Guerini a colloquio con l’omologo britannico Wallace

Il ministro della Difesa italiano: "Focus sulla cooperazione industriale"

Guerini - Wallace

Il ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha avuto oggi “un ottimo incontro” con l’omologo britannico Ben Wallace. Lo ha affermato lo stesso Guerini parlando con la stampa a Londra, dopo il bilaterale tenutosi oggi. Il ministro ha ricordato “le eccellenti relazioni” fra Regno Unito e Italia “nel campo della difesa e cooperazione militare”. Il dialogo odierno con Wallace è stato centrato “sulla cooperazione industriale”, dove esiste una “tradizione di impegno comune” fra i due Paesi, ha detto Guerini. Il ministro ha poi ricordato l’impegno sul programma Tempest, sul cui andamento ha avuto un confronto con l’omologo britannico. I due hanno parlato “del lavoro che stiamo facendo insieme”, un programma “attrattivo, con grandi potenzialità per il futuro”. Il Regno Unito è partner fondamentale per l’Italia nella costruzione delle politiche di sicurezza in aree come il Mediterraneo e la Libia, ha affermato il ministro della Difesa Guerini. “Sul Mediterraneo c’è un lavoro comune che si svolge in maniera continuativa”, ha osservato Guerini rispondendo ad una domanda. Secondo Guerini, Roma e Londra lavorano sia dal punto di vista esercitazioni e operativo, così come con altri partner, con “soddisfazione” e “credo con risultati positivi”. “Anche dal punto di vista politico abbiamo portato avanti in questi anni un’agenda condivisa e comunque una costanza di relazioni tra i nostri due Paesi”, ha sottolineato il ministro menzionando in particolare l’incontro avvenuto con Wallace lo scorso mese di giugno ad Augusta, dove erano ormeggiate le portaerei Queen Elizabeth e Cavour. “Già queste due piattaforme sono un esempio di gande convergenza tra i nostri due Paesi”, ha osservato Guerini, parlando del confronto tra Roma e Londra sulle tematiche di sicurezza nel Mediterraneo come di un “dialogo strategico”.



Guerini: “Ragionare sulla difesa europea è doveroso”

Ragionare sulla difesa europea “è doveroso”, significa rafforzare un pilastro dell’Alleanza atlantica. Lo ha affermato il ministro della Difesa Lorenzo Guerini. “Pensare a un impegno, a un rafforzamento della difesa europea” non significa non guardare anche all’esigenza di rafforzare il legame transatlantico, in cui c’è anche l’alleanza speciale con il Regno Unito. Quando ragioniamo di difesa europea dobbiamo pensare a “un salto di qualità” innanzitutto da un punto di vista politico, ha proseguito Guerini. “Il limite non è la dimensione operativa”, ha detto il ministro. La difesa europea “significa condivisione dell’analisi della minaccia, costruzione di capacità militari, un’agenda politica condivisa e impiegare le capacità militari quando è necessario farlo”, ha aggiunto. “Le nostre forze armate sono abituate a lavorare in ambienti in cui la dimensione dell’interoperabilità è abituale; c’è l’esigenza di fare il salto di qualità politico”, e le parole di stamane della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen sono sicuramente “un viatico importante” da questo punto di vista, ha rilevato Guerini.

Guerini: “Chiari su apertura fondi Ue per la difesa a Paesi terzi come Regno Unito

La cooperazione tra Regno Unito e Italia nell’ambito della difesa è fondamentale. Lo ha affermato il ministro della Difesa Lorenzo Guerini. “Si può dire che è uno dei pilastri fondamentali”, ha dichiarato. “La cooperazione in ambito bilaterale, militare, industriale – sotto il profilo dell’industria della difesa – è un pilastro molto forte della cooperazione tra i nostri due Paesi” e Roma vuole “continuare a lavorare”. “L’Italia è stata, anche in discussione in sede europea, portatrice di un’impostazione molto chiara dal punto di vista dell’apertura dei fondi europei per la difesa ai Paesi terzi” e “quando parliamo di paesi terzi parliamo essenzialmente di Stati Uniti e Gran Bretagna”, ha affermato Guerini.



La questione Afghanistan

Sull’Afghanistan Regno Unito e Italia hanno lavorato insieme in tutte le dimensioni. Lo ha affermato il ministro della Difesa Lorenzo Guerini. “Abbiamo cooperato molto nella fase dell’evacuazione dei civili afgani nel mese di agosto dall’aeroporto di Kabul”, ha detto. “C’è stata grande collaborazione e abbiamo le medesime preoccupazioni”, ovvero che il Paese asiatico “non torni ad essere un rifugio sicuro per il terrorismo globale” e che “i risultati raggiunti possano essere mantenuti”. “Credo che il lavoro che dovremo realizzare insieme con tutti gli altri alleati nella Nato è riflettere sulla lezione appresa in Afghanistan”, perché ci sono obiettivi che sono stati raggiunti, ossia “il contrasto e la lotta ad Al Quaeda”, mentre altri sono falliti, cioè “l’istitution building”. “L’epilogo drammatico in Afghanistan ha dimostrato i limiti” di questo approccio ma deve essere una lezione importante anche alla luce dell’impegno in Iraq perché “l’Italia assumerà nel 2022 il comando della missione Nato nel Paese”.

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