Gli Usa accusano la Cina di aver condotto attacchi hacker contro il governo della Cambogia

L’obiettivo è di ottenere informazioni sul dossier legato all’utilizzo delle risorse del fiume Mekong

Gli Stati Uniti accusano la Cina di aver condotto attacchi hacker contro il ministero degli Esteri della Cambogia con l’obiettivo di ottenere informazioni sul dossier legato all’utilizzo delle risorse del fiume Mekong. Lo scrive oggi il quotidiano “South China Morning Post”, ricordando come Phom Penh sia uno dei più leali alleati di Pechino in Asia. Lunedì scorso il dipartimento di Giustizia ha accusato quattro cittadini cinesi – tre funzionari di sicurezza e un hacker professionista – di aver condotto attacchi informatici contro decine di aziende, università e agenzie governative negli Usa e altrove. L’azione sarebbe stata condotta attraverso una società di copertura a Hainan, isola al largo della costa sud-orientale della Cina. Tra gli obiettivi dell’attacco ci sarebbe stata un’istituzione nominata come “Ministero A del governo cambogiano”, dalla quale sarebbero stati “rubati dati relativi ai colloqui tra i governi di Cina e Cambogia sull’uso del fiume Mekong” risalenti al gennaio 2018.

Secondo due fonti citate da “South China Morning Post”, edito a Hong Kong, il ministero sarebbe quello degli Affari esteri. Il fiume Mekong, lungo 4.350 chilometri, scorre dalla Cina lungo i confini di Myanmar, Laos e Thailandia e attraversa il territorio di Cambogia e Vietnam, dove da millenni è fonte di sostentamento per centinaia di comunità dedite all’agricoltura e alla pesca. Così come il Mar Cinese Meridionale, anche il fiume è diventato uno dei fronti della crescente rivalità tra Stati Uniti e Cina, poiché il controllo delle acque permette a Pechino di esercitare influenza sui Paesi a valle. In base ai documenti del dipartimento di Giustizia Usa, gli hacker cinesi avrebbero ottenuto i dati dal ministero degli Esteri cambogiano lo stesso giorno in cui la Cambogia ha ospitato il summit dei leader del formato multilaterale Lancang-Mekong Cooperation.

Non è tuttavia chiaro quali tipi di informazioni siano finite in possesso della Cina. Quel che è noto è che lo stesso giorno gli hacker hanno trasmesso un file denominato “segreti commerciali e dati idroacustici”, nascosto all’interno a immagini digitali che ritraevano un koala e l’allora presidente statunitense Donald Trump. Il materiale sarebbe stato inviato a un account online controllato dagli stessi hacker. Non è chiaro se i “dati idroacustici”, informazioni raccolte attraverso l’uso di sonar, siano relativi al fiume Mekong. Solo la scorsa settimana, ad ogni modo, il tema veniva sollevato dal segretario di Stato Usa, Antony Blinken, che ai colleghi dell’Associazione delle nazioni del sud-est asiatico ricordava come Washington sostenga “una regione del Mekong libera e aperta” sotto l’egida del formato Partenariato Usa-Mekong.

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