Gruppo armato M23-Bayamulenge riconquista due ex roccaforti nell’est del Congo

Si tratta della stessa area in cui nel febbraio scorso fu ucciso l’ambasciatore d’Italia Luca Attanasio

est congo

Decine di persone sono in fuga dai villaggi situati sulle colline di Chanzu e Runyoni, nell’est della Repubblica democratica del Congo (Rdc), dopo che un gruppo armato identificato come M23- Bayamulenge ha attaccato nella notte le postazioni locali delle Forze armate congolesi (Fardc), riuscendo a prendere il possesso delle due colline e procedendo attualmente verso il capoluogo del Nord Kivu, Goma. Lo riferiscono giornalisti locali su Twitter, pubblicando immagini e video delle località interessate dagli attacchi. In seguito all’incursione, riferisce il quotidiano “Actualité”, le autorità congolesi hanno chiuso il passaggio frontaliero con l’Uganda di Bunagana, provocando moti di panico negli abitanti, che hanno assistito dalle prime ore di questa mattina a scontri fra le truppe dell’esercito congolese e i miliziani. Come riferito dal capo del comando locale dell’esercito, Jackson Achuki, gli aggressori “sono venuti dal Ruanda”, attraversando il parco Virunga prima di raggiungere Chanzu e Runyoni, mentre scontri fra esercito e miliziani sono in corso a Gikoro, a 2,5 chilometri da Bunagana, dove altre fonti confermano la presenza dei ribelli. Per il responsabile dell’esercito “la situazione è brutta, le persone stanno fuggendo in Uganda, altre verso Rutshuru”.



Il governo di Kinshasa non ha per il momento confermato l’identità degli assalitori. In una conferenza stampa tenuta a Bruxelles, il portavoce Patrick Muyaya ha riferito che il ministro della Difesa, Gilbert Kabanda Kurhenga, e il capo di Stato maggiore dell’esercito Celestin Mbala si sono resi sul posto, mentre viene organizzata la risposta militare. “È un’area strategica situata al confine con il Ruanda e l’Uganda”, ha detto Muyaya commentando l’accaduto, e ricordando che il parlamento ha di recente prorogato di altre due settimane lo stato di emergenza nel Nord Kivu e nell’Ituri per far fronte ai frequenti attacchi. Maggiori informazioni saranno disponibili in giornata, ha aggiunto. Le località di Bunagana, Gikoro, Chanzu o ancora Runyoni sono state già in passato teatro di violenti scontri fra esercito e ribelli. Il 6 luglio 2012 l’M23 (noto come Movimento del 23 marzo) ha attaccato e conquistato la cittadina di Bunagana, a meno di un chilometro dal confine con l’Uganda, mentre il 5 novembre del 2013, più di mille combattenti dell’M23 provenienti da Uganda e Ruanda sono stati sconfitti dall’esercito a Chanzu, situata a 2mila metri di altezza e ai tempi roccaforte del gruppo. L’offensiva delle Fardc aveva allora messo fine alla ribellione del gruppo congolese, determinandone lo scioglimento ma non riuscendo ad impedire ulteriori affiliazioni ed eredità ribelli. Dal gruppo, uno degli oltre 120 gruppi armati attivi nell’est della Rdc, sono infatti poi nate altre derivazioni armate, tuttora in attività.

In base ai più recenti dati del Kivu Security Tracker, se nel 2019 esistevano circa 130 gruppi armati nel solo Kivu (la regione originaria, poi suddivisa in Nord e Sud Kivu), nel 2020 si contavano 122 gruppi nelle quattro province orientali, contro le 70 formazioni recensite nell’edizione del 2015, a due anni dalla dissoluzione dello storico gruppo ribelle Movimento 23 marzo (M23). Conflitti e insicurezza hanno in ogni modo continuato ad affliggere le popolazioni: nel periodo compreso fra giugno del 2017 e del 2019, il Gec segnala 1.900 civili uccisi nelle province orientali del Kivu e oltre 3.300 rapiti, con un bilancio di più di 3mila eventi violenti confermati. Secondo il Kst, una nuova tendenza nella dinamica violenta di tutto il Kivu può essere identificata con alcuni eventi importanti risalenti all’aprile del 2019. In questo periodo, il gruppo jihadista dello Stato islamico ha iniziato ad affermare sempre più i suoi legami con le milizie ugandesi Adf, mentre più a sud altri gruppi armati hanno intensificato gli attacchi al personale e alle strutture coinvolte nella risposta all’epidemia di ebola nella città di Butembo. Infine, le Ndc-R hanno continuato a spingersi a sud nei territori di Rutshuru e Masisi – nell’area in cui si è svolta l’imboscata di cui è rimasto vittima nel febbraio scorso l’ambasciatore d’Italia Luca Attanasio -, mentre si è verificato un rinnovato scontro tra le forze di sicurezza e la popolazione locale nella disputa terriera che ha coinvolto la famiglia dell’ex presidente Joseph Kabila a Mbobero, territorio di Kabare.

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