Legge di Bilancio: verso manovra da 23 miliardi, al vaglio pensioni e cuneo fiscale

Sibilia: "Confermato lo stanziamento per il reddito di cittadinanza e la proroga del superbonus"

governo legge di bilancio

La prossima legge di Bilancio dovrebbe valere 23 miliardi di euro circa. E’ quanto si apprende al termine della cabina di regia a palazzo Chigi sul Documento programmatico di Bilancio (Dpb). Alla riunione, presieduta dal presidente del Consiglio, Mario Draghi, con il ministro dell’Economia Daniele Franco ed il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Roberto Garofoli,  hanno partecipato i capi delegazione dei partiti della maggioranza M5s, Pd, Lega, Fi, Iv e Leu. Il Dpb è all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri in corso a Palazzo Chigi. Nella manovra 2022 “confermato lo stanziamento per il reddito di cittadinanza e la proroga al 2023 del superbonus. Inoltre ci sarà una ‘sforbiciata’ delle tasse da 8 miliardi di euro”. Lo annuncia su Twitter il sottosegretario al ministero dell’Interno, Carlo Sibilia. “Con Giuseppe Conte – continua – stiamo portando avanti le nostre battaglie”.



Il Cdm dovrà sciogliere ancora alcuni nodi sul reddito di cittadinanza, il post-quota 100, le coperture per la riforma degli ammortizzatori e per alcune misure fiscali come il taglio del cuneo, per una manovra complessiva che dovrebbe aggirarsi intorno ai 25 miliardi. Una Finanziaria all’insegna della crescita e del sociale, come spesso sottolineato dall’esecutivo, che, con tutta probabilità, sarà al centro nei prossimi giorni di una successiva riunione.

Tra i capitoli più caldi c’è il reddito di cittadinanza con la Lega che continua a chiederne l’abolizione. Il governo pensa ad inserire nuovi paletti per l’accesso alla misura e un suo rafforzamento per quanto riguarda le politiche attive. Con quota 100 che scade a fine anno, l’ipotesi è una fase transitoria di due anni che dovrebbe accompagnare il superamento della misura. Il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, sta poi progettando una riforma degli ammortizzatori sociali, con interventi come l’estensione delle protezioni ai lavoratori autonomi. Si parla poi anche di un taglio del cuneo fiscale tra gli 8-9 miliardi.



Il Reddito di cittadinanza non si cancella, anzi viene rifinanziato e cambiato in meglio, scrive su Facebook il leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, che aggiunge: “Non solo. Ci stiamo battendo per mettere più soldi in tasca ai lavoratori, intervenendo ancora sul cuneo fiscale. Questo mentre al Senato inizia la discussione sul ddl del Movimento 5 stelle sul salario minimo, per aumentare gli stipendi dei cittadini. Ci aspettiamo la convergenza di tutti, visto che i nostri lavoratori hanno salari fra i più bassi: siamo gli unici in Europa per cui sono diminuiti negli ultimi 30 anni” Per quanto riguarda il Reddito, prosegue l’ex premier, “mentre i soliti noti si battevano per tagliare un sostegno a cittadini in difficoltà, invalidi, minori e soggetti fragili, noi stavamo lavorando – come da impegno preso con il Paese – per renderlo più efficace. Rendiamo più efficiente il sistema di ingresso nel mondo del lavoro: coinvolgiamo le agenzie private; semplifichiamo l’accesso agli sgravi per le imprese che assumono i percettori del Reddito; introduciamo un meccanismo per incentivare i lavoratori ad accettare le offerte”.

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