Germania: oggi il voto per eleggere il Bundestag, il primo del dopo Merkel

Nei Laender di Berlino e del Meclemburgo-Pomerania anteriore si voterà per il rinnovo dei Parlamenti statali

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Si sono aperti alle 8 i seggi in Germania per il rinnovo del Bundestag, il parlamento federale della Germania, giunto alla 20ma legislatura. Le urne resteranno aperte fino alle 18 per circa 60,4 milioni di elettori di cui, secondo le stime, il 50 per cento avrebbe già usufruito del voto postale, aperto il 6 settembre scorso. Oltre che per il Bundestag, nei Laender di Berlino e del Meclemburgo-Pomerania anteriore si voterà per il rinnovo dei Parlamenti statali. Alle elezioni federali partecipano i sette partiti principali e 11 formazioni minori. I candidati all’incarico di cancelliere sono per il Partito socialdemocratico tedesco (SpD), Olaf Scholz, ministro delle Finanze dal 2018; Armin Laschet, presidente dell’Unione cristiano-democratica (Cdu) e primo ministro del Nordreno-Vestfalia, per il proprio partito e l’Unione cristiano-sociale (Csu); per i Verdi Annalena Baerbock, copresidente degli ecologisti con Robert Habeck.



Elezioni in Germania: SpD in vantaggio, segue la coalizione Cdu-Csu

Secondo un sondaggio effettuato venerdì dall’istituto demoscopico Forsa vede la SpD in testa al 25 per cento, stabile dal 21 settembre scorso. Coalizione democristiano-conservatrice formata al Bundestag da Cdu e Csu, l’Unione si conferma al 22 per cento. I Verdi sono fermi al 17 per cento, mentre il Partito liberaldemocratico (Fdp) guadagna un punto e raggiunge il 12 per cento. Formazione nazionalconservatrice che raccoglie consensi anche nell’estrema destra, Alternativa per la Germania (AfD) scivola dall’11 al 10 per cento, seguita da La Sinistra che mantiene il 6 per cento. Gli Elettori liberi (Fw) non si muovono dal 3 per cento, così come gli altri partiti che complessivamente rimangono invariati al 5 per cento. Secondo le stime, rimane poi un 25 per cento di elettori indecisi. Se alle elezioni del Bundestag si potesse eleggere direttamente il cancelliere, a vincere con il 47 per cento delle preferenze sarebbe Scholz, secondo un sondaggio effettuato dell’istituto demoscopico tedesco Wahlen. Dal 17 settembre corso, l’esponente della SpD perde un punto, ma continua a staccare nettamente gli sfidanti. Laschet retrocede, infatti, dal 22 al 20 per cento, mentre Baerbock si conferma al 16 per cento. Gli elettori che affermano di non sapere per chi votare tra i tre candidati alla Cancelleria federale aumentano dal 14 al 17 per cento.

I possibili scenari dopo il voto

L’aritmetica del voto rende evidente come, probabilmente, dopo le elezioni si dovrà formare un governo di coalizione a tre partiti. Le ipotesi principali sono un’alleanza tra Unione, Fdp e Verdi o tra socialdemocratici, liberaldemocratici ed ecologisti. Nel primo caso, la maggioranza a oggi sarebbe del 51 per cento, nel secondo del 54 per cento. Un’alleanza tra Unione, SpD e Fdp avrebbe il 54 per cento. Una coalizione Cdu-Csu-SpD-Verdi raggiungerebbe il 63 per cento. Tuttavia, appare difficile che popolari e socialdemocratici intendano tornare a coabitare dopo gli ultimi cinque anni di Grande coalizione. Inoltre, lo stesso presidente della Fpd, Christian Lindner, ha dichiarato che preferirebbe allearsi al governo con l’Unione e i Verdi. Su posizioni analoghe si è schierato Markus Soeder, presidente della Csu e primo ministro della Baviera. Secondo Soeder, infatti, il prossimo governo federale deve essere guidato dai popolari, con l’intesa tra Cdu, Csu, Fdp e Verdi che “sarebbe un’opzione”. Più vago Laschet che, pur rivendicando per sé e il proprio schieramento la guida dell’esecutivo, non ha escluso alcun partito come possibile alleato, tranne i post-comunisti di La Sinistra e i neoconservatori di AfD. Per Baerbock, il governo dovrà essere “per il clima”, ossia guidato dai Verdi. In maniera speculare, Scholz punta a un proprio esecutivo con una SpD “forte”, senza citare in maniera esplicita alcun possibile alleato. Tuttavia, in precedenza, sia Scholz sia Baerbock hanno auspicato che l’Unione deve tornare all’opposizione dopo 16 anni al governo con la cancelliera Angela Merkel, prima insieme alla SpD (2005-2009), poi con la Fdp (2009-2013) e, infine, di nuovo con i socialdemocratici (2013-2021).



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