Golfo: israeliani a Dubai per indagare sull’esplosione di una nave nel mare dell’Oman

Secondo alti funzionari della difesa l'attacco è un gesto intenzionale dell'Iran

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Una delegazione di funzionari della difesa israeliana è giunta a Dubai per indagare sull’attacco nel Golfo di Oman di giovedì a una nave di proprietà di una compagnia israeliana registrata nell’Isola di Man, la Mv Helios Ray, battente bandiera delle Bahamas. Lo riferisce il quotidiano israeliano “Haaretz”.



Secondo alti funzionari della difesa citati dal quotidiano l’attacco è un gesto intenzionale dell’Iran. Le Guardie rivoluzionarie iraniane (pasdaran) avrebbero sparato uno o due missili contro la nave mentre stava navigando vicino allo stretto di Hormuz, sapendo che fosse israeliana, secondo le fonti citate dal quotidiano. In seguito all’attacco, la nave è stata danneggiata, ma nessuno dei 28 membri dell’equipaggio è rimasto ferito. La compagnia ha detto che la nave si è diretta a Dubai per le riparazioni in seguito all’attacco.

Da parte sua, il ministro della Difesa israeliano, Benny Gantz, ha definito “probabile” l’eventuale responsabilità iraniana dell’attacco. In una dichiarazione all’emittente televisiva “Kan”, Gantz ha affermato che la vicinanza tra il luogo dell’incidente e la Repubblica islamica ha sollevato preoccupazioni sul fatto che fosse responsabile dell’attacco, ma ha aggiunto che un’indagine non è ancora stata completata. “Dobbiamo continuare a indagare”, ha sottolineato. “Gli iraniani stanno cercando di danneggiare gli israeliani e le infrastrutture israeliane. La vicinanza all’Iran fa ritenere che ci sia una probabilità che si tratti di un’iniziativa iraniana. Ci impegniamo a continuare a controllare”, ha spiegato il ministro.



L’establishment della difesa israeliano da tempo teme che l’Iran avrebbe aperto un nuovo fronte contro Israele in mare. Funzionari della difesa hanno avvertito negli ultimi anni – ricorda il quotidiano “Haaretz” – che ciò potrebbe minacciare la libertà di navigazione nel Golfo Persico, danneggiando gravemente l’economia israeliana, in parte tagliando le importazioni. Lo stretto di Bab al-Mandab, che separa l’Asia dall’Africa lo Stretto di Hormuz, che separa il Golfo Persico dal Golfo di Oman e il Canale di Suez sono tre dei passaggi marittimi più importanti del mondo. Circa il 20 per cento del commercio mondiale di petrolio passa attraverso i tre punti, che servono anche come rotta di transito dall’Asia e dall’Africa al Mar Mediterraneo e all’Europa.

Per Israele, qualsiasi minaccia al suo traffico marittimo attraverso questi corsi d’acqua è strategica, dal momento che il 90 per cento delle importazioni ed esportazioni israeliane passa per mare. In particolare, il 12 per cento delle sue importazioni transita da Bab al-Mandab. Il valore annuo di queste importazioni supera i 15 miliardi di dollari. Se il Golfo Persico diventasse un luogo di attacchi iraniani contro Israele – evidenzia “Haaretz” – le compagnie di navigazione potrebbero iniziare a rifiutarsi di servire Israele, o per paura di essere attaccati o perché i tassi di assicurazione per le navi e il loro carico in arrivo in Israele salirebbero a dismisura. Questo scenario porterebbe anche a un aumento del prezzo dei prodotti per i consumatori israeliani.

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