Certificato verde e delega fiscale, verso il Consiglio dei ministri giovedì

Non si esclude che si possa valutare l’estensione del green pass anche per il settore privato

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Delega fiscale ed estensione del green pass per i dipendenti pubblici. Sono questi i temi che il governo dovrebbe affrontare giovedì in Consiglio dei ministri. Lo confermano – come anticipato da alcuni quotidiani – fonti dell’esecutivo. Il governo dovrebbe presentare un nuovo decreto che prevede l’estensione del certificato verde a tutti i lavoratori del pubblico e delle partecipate dello Stato ma anche organi costituzionali e tribunali. E’ questo l’orientamento dell’esecutivo che dovrebbe – come di consueto – riunirsi prima in cabina di regia. Non si esclude che si possa valutare l’estensione del green pass anche per il settore privato, così come indicato ministro dello Sviluppo economico e vicesegretario della Lega, Giancarlo Giorgetti.



Il governo prova anche ad accelerare sulla delega fiscale per la riforma fiscale che “arriverà a giorni in Consiglio dei ministri, ma i tempi per la sua attuazione non sono brevi e ci sono temi su cui si dovrà decidere rapidamente: per esempio la riscossione, come indicato dall’ordine del giorno votato la settimana scorsa da quasi tutta la Camera. Ci stiamo lavorando”, ha detto la viceministra all’Economia Laura Castelli. “Il tema, divisivo, sarà affrontato questa settimana”, ha spiegato Mariastella Gelmini, ministra degli Affari regionali e delle Autonomie. “Abbiamo trovato un accordo su alcuni punti, penso ad esempio alla necessità di abbassare le tasse sul ceto medio: senza arrivare alla flat tax, che ha una caratterizzazione politica e che non ci sono le condizioni per portare avanti, l’abbassamento dell’Irpef sul ceto medio è un punto ormai condiviso da tutte le forze politiche”, ha detto ieri partecipando ad un convegno a Milano.

Il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, ha detto di essere convinto che il green pass “possa e debba essere esteso ulteriormente. Ad esempio ritengo che nella Pa possa essere uno strumento importante per far tornare a lavorare tanti concittadini in presenza, nella consapevolezza che il lavoro in presenza significa relazioni, condividere il lavoro e dare servizi efficaci ed efficienti ai cittadini”. “Lo smart working – ha aggiunto – ha rappresentato uno strumento straordinario nel periodo più buio del nostro Paese, ma ora dobbiamo incrementare il lavoro in presenza e il Green pass può permetterci di raggiungere questo obiettivo”.



Costa ha poi sottolineato come “abbiamo intrapreso una strada che inizialmente non ha previsto l’obbligo, abbiamo confidato nel grande senso di responsabilità dei cittadini che è stato ampiamente dimostrato. Dobbiamo proseguire – ha però ribadito – e completare questo percorso, l’obbligo vaccinale non deve essere un tabù per il governo, è stato già introdotto per i sanitari. Dobbiamo ragionare per obiettivi, entro fine settembre faremo una valutazione dopodiché siamo pronti a fare altre riflessioni e se sarà necessario estendere l’obbligo per altre categorie per mettere in sicurezza il Paese il governo è pronto a farlo”. Per il sottosegretario “l’obbligo deve essere l’extrema ratio, dobbiamo proseguire con questa campagna di sensibilizzazione, consapevoli che molti cittadini che oggi hanno paura possono essere convinti con messaggi chiari e rassicuranti, non con la radicalizzazione dello scontro”, ha chiarito Costa.

Sull’argomento si è espressa anche l’immunologa Antonella Viola, professore ordinario di patologia del dipartimento di Scienze biomediche dell’Università di Padova e direttore scientifico Istituto di ricerca pediatrica presso Fondazione Città della Speranza onlus di Padova. “Se il green pass diventa esteso a tutto, è un obbligo vaccinale di fatto. Bisogna avere il coraggio di dire che è un obbligo vaccinale” ha precisato spiegando che sulla base dei dati che abbiamo ora, non serve una terza dose per tutti.

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