nostre società ed economie nell’ultimo anno e mezzo, la pandemia di Covid-19, causando tragedie alle famiglie di perdere i propri cari, sconvolgendo le nostre economie, facendo precipitare i Paesi in via di sviluppo in un indebitamento insostenibile e che esacerbano le divisioni esistenti”, ha proseguito il ministro.

Il ministro, oggi padrone di casa della ministeriale, ha spiegato come sia prioritario “resistere alla tentazione di ricostruire le nostre economie sul modello pre-pandemia”. “In effetti, come possibile unico lato positivo, la pandemia ci ha offerto l’opportunità di ripensare le nostre vite, immaginare nuovi – migliori – modi di organizzare le nostre società ed economie, ricostruire meglio e su basi e valori diversi”. Secondo Cingolani, “questo nuovo approccio richiede economie robuste che operino ancora entro i limiti imposti dai confini planetari e dal piano sociale, e assicurino la cura del nostro Pianeta sempre al centro dello sviluppo umano”.

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