Germania, Zorn: “Nessuna rete di estremisti di destra nelle forze speciali”

È quanto afferma il capo di Stato maggiore della Difesa tedesco nel rapporto conclusivo sul Ksk

Germania

Nel Comando forze speciali dell’esercito tedesco (Ksk) sono stati individuati 50 casi sospetti di estremismo di destra. Tuttavia, “una rete” della destra radicale, ossia “un’associazione di persone che lavorano intenzionalmente per abbattere l’ordinamento liberaldemocratico” della Germania “non è stata riconosciuta”. È quanto afferma il capo di Stato maggiore della Difesa tedesco, il generale Eberhard Zorn, nel rapporto conclusivo sul Ksk.



Da giugno scorso, l’unità è oggetto di una profonda ristrutturazione, volta a epurare il reparto dagli estremisti di destra. Il processo si è ora formalmente concluso con la riforma del Ksk. Entro, la fine di giugno spetterà alla ministra della Difesa tedesca, Annegret Kramp-Karrenbauer, decidere se i risultati siano sufficienti o se il Comando forze speciali dell’esercito debba essere sciolto e rifondato. La decisione verrà assunta dopo una visita di Kramp-Karrenbauer alla sede del Ksk, a Calw in Baden-Wuerttemberg. Intanto, il cambiamento strutturale di maggiore rilievo è lo scioglimento della seconda compagnia del Ksk, avvenuto il 31 luglio 2020. L’unità è risultata la più infiltrata dagli estremisti di destra e la più riluttante a collaborare alla riforma del Ksk. Da allora, nessun militare del Comando forze speciali dell’esercito è stato classificato come estremista di destra dal Servizio federale per il controspionaggio militare (Mad), tra le cui competenze rientrano la prevenzione e la repressione di ogni forma di estremismo nelle Forze armate tedesche (Bundeswehr).

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