Golpe in Sudan: arrestato il premier Hamdok. Spari contro i manifestanti, ci sono feriti

Il leader del Consiglio sovrano scioglie le autorità di transizione e impone lo stato d'emergenza

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Il primo ministro Abdalla Hamdok e sua moglie sono stati “rapiti” all’alba di oggi dalla loro residenza a Khartum e sono stati portati in un luogo sconosciuto da una non meglio specificata forza militare. È quanto confermato dal ministero dell’Informazione in una nota diffusa su Facebook, secondo cui le forze di sicurezza hanno arrestato in concomitanza anche alcuni membri del Consiglio sovrano, ministri e leader politici. Almeno 12 persone sono rimaste ferite in seguito a una sparatoria avvenuta a Khartum contro i manifestanti. Lo riferisce il Comitato dei medici sudanesi, vicino all’opposizione e che già in occasione delle proteste che nel 2019 portarono alla deposizione dell’ex presidente Omar al Bashir pubblicavano bollettini quotidiani per stilare un bilancio dei morti e dei feriti. Il generale Abdel Fattah al Burhan, capo del Consiglio sovrano, ha decretato lo scioglimento dell’organismo di transizione e del governo e ha imposto lo stato di emergenza in tutto il Paese. In una dichiarazione ripresa da “Al Jazeera”, Burhan ha affermato che l’accordo del 2019 sul governo di transizione – che prevedeva una spartizione del potere tra la leadership civile e militare – si è trasformato “in una lotta che minacciava la pace e la sicurezza” del Sudan, e che pertanto i militari intendono “proteggere il Paese”, come affermato nella dichiarazione costituzionale. Burhan ha quindi annunciato la rimozione dei governatori statali, aggiungendo che le elezioni si terranno nel luglio 2023.



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“Ciò che è accaduto è una violazione del documento costituzionale e un colpo di Stato contro le conquiste della rivoluzione a cui il nostro popolo ha donato il proprio sangue alla ricerca di libertà, pace e giustizia”, si legge nella nota del ministero dell’Informazione. “I leader militari si assumono la piena responsabilità per la vita e la sicurezza del primo ministro Abdalla Hamdok e della sua famiglia, così come questi leader subiranno le conseguenze penali, legali e politiche delle decisioni unilaterali che hanno preso”, prosegue il comunicato. “Il popolo sudanese che in passato ha sconfitto la più grande dittatura (dell’ex presidente Omar al Bashir) ha energia, determinazione e risorse che lo aiutano a ripetere la lezione mille volte per chi non l’ha ancora capito. Invitiamo il popolo sudanese ad uscire, manifestare e usare tutti i mezzi pacifici informati e sperimentati per ripristinare la loro rivoluzione da qualsiasi usurpatore. Il popolo sudanesi è il custode delle sue conquiste e deve proteggere la sua rivoluzione”, conclude la dichiarazione. Tra i membri del governo arrestati ci sono il ministro dell’industria, Ibrahim al Sheikh, il ministro dell’informazione, Hamza Balou, è il consigliere per i Media del primo ministro, Faisal Mohammed Saleh. Arrestati anche il portavoce del Consiglio sovrano, Mohammed al Fiky Suliman, e il governatore della capitale Khartum, Ayman Khalid. La figlia di Al Sheikh e la moglie di Khalid hanno confermato i loro arresti ad “Al Jazeera”. Inoltre, riferiscono le stesse fonti, i militari hanno bloccato tutte le strade e ponti che conducono a Kartum. Hamdok è stato trasferito in una località sconosciuta dopo essersi rifiutato di rilasciare una dichiarazione a sostegno del un colpo di Stato. I voli da e per la capitale sono stati sospesi come misura di emergenza imposta nel quadro del colpo di Stato in corso nel Paese. Lo riferisce l’emittente “Al Arabiya”, secondo cui i militari impediscono attualmente l’accesso ai terminal e a tutto l’aeroporto.



Nel Paese intanto è stato tagliato l’accesso a Internet e limitato l’accesso alle telecomunicazioni. Il primo ministro ha invitato i cittadini a difendere la rivoluzione scendendo in piazza per contrastare il golpe messo in atto dai militari. “Hamdok chiede al popolo sudanese di mantenere la pace e di scendere in piazza per difendere la rivoluzione”, si legge sul profilo Facebook del ministero dell’Informazione. Secondo quanto riferito dal dicastero, i militari starebbero tentando di costringere il primo ministro a rilasciare una dichiarazione a sostegno del colpo di stato. I militari golpisti hanno preso d’assalto il quartier generale della radio e della televisione statale a Omdurman, vicino alla capitale Khartum. Lo rende noto il ministero dell’Informazione su Facebook, aggiungendo che i militari hanno arrestato un certo numero di dipendenti.

Il mese scorso le autorità di transizione del Sudan erano riuscite a sventare un tentativo di golpe che il governo aveva attributo ai lealisti dell’ex presidente Omar al Bashir, destituito nell’aprile del 2019 dopo essere stato 30 anni al potere. Da settimane erano in atto proteste tra la fazione filomilitare e quella filogovernativa delle Forze per la libertà e il cambiamento (Ffc) – la coalizione al potere – con la prima che chiedeva a gran voce le dimissioni del premier Hamdok per aver tradito le attese del popolo sudanese. Le manifestazioni degli ultimi giorni a Khartum – organizzate da una fazione scissionista delle Ffc denominata Gruppo per l’accordo nazionale che mira a ottenere lo scioglimento del governo del primo ministro Hamdok – sono avvenute in concomitanza firma da parte del gruppo di una “Carta di accordo nazionale”, sottoscritta anche da gruppi armati del Darfur e da piccoli gruppi politici del Sudan settentrionale e centrale.

Gli Stati Uniti sono profondamente allarmati dalle notizie. Lo ha scritto sul suo profilo Twitter l’inviato speciale degli Stati Uniti, Jeffrey Feltman, rappresentante dell’Ufficio per gli affari africani del dipartimento di Stato Usa. Feltman ha avvertito che il golpe militare violerebbe la dichiarazione costituzionale del Sudan e metterebbe a rischio l’assistenza degli Stati Uniti al Paese africano. Anche l’Unione europea sta seguendo con la massima preoccupazione gli eventi in corso in Sudan. Lo scrive su Twitter l’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza, Josep Borrell. “L’Ue invita tutte le parti interessate e i partner regionali a rimettere in carreggiata il processo di transizione”, ha scritto.

L’Associazione professionale sudanese (Spa), una coalizione di sindacati contrari all’esercito, sta invitando le persone a scendere in strada e a opporsi al golpe militare in corso nel Paese africano. In una nota diramata lunedì mattina, l’Spa ha chiesto ai cittadini di occupare le strade e dichiarare “uno stato di resistenza e disobbedienza civile”. “Esortiamo la popolazione in massa a uscire per le strade e occuparle, chiudere tutte le strade con barricate, organizzare uno sciopero generale dei lavoratori, non cooperare con i golpisti e usare ogni mezzo di disobbedienza civile per affrontarli”, si legge nella nota. Alcuni media, peraltro, hanno segnalato delle interruzioni della rete Internet sia fissa, che mobile.

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