Green pass per i lavoratori pubblici, Giorgetti spinge per estendere la misura ai privati

Tra mercoledì e giovedì il Consiglio dei ministri, prima potrebbe esserci una nuova cabina di regia

Green pass obbligatorio per tutti i lavoratori del pubblico e delle partecipate dello Stato ma anche organi costituzionali e tribunali. E’ questo l’orientamento del governo che porterà le nuove misure in Consiglio dei ministri tra mercoledì e giovedì, riunione prima della quale potrebbe tenersi una cabina di regia.



Giancarlo Giorgetti, ministro dello Sviluppo economico e vicesegretario della Lega, nella giornata di ieri ha aperto alla possibilità di estendere la misura anche a tutti i lavoratori del privato. Il titolare del dicastero ha incontrato gli imprenditori umbri ad Assisi spiegando che un singolo contagiato rischia di far chiudere un’intera azienda e per questa ragione il governo deve dare un sistema di certezze sia sotto il profilo sanitario che sotto quello dell’organizzazione del lavoro.

Il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, ha detto di essere convinto che il green pass “possa e debba essere esteso ulteriormente. Ad esempio ritengo che nella Pa possa essere uno strumento importante per far tornare a lavorare tanti concittadini in presenza, nella consapevolezza che il lavoro in presenza significa relazioni, condividere il lavoro e dare servizi efficaci ed efficienti ai cittadini”. “Lo smart working – ha aggiunto – ha rappresentato uno strumento straordinario nel periodo più buio del nostro Paese, ma ora dobbiamo incrementare il lavoro in presenza e il Green pass può permetterci di raggiungere questo obiettivo”.



Costa ha poi sottolineato come “abbiamo intrapreso una strada che inizialmente non ha previsto l’obbligo, abbiamo confidato nel grande senso di responsabilità dei cittadini che è stato ampiamente dimostrato. Dobbiamo proseguire – ha però ribadito – e completare questo percorso, l’obbligo vaccinale non deve essere un tabù per il governo, è stato già introdotto per i sanitari. Dobbiamo ragionare per obiettivi, entro fine settembre faremo una valutazione dopodiché siamo pronti a fare altre riflessioni e se sarà necessario estendere l’obbligo per altre categorie per mettere in sicurezza il Paese il governo è pronto a farlo”. Per il sottosegretario “l’obbligo deve essere l’extrema ratio, dobbiamo proseguire con questa campagna di sensibilizzazione, consapevoli che molti cittadini che oggi hanno paura possono essere convinti con messaggi chiari e rassicuranti, non con la radicalizzazione dello scontro”, ha chiarito Costa.

Sull’argomento si è espressa anche l’immunologa Antonella Viola, professore ordinario di patologia del dipartimento di Scienze biomediche dell’Università di Padova e direttore scientifico Istituto di ricerca pediatrica presso Fondazione Città della Speranza onlus di Padova. “Se il green pass diventa esteso a tutto, è un obbligo vaccinale di fatto. Bisogna avere il coraggio di dire che è un obbligo vaccinale” ha precisato spiegando che sulla base dei dati che abbiamo ora, non serve una terza dose per tutti.

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