Governo: ecco le misure sull’attuazione del Pnrr e la legge quadro sulla disabilità

Il "pacchetto Turismo" del Piano nazionale di ripresa e resilienza ammonta a 2,4 miliardi

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Il Consiglio dei ministri di oggi ha approvato due provvedimenti (un decreto legge e un disegno di legge) che hanno come obiettivo quello di raggiungere ulteriori 8 dei 51 milestone e target il cui conseguimento è previsto, secondo il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), entro il 31 dicembre prossimo. E’ quanto si legge in una nota della presidenza del Consiglio. Gli otto obiettivi sono il Fondo per la ripresa e la resilienza Italia (M1C3-22). Il Fondo – continua la nota – è peraltro necessario a consentire il finanziamento di progetti di turismo sostenibile. Il secondo obiettivo sono le Garanzie per il finanziamento nel settore turistico (M1C3-24). La disposizione prevede l’istituzione, nell’ambito del fondo di garanzia per le Pmi, di una sezione speciale turismo. Il terzo obiettivo è il Riconoscimento di crediti di imposta per le imprese turistiche e la digitalizzazione delle agenzie di viaggio e i tour operator (M1C3-26). La norma prevede un credito di imposta nella misura dell’80 per cento per l’incremento dell’efficienza energetica e la riqualificazione antisismica, l’eliminazione delle barriere architettoniche, la realizzazione delle piscine termali e la digitalizzazione delle strutture turistiche. Sono previsti anche contributi a fondo perduto fino a 40 mila euro. C’è, poi, l’istituzione di un Fondo rotativo imprese per il sostegno alle imprese (M1C3-25). Con questo fondo – prosegue la nota – si consente la concessione di contributi per interventi di riqualificazione energetica, sostenibilità ambientale e innovazione digitale. Spazio anche alla modifica all’iter di approvazione dei contratti di programma (M3C1-1). Si accelera l’iter con il quale si approvano i contratti di programma di Rfi. ed ancora, ecco la Riforma della spending review (M1C1-100). Si rafforza il ruolo del ministero dell’Economia e delle Finanze nel presidio dei processi di monitoraggio e valutazione della spesa anche per supportare le altre amministrazioni centrali. Il settimo obiettivo ha a che fare con gli esperti per l’attuazione del Pnrr (M1C1-54). Le norme prevedono il conferimento di incarichi di collaborazione per il supporto ai procedimenti amministrativi per la realizzazione del Piano. È una norma abilitante propedeutica al conseguimento del target che sarà raggiunto con le procedure di assunzione. L’ultimo obiettivo è la legge disabilità (M5C2-1). Viene approvata – conclude la nota della presidenza del Consiglio – una legge quadro sulla disabilità.



Gli ambiti di intervento del ddl delega sulla disabilità

Il disegno di legge delega in materia di disabilità, che rientra tra le riforme e azioni chiave previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), consentirà una revisione complessiva della materia. E’ quanto si legge in una nota della presidenza del Consiglio diffusa al termine del Consiglio dei ministri odierno. Gli ambiti di intervento della delega al governo sono infatti: definizioni della condizione di disabilità, riassetto e semplificazione della normativa di settore; accertamento della condizione di disabilità e revisione dei suoi processi valutativi di base, unificando tutti gli accertamenti concernenti l’invalidità civile, la cecità civile, la sordità civile, la sordocecità, l’handicap, anche ai fini scolastici, la disabilità prevista ai fini del collocamento mirato e ogni altra normativa vigente in tema di accertamento dell’invalidità; valutazione multidimensionale della disabilità, progetto personalizzato e vita indipendente; informatizzazione dei processi valutativi e di archiviazione; riqualificazione dei servizi pubblici in materia di inclusione e accessibilità; istituzione di un Garante nazionale delle disabilità. Il cuore della riforma – prosegue la nota – sarà il nuovo sistema di riconoscimento della condizione di disabilità, in linea con la Convenzione Onu. Questo nuovo sistema si basa sulla valutazione multidisciplinare della persona, finalizzata all’elaborazione di progetti di vita personalizzati che garantiscono i diritti fondamentali.

Tali interventi sono volti a supportare l’autonomia e la vita indipendente delle persone con disabilità in età adulta, prevenendo forme di istituzionalizzazione. Il disegno di legge “recante delega in materia di disabilità” prevede, inoltre – prosegue la nota – il potenziamento dei servizi e delle infrastrutture sociali necessari. Il governo è altresì delegato a prevedere, nell’ottica della semplificazione, procedimenti più snelli, trasparenti ed efficienti di riesame e di rivalutazione delle condizioni di disabilità che tutelino pienamente i diritti del cittadino e di chi lo rappresenta. Infine, si prevede l’istituzione del Garante nazionale delle disabilità dovrà occuparsi di raccogliere le istanze e fornire adeguata assistenza alle persone con disabilità che subiscono violazioni dei propri diritti; formulare raccomandazioni e pareri alle amministrazioni interessate sulle segnalazioni raccolte, anche in relazione a specifiche situazioni e nei confronti di singoli enti; promuovere campagne di sensibilizzazione e di comunicazione per una cultura del rispetto dei diritti delle persone.



Il “pacchetto Turismo” da 2,4 miliardi

Il “pacchetto Turismo” del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) ammonta complessivamente a 2,4 miliardi. Per essere operativo, lo schema ha bisogno di una componente normativa (quella appunto contenuta nel decreto legge approvato oggi) e di una parte che verrà introdotta attraverso atti amministrativi. Lo si legge in una nota della presidenza del Consiglio diffusa al termine del Consiglio dei ministri odierno. I 2,4 miliardi sono divisi in: 1.786 milioni per un Fondo nazionale del turismo, che comprende sei diversi interventi: 500 milioni: credito d’imposta (80 per cento) e fondo perduto per le imprese turistiche; 98 milioni: per sostenere la digitalizzazione delle agenzie di viaggio e tour operator; 500 milioni: per attivare un Fondo con la partecipazione Mef e Bei per l’ammodernamento delle strutture ricettive, interventi per la Montagna, sviluppo di nuovi itinerari turistici; 358 milioni, destinati ad un Fondo di garanzia per sostenere il tessuto imprenditoriale e sviluppare nuove professionalità; 180 milioni: fondo perduto e attivazione di un Fondo rotativo della Cassa depositi e prestiti (Cdp) per ammodernamento strutture, eliminazione barriere architettoniche, riqualificazione ambientale; 150 milioni: per il Fondo nazionale per il turismo, gestito con Cdp, per rafforzare strutture e valorizzare assets immobiliari. I diversi interventi – continua la nota – potranno avvalersi di una leva finanziaria in grado di ampliare il sostegno economico destinato agli operatori ed allargare così la platea dei beneficiari: 114 milioni per attivare il Digital Tourism hub, vale a dire una piattaforma digitale per aggregare on line l’offerta turistica nazionale; 500 milioni per il progetto Caput Mundi, vale a dire interventi per sostenere l’offerta turistica in vista del Giubileo.

Le misure sulla transizione digitale

Riduzione del divario digitale, semplificazione dei servizi, agevolazioni alle imprese e maggiore sicurezza per dati e servizi della Pubblica amministrazione: sono le novità del decreto sul fronte della transizione digitale. Lo si legge in una nota della presidenza del Consiglio diffusa al termine del Consiglio dei ministri odierno. La più importante è l’istituzione del fondo “Repubblica digitale”. Si mettono in campo iniziative di formazione digitale e per il superamento del digital divide. L’obiettivo è quello di raggiungere il target previsto dall’Europa, con il 70 per cento di cittadini digitalmente abili entro il 2026. Il ministro per l’Innovazione tecnologica e la Transizione digitale, Vittorio Colao – prosegue la nota -, ha inoltre previsto, in accordo con gli uffici del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, una norma per permettere ai cittadini di iscrivere e gestire online il proprio domicilio digitale direttamente dall’anagrafe nazionale della popolazione residente (Anpr), accedendo con Spid e Cie. Grazie all’anagrafe nazionale, i Comuni hanno un unico punto di riferimento per reperire dati e informazioni anagrafiche senza doverle richiedere più volte e per poter erogare servizi integrati e più efficienti.

Il provvedimento – continua la nota – non riguarda solo i cittadini, ma anche le imprese: nel decreto è infatti prevista una norma che consente a queste ultime di acquisire le certificazioni necessarie per le proprie attività attraverso un’unica piattaforma. Questa funzionalità agevola l’interoperabilità e lo scambio di informazioni tra le pubbliche amministrazioni ed è un servizio telematico per il collegamento alla Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND).Infine, per la realizzazione del Polo strategico nazionale, il decreto prevede che la Presidenza del consiglio si avvalga della società Difesa servizi S.p.A quale centrale di committenza per l’espletamento della gara relativa all’infrastruttura.

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