Giappone: nessun decesso per la prima volta da 15 mesi

Secondo i dati forniti dal governo , ad oggi circa il 73% della popolazione ha completato il ciclo di vaccinazione

giappone

Le autorità sanitarie del Giappone non hanno registrato alcun decesso causato dalla Covid-19 nelle 24 ore di ieri, domenica 7 novembre, come non accadeva in quel Paese da 15 mesi a questa parte. Un totale di 162 nuovi casi di positività al virus sono stati diagnosticati sull’intero territorio nazionale, mentre il numero di pazienti affetti da sintomatologia grave è rimasto invariato a 100, secondo i dati forniti dal ministero della Salute, del lavoro e del welfare. Il Giappone ha registrato il primo decesso da Covid-19 nel febbraio 2020, e prima di ieri l’ultimo giorno trascorso senza decessi legati alla pandemia era stato il 2 agosto dello scorso anno. Il picco dei decessi giornalieri causati dalla Covid-19 è stato raggiunto in Giappone lo scorso maggio, con un bilancio giornaliero di oltre 200 decessi. Secondo i dati forniti dal governo giapponese, ad oggi circa il 73 per cento della popolazione del Paese ha completato il ciclo di vaccinazione contro la Covid-19. Il brusco calo di decessi e ricoveri in terapie intensive è legato anche ai trattamenti farmacologici adottati nel Paese: secondo la stampa giapponese, studi clinici dimostrano che l’impiego di farmaci come il “cocktail di antibiotici” casirivimab-imdevimab, somministrato per via endovenosa, ha abbattuto il rischio di ricovero e decesso del 70 per cento.



Il governo del Giappone ha annunciato la riapertura dei confini nazionali agli uomini d’affari, agli apprendisti delle professioni tecniche e agli studenti internazionali a partire da oggi, lunedì 8 novembre. Per il momento restano invece in vigore le restrizioni all’ingresso dei turisti. Per i viaggiatori d’affari vaccinati il periodo di quarantena verrà ridotto ad un minimo di tre giorni. Attualmente sino a 370mila titolari di visti di lavoro e di studio sono ancora in attesa di entrare in Giappone: circa 150mila sono studenti stranieri, e 110mila sono apprendisti di varie professioni. Una volta revocate le restrizioni, gli ingressi riprenderanno in maniera graduale, e con la collaborazione di aziende e istituzioni formative, che dovranno fare da garanti per il rispetto delle misure di prevenzione del rischio pandemico. Ad oggi gli ingressi in Giappone sono vincolati anche per i vaccinati ad un periodo di quarantena di dieci giorni, ma a categorie come gli studenti internazionali e i turisti l’ingresso nel Paese è vietato. Toshihiro Nagahama, capo economista del Dai-ichi Life Research Institute, stima che la riapertura parziale dei confini contribuirà al prodotto interno lordo giapponese per un importo di circa 830 miliardi di yen annui (7,3 miliardi di dollari).

Leggi anche altre notizie su Nova News
Seguici sui canali social di Nova News su Facebook, Twitter, LinkedIn, Instagram, Telegram