Covid, le piccole imprese potranno sostituire i dipendenti sprovvisti di Green pass

"La richiesta del certificato nei luoghi di lavoro è legittima" ha chiarito il ministro Andrea Orlando

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La richiesta del green pass nei luoghi di lavoro è legittima e perciò il governo non teme alcun ricorso. A chiarirlo è il ministro Andrea Orlando, il quale spiega che l’obbligo vaccinale è un’ipotesi che non può essere esclusa.



“Capisco la preoccupazione di chi non è vaccinato ma credo sia giusto considerare anche la preoccupazione di chi è vaccinato e vuole andare in ufficio con tranquillità – osserva il ministro del Lavoro in una intervista a ‘La Stampa’ -. Da una parte così scongiuriamo il rischio di nuove chiusure, dall’altra il pass ci consente di svolgere varie attività con standard di sicurezza ancora più elevati. Si creano le condizioni per usare spazi sociali e mezzi di trasporto con più tranquillità, favorendo migliori risultati economici e riteniamo che ci siano tutti i presupposti giuridici perché questo strumento sia utilizzato”. Detto questo, aggiunge Orlando, rendere obbligatorio il vaccino è “un’ipotesi che non può essere esclusa, ma mi auguro di non arrivare a quel punto”.

Con l’estensione del green pass, il segretario generale della Cgil Maurizio Landini torna a chiedere che i tamponi per i lavoratori, almeno nella prima fase, siano gratuiti. Ma il ministro del Lavoro boccia la proposta, sostenendo che sarebbe un messaggio sbagliato. L’occasione per un nuovo confronto tra governo e sindacato sul tema del certificato verde è stata la celebrazione dei 120 della Camera del Lavoro di Empoli. Sarebbe “intelligente e utile pensare a una prima fase in cui i lavoratori non debbano pagarsi il tampone – è la premessa di Landini -. E’ sbagliato che per lavorare si debba pagare mentre un lavoratore deve essere pagato per lavorare”. Immediata la replica di Orlando, favorevole solo ai prezzi calmierati. Il tampone gratuito sarebbe un messaggio politico sbagliato – spiega -. E’ ragionevole arrivare a un accesso più fruibile ma non arrivare sotto la soglia per cui vaccinarsi o non vaccinarsi sono la stessa cosa. Trovo giusto calmierare il prezzo ma sono contrario alla gratuità perché una scelta di campo va fatta”.



Dal 15 ottobre l’obbligo del green pass sarà valido per tutti i lavoratori, sia del settore pubblico che di quello privato. Il lavoratore che dovesse presentarsi sprovvisto di documentazione sarà considerato assente ingiustificato e la sospensione dello stipendio scatterà già dal primo giorno in cui si presenterà sul luogo di lavoro privo di green pass mentre dal quinto giorno ci sarà la sospensione dal lavoro. Non sono previste conseguenze disciplinari ma nelle aziende private con meno di 15 dipendenti si potranno sostituire temporaneamente i lavoratori privi di certificato verde. Al datore di lavoro spetterà il compito di verificare la validità del green pass, pena una multa compresa tra i 400 e i mille euro, mentre per il lavoratore la multa va dai 600 ai 1.500 euro. Il green pass si ottiene se sono trascorsi almeno 15 giorni dalla prima dose di vaccino, se si è guariti dal Covid o se si è in possesso di un tampone negativo.

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