G20: l’agenda del summit di Roma, al centro dei lavori clima, salute e sviluppo sostenibile

L'evento di Roma segnerà la conclusione della presidenza di turno italiana

g20 la nuvola

Clima, salute e sviluppo sostenibile con l’intento di trarre degli spunti utili per il futuro dalla dura lezione della pandemia di Covid-19: saranno questi i temi centrali del summit del G20 che si terrà il 30 e 31 ottobre a Roma. Sotto la guida del presidente del Consiglio, Mario Draghi, e alla presenza di alcuni dei principali leader globali, il summit di Roma segnerà la conclusione della presidenza di turno italiana e il passaggio del testimone all’Indonesia. Fra i capi di Stato e di governo presenti all’evento figurano il presidente statunitense Joe Biden, il francese Emmanuel Macron e la cancelliera tedesca, Angela Merkel – al suo ultimo summit dell’organizzazione – ma anche il premier indiano Narendra Modi, il presidente brasiliano Jair Bolsonaro, e i presidenti della Commissione e del Consiglio Ue, Ursula von der Leyen e Charles Michel. Fra gli assenti “di spicco”, invece, i presidenti di Cina e Russia, Xi Jinping e Vladimir Putin, che comunque seguiranno i lavori in videoconferenza. All’evento è tradizionalmente prevista la partecipazione dei ministri dell’Economia dei Paesi membri. I parteciperanno si riuniranno dalle 10 di sabato mattina a La Nuvola, il centro congressi situato nel quartiere romano dell’Eur, per i saluti iniziali e proseguiranno le loro attività seguendo una fitta scaletta di appuntamenti.



Il primo appuntamento di lavoro sarà una tavola rotonda dedicata al tema “Economia globale e salute globale”, un’opportunità per discutere dello stretto rapporto fra questi due elementi. Come riferito da Palazzo Chigi, infatti, la discussione partirà dai piani di ripresa economica adottati dai vari Paesi membri del G20, con l’intento di sfruttare questi programmi per affrontare le prossime sfide globali e garantire un futuro migliore alle generazioni future. D’altronde, come riferisce la presidenza italiana del G20, la pandemia ha dimostrato drammaticamente come la salute di tutti gli esseri viventi sia inestricabilmente legata e la necessità di lavorare con i Paesi meno sviluppati e rafforzare l’approccio multilaterale a prescindere dal tema che si andrà ad affrontare. In questo senso, il G20 cercherà di mettere in evidenza l’importanza di non trattare i problemi in modo isolato ma, restando in costante contatto, di trovare i mezzi per finanziare le prossime sfide globali. In questo contesto sarà utile ribadire i concreti impegni presi al Global health summit del 21 maggio scorso a Roma, in particolare per quanto concerne la distribuzione di vaccini contro il Covid-19. La disponibilità di vaccini è un fatto ma restano da considerare i problemi legati alla distribuzione e garantire che arrivino in dotazione a sistemi funzionanti a livello sanitario. La giornata di sabato proseguirà con un evento collaterale dei leader dedicato al sostegno alle Pmi e alle donne imprenditrici e si concluderà con un appuntamento culturale alle Terme di Diocleziano.

La domenica, dopo una passeggiata nel centro storico di Roma, i lavori riprenderanno con due eventi dedicati alla lotta al cambiamento climatico. Il tema del riscaldamento globale occuperà un ruolo preminente nei colloqui fra i leader, trovando adeguato spazio anche nel comunicato finale. La presidenza italiana del G20, su questo tema, intende rimarcare il fatto che nessuno al mondo può pensare di essere al sicuro sinché quest’affermazione non varrà per tutti sul Pianeta e che risulterà inutile perseguire degli obiettivi climatici se non si contribuisce alla riduzione dell’inquinamento e delle emissioni di CO2 utilizzando strumenti simili. È chiaro che il negoziato sul clima presenti alcune criticità, legate in particolare al coordinamento della scadenza indicata per raggiungere l’obiettivo delle zero emissioni di CO2. La minaccia rappresentata dal riscaldamento globale e dal cambiamento climatico è una questione comune ma, al contempo, è un dato di fatto che i vari Paesi membri del G20 abbiano un livello diverso di sviluppo e ambizioni per raggiungere l’obiettivo delle zero emissioni. Nelle ultime settimane, come riferiscono fonti di Palazzo Chigi, si sono riscontrati segnali positivi da parte dei vari Paesi del mondo sulla ratifica dell’accordo di Parigi del 2015 sul cambiamento climatico e, nonostante alcune differenze, c’è fiducia sul fatto che si riuscirà a trovare un’intesa.



G20 e Cop26, la conferenza sul clima delle Nazioni Unite che prenderà il via il giorno dopo il summit di Roma e che vedrà i leader trasferirsi a Glasgow, in Scozia, hanno rafforzato la cooperazione ma restano su piani diversi: il G20 è un foro un confronto fra le politiche economiche dei 20 Paesi più importanti al mondo, mentre la Cop26 è un evento aperto ai firmatari dell’accordo di Parigi del 2015 e rappresenta una sorta di check up periodico sul livello di attuazione degli obiettivi sottoscritti da tutti i membri di tale accordo. Il presupposto della presidenza italiana del G20, peraltro, è che partendo dai risultati raggiunti e concordati a Roma, si possa rafforzare anche l’operato della Cop26. L’Italia, d’altronde, co-presiede la Cop26 con il Regno Unito, e per questo motivo il raggiungimento di una deadline condivisa sull’obiettivo delle emissioni zero potrebbe aiutare i lavori della conferenza di Glasgow. La presidenza italiana, in questo contesto, metterà in evidenza come non si debba sottovalutare l’importanza che la finanza ha per il clima. D’altronde, diversi firmatari dell’accordo di Parigi del 2015 sono Paesi non sviluppati o mediamente sviluppati e, quindi, necessitano di un aiuto finanziario a livello internazionale per portare avanti i loro processi di transizione ecologica.

In tema di “grandi assenti” non si può non tenere presente del fatto che al summit di Roma non parteciperanno Xi Jinping e Vladimir Putin, i capi di Stato di Cina e Russia. Dalla presidenza italiana del G20 fanno sapere che con le delegazioni cinese e russa, a livello di sherpa e non solo, sono stati portati avanti negoziati molto positivi in tutte le riunioni ministeriali svoltesi nel corso dell’anno. Al momento si sta lavorando sul comunicato finale, soprattutto per superare le perplessità relative al non perfetto allineamento fra le rispettive scadenze per raggiungere l’obiettivo delle zero emissioni di CO2, ma la presidenza italiana terrà anche conto delle circostanze nazionali dei singoli Paesi. Tutti gli Stati membri del G20, secondo fonti di Palazzo Chigi, sono coinvolti nell’ambizione e nel desiderio di riqualificare i propri mix energetici, ma è giusto tenere presente, in particolare quando si parla della produzione da fonti rinnovabili, che non tutti abbiano le stesse opportunità e capacità. L’assenza di Xi e Putin, peraltro, è stata pienamente compresa dalla presidenza italiana del G20, in quanto ampiamente giustificata dalla situazione sanitaria in cui versano i rispettivi Paesi. È stato garantito, peraltro, che i due capi di Stato parteciperanno ai lavori in videoconferenza, in modo da consentire loro di condividere il loro pensiero. Cina e Russia, peraltro, saranno degnamente rappresentate ai lavori dai rispettivi ministri degli Esteri, Wang Yi e Sergej Lavrov.

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