Esclusiva – La presidente della Georgia a Nova, il Papa aiuti il dialogo nel Caucaso

Salome Zurabishvili ricorda che due regioni del suo Paese sono occupate da forze straniere

georgia

La presidente georgiana, Salome Zurabishvili, “per la prima volta” ha deciso di recarsi a Roma per svolgere una visita esclusiva in Vaticano. Come ha spiegato in un’intervista ad “Agenzia Nova”, la presidente ha deciso di agire in tal senso, non solo perché “la Georgia è uno degli Stati cristiani più antichi e per noi questa relazione ha un valore speciale” e perché “la cristianità per la Georgia è una questione di identità che si è consolidata con l’indipendenza”. La Georgia, infatti, vive una fase di sviluppo della sua storia “ed è cruciale che le nuove generazioni del nostro Paese siano aperte il più possibile verso l’Europa e verso il resto del mondo”. Inoltre, spiega la presidente, questa visita è stata molto importante perché “viviamo in una regione molto complessa come il Caucaso: la Georgia da anni convive con due regioni del suo territorio che sono occupate. Il ruolo della diplomazia vaticana è molto importante in questo contesto, soprattutto perché vogliamo una de escalation della situazione in atto”. “Ho sottolineato al Papa l’importanza di provare a fornire un aiuto per risolvere questo conflitto attraverso il dialogo perché questa è l’unica soluzione al problema”, ha detto. “Sono stata molto contenta di visitare il laboratorio dell’ospedale Bambino Gesù: ho incontrato il personale che dirige le attività, abbiamo avuto uno scambio eccellente sull’oncologia infantile e concordato che i medici georgiani potranno partecipare a delle attività di formazione in questa struttura. È una delle aree in cui in Georgia ha fatto più progressi, ma si potrebbe svilupparla ulteriormente”, ha aggiunto.

La presidente all’Ospedale Bambino Gesù

Ho parlato con il Pontefice anche degli altri conflitti nella regione, in particolare di quello fra Armenia e Azerbaigian nel Nagorno-Karabakh: la Georgia per la prima volta nella storia recente, e riprendendo una caratteristica della nostra tradizione, è stata in grado di mediare fra i due Paesi. Speriamo che questa situazione possa migliorare, in particolare dopo le elezioni in Armenia”, ha proseguito Zurabishvili. Sin dalle prime battute del conflitto dello scorso autunno, la Georgia ha “fornito l’opportunità alle autorità dei due Paesi di recarsi a Tbilisi come sede di dialogo e speriamo di poter continuare a svolgere un ruolo positivo. È importante che i due Paesi abbiano buone relazioni, anche per la Georgia. Sarebbe un’ulteriore tragedia se questo conflitto dovesse espandersi. Vogliamo rappresentare una piattaforma di dialogo e stabilità. È una caratteristica identitaria della Georgia facilitare la convivenza di confessioni religiose ed etnie. Non c’è altro modo per la Georgia di sopravvivere e crescere”, ha detto la presidente. “Il Papa ha concordato sulla situazione relativa ai conflitti nella regione e siamo fiduciosi che questi contatti siano stati molto importanti anche per il futuro”, ha spiegato Zurabishvili.

La presidente con Papa Francesco

Oltre il Vaticano, tuttavia, nei piani della presidente c’è anche una visita in Italia. “Ho in programma di visitare anche l’Italia. Abbiamo ricevuto il presidente della Repubblica italiano, Sergio Mattarella, nel 2018 e ora è tempo di ricambiare questa visita. Per noi l’Italia è uno dei Paesi più importanti nell’Unione europea e sapete quanto stiamo lavorando verso l’obiettivo di integrazione. Nel 2024 presenteremo la domanda di adesione e vedremo quale sarà il consenso intorno a questa richiesta da parte degli Stati europei”, ha detto Zurabishvili. “Per noi è importante trovare il sostegno degli Stati membri storici: quelli più nuovi, con cui abbiamo condiviso un passato nell’ex Unione sovietica, sono più propensi a favorire il nostro percorso di integrazione europea, e per questo motivo è importante per noi riuscire a convincere anche quelli più anziani”, ha aggiunto. “L’Italia in questo contesto è molto importante ma lo è anche perché c’è una grande comunità georgiana nel vostro Paese. Molti di loro hanno compiuto varie esperienze qui e sono tornati in Patria a trasmetterle anche a noi. Visitare i luoghi dove c’è una maggiore concentrazione dei nostri connazionali, fra cui per esempio Bari, sarà uno degli obiettivi della mia visita”, ha affermato la presidente.

Un altro tema della visita della presidente georgiana in Italia sarà lo sviluppo dei rapporti economici. “Ci stiamo lasciando alle spalle la pandemia e, in questo contesto, è importante favorire uno sviluppo delle nostre economie. Sono contenta di aver visto in questi giorni a Roma una lenta ma positiva ripartenza del turismo, e la stessa cosa l’ho constatata Tbilisi. Possiamo scambiarci delle esperienze in questo settore, vista la vostra comprovata esperienza, ma ci sono anche altri ambiti: il comparto agroalimentare e vinicolo, per esempio. La Georgia è entrata in questo mercato da poco ma abbiamo un’industria vinicola che è storica e possiamo lavorare insieme in questo ambito”, ha detto la presidente. “La nostra ambasciata a Roma inoltre, sta lavorando con alcune aziende italiane potenzialmente interessate ad aiutarci in vista di alcuni eventi sportivi che dovremo ospitare nei prossimi anni: nel 2022 saremo la sede dell’Eurobasket e nel 2023 dei campionati mondiali freestyle di sci e snowboard. Quindi avremo bisogno di impianti e infrastrutture e per questo ci servirà sviluppare la partnership con vari Paesi europei in questo settore”, ha spiegato Zurabishvili.

Con la presidente si è parlato anche della crisi politica interna che si è conclusa da alcune settimane grazie alla sua mediazione e al contributo del presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. “La caratteristica della Georgia è che succede sempre qualcosa. C’è sempre qualcuno di nuovo. L’accettazione e la firma del documento redatto dal presidente Charles Michel da parte dei partiti politici ha consentito il loro ritorno in Parlamento. In questo contesto possono esserci tutti i tipi di relazioni, come avviene in ogni Paese, e questo ci ha consentito di tornare alla normalità. Il ritorno dei partiti in Parlamento è stata una mia grande preoccupazione e per questo mi sono impegnata nella mediazione, ma ora non è più necessario un mio coinvolgimento”, ha detto Zurabishvili. “Il nostro Paese ha due regioni occupate e queste divisioni politiche non possono farci dimenticare che dobbiamo risolvere questo problema. Ora che abbiamo appianato queste divisioni, dobbiamo continuare in questa direzione. Dall’epoca sovietica a oggi, la Georgia è passata da un regime presidenziale a un modello parlamentare democratico. Penso inoltre che in futuro potremo vedere dei governi di coalizione, perché ritengo che questo sia uno sviluppo naturale. Non so quando accadrà, ma guardiamo anche alle esperienze di altri Paesi”, ha spiegato. “La cosa più importante per me e per il Paese è stato evitare delle divisioni troppo marcate, il resto lo possiamo affrontare. In particolare in una fase in cui si sta ripartendo a livello economico. Già prima delle riaperture al turismo abbiamo iniziato a registrare dei dati di crescita economica molto superiori rispetto alle stime”, ha affermato Zurabisvhili.

La mediazione di Michel nella crisi politica georgiana ha mostrato una rinnovata attenzione dell’Ue verso la regione. “Quando sono stata a Bruxelles lo scorso gennaio ho rimarcato al presidente Michel e alle altre autorità europee che l’Ue non è stata abbastanza presente nella questione del Nagorno-Karabakh, così come in altre vicende relative ai Paesi membri del Partenariato orientale (Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Moldova e Ucraina). Penso che quello che abbiamo visto nell’ultimo periodo abbiamo visto un impegno più attivo”, ha detto la presidente. “Per quanto riguarda la Georgia, l’Ue è presente con la missione di monitoraggio (Eumm), solo qualche anno fa, il dispiegamento di un’operazione di questo tipo sembrava impossibile. Ora l’obiettivo è un’espansione della missione: nell’accordo siglato nel 2008 è previsto che la missione dovrebbe monitorare tutti i territori”, ha aggiunto.

“Grazie alla diplomazia vaticana, il primo obiettivo potrebbe essere impedire gli incidenti che si verificano regolarmente nei pressi della linea di occupazione. Ci servono concreti passi avanti verso una de escalation della situazione. Ciò può avvenire solo attraverso il dialogo”, ha proseguito la presidente georgiana. “Dopo la pandemia riprenderemo la tradizione della conferenza di Batumi, incentrata proprio sull’integrazione europea, un appuntamento cui partecipano diversi leader internazionali. Nel contesto di quest’evento cercheremo di portare all’attenzione lo sviluppo della situazione nei Paesi del Partenariato orientale, in modo da far capire cosa sta accadendo in questo momento in Paesi come la Georgia, l’Ucraina e la Moldova. Il Partenariato orientale sta affrontando qualche problema, soprattutto a causa della Bielorussia, ma in questo contesto ci potrebbero essere ulteriori progressi che consentano ai Paesi membri di andare avanti verso un processo di integrazione europea tutti alla stessa velocità”, ha detto Zurabishvili.

La presidente georgiana è rimasta soddisfatta, inoltre, dell’esito del summit della Nato svoltosi lo scorso 14 giugno a Bruxelles. “Dal vertice è emersa una volontà di riaffermare la politica delle porte aperte. Abbiamo visto nel caso della Macedonia del Nord che si tratta di un’azione concreta e non solo parole. Per la Georgia è stato molto importante il riconoscimento del fatto che il Paese ha compiuto dei progressi verso l’integrazione. Non era un summit in cui ci si aspettavano grandi decisioni, anche perché era il primo con la partecipazione del nuovo presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, e quindi ci si è concentrati sulle relazioni transatlantiche. Tuttavia abbiamo visto dei passi avanti, dei progressi”, ha detto Zurabishvili. “La questione per la Georgia è se procedere o meno con il Piano d’azione per l’adesione (Map), il programma di consulenza, assistenza e supporto pratico adattato alle esigenze individuali dei Paesi che desiderano aderire all’Alleanza. La partecipazione a questo programma, peraltro, potrebbe aiutare alcuni Paesi membri a sostenere con più forza il nostro percorso di adesione. Quindi è chiaro che dal summit di Bruxelles non sia emerso un pensiero rivoluzionario, ma non penso che ce lo aspettassimo. È stato tuttavia rilevante ribadire che nessuno ha il diritto di interferire con il nostro processo d’integrazione”, ha detto la presidente.

Inoltre, secondo Zurabishvili, è stato importante il fatto che il Mar Nero sia diventato più centrale nella strategia della Nato: “E’ un punto che condividiamo, visto che la Georgia è direttamente coinvolta in questo scenario. Nulla può accadere nel Mar Nero senza la nostra partecipazione, e lo stesso vale per l’Ucraina. Non a caso mi recherò in visita a Kiev nei prossimi giorni: questo è il passo concreto successivo per approfondire le nostre relazioni con la Nato”, ha spiegato la presidente. “Sia nel caso dell’Ue, sia della Nato, è importante approfondire concretamente i rapporti. Sappiamo che l’adesione a queste due organizzazioni è una questione politica, ma oltre questi problemi dobbiamo fare tutto il possibile per arrivare a ‘un’integrazione de facto’. Nel caso della Nato possiamo sviluppare la cooperazione nel Mar Nero e nella cyber sicurezza, un tema molto importante; per quanto riguarda l’Ue, invece, dobbiamo concentrarci sullo sviluppo di questi settori economici che possono favorire l’integrazione, per esempio a livello di infrastrutture e connettività”, ha aggiunto. “Credo che ci sia molto lavoro concreto da fare, in modo che alcune decisioni che sono generalmente ideologiche possano diventare più semplici da prendere”, ha concluso la presidente georgiana.

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