Gli Usa offrono risarcimenti alle famiglie delle vittime uccise nell’attacco a Kabul

Lo ha annunciato in una nota il portavoce del Pentagono, John Kirby

afghanistan usa kabul

Gli Stati Uniti si sono offerti di risarcire finanziariamente i parenti dei civili afgani uccisi per “errore” in un attacco condotto da droni statunitensi a fine agosto a Kabul. Lo ha annunciato in una nota il portavoce del Pentagono, John Kirby, al termine di un incontro virtuale avvenuto ieri insieme a Steven Kwon, presidente della Ong che impiegava una delle vittime (Ezmarai Ahmadi), e Colin Kahl, sottosegretario alle Politiche di difesa. L’importo di tale risarcimento non è stato specificato. Kirby si è anche offerto di aiutare “i membri della famiglia di Ahmadi che vorrebbero stabilirsi negli Stati Uniti”. Durante l’incontro virtuale, Colin Kahl ha sottolineato che “l’attacco è stato un tragico errore, e che Ezmarai Ahmadi e gli altri civili uccisi non erano in alcun modo affiliati allo Stato islamico e non rappresentavano alcuna minaccia per le forze Usa”. Il 29 agosto, gli Stati Uniti hanno distrutto un veicolo Toyota Corolla bianco, sostenendo che fosse “carico di esplosivo”, affermando così di aver sventato un tentativo di attacco da parte dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante – provincia di Khorasan, il ramo afgano del gruppo terroristico, pochi giorni dopo un attacco rivendicato proprio dall’Isis-K in persero la vita 13 militari statunitensi e un centinaio di civili afgani nei pressi dell’aeroporto di Kabul.



Secondo il generale Kenneth McKenzie, a capo delle forze Usa in Afghanistan fino al ritiro del 31 agosto, un’auto di questo modello parcheggiò quella mattina vicino a un edificio che era già considerato un nascondiglio dello Stato islamico. Il giorno successivo, la famiglia del conducente del veicolo, Ezmarai Ahmadi, ha riferito che era impiegato presso una Ong e che dieci persone, tra cui sette bambini, erano state uccise. Anche un’ampia indagine condotta dal “New York Times”, basata su filmati e interviste delle telecamere di sorveglianza, ha contestato la versione dei militari. Il 17 settembre, i militari hanno ammesso che il raid era stato “un tragico errore”, tesi poi confermata anche dal segretario alla Difesa Usa, Lloyd Austin.

Leggi anche altre notizie su Nova News
Seguici sui canali social di Nova News su Facebook, Twitter, LinkedIn, Instagram, Telegram