G20, Patuanelli: “Innovazione essenziale per favorire transizione dei sistemi alimentari”

el corso della riunione “abbiamo sottolineato tutti l’esistenza di grandi paradossi nei sistemi alimentari" ha aggiunto

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L’agricoltura può e deve dare un contributo fondamentale al percorso di transizione verso sistemi alimentari compatibili con la salute del pianeta e dell’uomo, e lo strumento chiave in tal senso è l’innovazione. Lo ha dichiarato il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Stefano Patuanelli, nella conferenza stampa conclusiva del G20 Agricoltura, a Firenze.



Nel corso della riunione “abbiamo sottolineato tutti l’esistenza di grandi paradossi nei sistemi alimentari, con un grosso problema di spreco alimentare e contemporaneamente 800 milioni di persone che soffrono di malnutrizione. Un altro paradosso riguarda l’acqua, con i cambiamenti climatici che determinano momenti di siccità e al contempo eventi estremi con precipitazioni non gestibili e ingenti danni. L’agricoltura può e deve dare un contributo a questo percorso di inversione di tendenza”, ha detto Patuanelli.

“L’agricoltura oggi investe tanto nell’innovazione ma questa non significa solo ricerca, ma riguarda anche un processo di coinvolgimento di tutti gli operatori. Il sistema produttivo italiano, ma anche di altri Paesi, è formato da microimprese e da imprese familiari che di generazione in generazione si tramandano la tradizione: per questo il processo di trasformazione è molto complicato, e in questo senso è importante il ruolo delle associazioni di categoria per fornite loro gli strumenti di innovazione necessari”, ha aggiunto.



La transizione verso sistemi agroalimentari sostenibili “è un processo, non un burrone”: per garantirne il successo occorre mettere in campo politiche pubbliche di finanziamento per le aziende ha detto ancora il ministro spiegando che “la transizione è un processo, non è un burrone: questo processo va concordato e poi mantenuto, mettendo in campo strumenti necessari alle aziende per la transizione. Per ora le aziende lo stanno facendo da sole, ma bisogna mettere in campo politiche pubbliche di finanziamento. Troppo spesso la politica tentenna perché ha paura di perdere consenso”, ha aggiunto.

Per quanto concerne la lotta al caporalato, ha detto che “è un tema al centro dell’agenda del governo, che può essere affrontato seriamente se riusciamo a garantire un reddito equo e dignitoso per i produttori”. “Il caporalato riesce ad imporsi perché spesso i produttori non riescono ad avere un reddito dignitoso e per questo la criminalità organizzata prolifera. Uno degli elementi veri di novità della nuova Pac (Politica agricola comune) è aver ottenuto un equilibrio tra posizione distanti” per quanto riguarda i finanziamenti europei alle sole aziende che rispettano le norme sul lavoro. “Nel settore agricolo c’è sempre più povertà a causa del paradosso dato dalla necessità di tutelare il locale e, al tempo stesso, le catene di distribuzione: per questo occorre far sì che i produttori agricoli siano in grado di creare valore aggiunto anche restando nel mercato locale”, ha poi aggiunto il ministro, ribadendo in tal senso l’importanza di garantire redditi adeguati ai produttori.

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