Guerini: “Nato resta punto di riferimento, al lavoro per adattarsi a nuovi scenari”

Lo ha dichiarato il ministro della Difesa nell’audizione davanti alle commissioni di Senato e Camera sul documento programmatico pluriennale per la difesa per il triennio 2021-2023

Guerini

La Nato è e resta il punto di riferimento per la Difesa italiana e il vertice del 2022 a Madrid sarà cruciale per l’adattamento dell’Alleanza al nuovo scenario globale. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, nell’audizione davanti alle commissioni di Senato e Camera sul documento programmatico pluriennale per la difesa per il triennio 2021-2023. Guerini ha sottolineato poi l’impegno dell’Italia per il rafforzamento della cooperazione tra Alleanza atlantica e Ue nell’ottica della “complementarietà”. L’Italia, ha evidenziato Guerini, è impegnata nel processo per l’adattamento della Nato all’evoluzione dello scenario geopolitico. “La nostra attenzione alle dinamiche del fianco sud è essenziale”, ha detto Guerini secondo cui “dobbiamo essere protagonisti” in quanto nel Mediterraneo allargato vi sono “le sfide meno intellegibili e per questo più pericolose”, a conferma “dell’importanza strategica” dell’area come “tessuto connettivo” tra nord e sud.



La difesa è un “tassello fondamentale” per un’Europa più politica e in grado di perseguire l’autonomia strategica, ha sottolineato il ministro della Difesa. Secondo Guerini, l’autonomia strategica per l’Ue è “un’opportunità” per affermarsi come attore globale. “Il lavoro sulla bussola strategica rappresenta una grande opportunità per l’Unione”, ha sottolineato Guerini secondo cui non serve un “accordo al ribasso” ma serve ambizione. Il ministro ha quindi menzionato la cooperazione nell’ambito della così detta Pesco 4, ovvero la cooperazione rafforzata tra Italia, Francia, Spagna e Germania. “La Pesco 4 è il vero riferimento per le iniziative della difesa”, ha detto il ministro.

Entro il 2026 l’Italia punta alla creazione di una Forza di intervento rapido nazionale capace di operare in tutti e cinque i domini, ha dichiarato il ministro della Difesa. Secondo Guerini, si tratta di una forza militare in grado di operare sia “autonomamente” che in maniera “integrata” con i partner internazionali. A suo modo di vedere, dotarsi di uno strumento interforze moderno “produce effetti rilevanti” e contribuisce a tutelare gli interessi nazionali.



Ci troviamo in una stagione geopolitica di “grande complessità”, nella quale dotarsi di un’industria della difesa “solida e non vulnerabile ai tentativi di influenza straniera” è presidio della superiorità tecnologica, ha affermato Guerini. Il ministro ha quindi sottolineato che nella direttiva per la politica industriale della difesa vi è uno “slancio” e un “indirizzo strategico” per rafforzare le sinergie tra mondo dell’industria e della difesa. “L’industria italiana della difesa dovrà sentirsi supportata ed incentivata, ma anche responsabilizzata”, ha osservato Guerini evidenziando il “valore strategico e propulsivo” dell’industria della difesa per l’economia del Paese. In questo senso, secondo il ministro, è cruciale “sostenere l’alimentazione” del fondo per la difesa approvato quest’anno dal Parlamento e far proseguire “il trend di crescita graduale degli investimenti”. Guerini ha poi menzionato l’importanza crescente degli accordi intergovernativi, menzionando il prossimo accordo che sarà firmato ad ottobre con la Slovenia, mentre poi si proseguirà con l’Austria e si lavora anche per intese con Serbia e Macedonia del Nord.

La difesa è pronta a svolgere un ruolo rilevante nel processo di ripresa economica del Paese, ha dichiarato il ministro, parlando di 115 programmi che saranno operativi in questo orizzonte temporale, di cui 85 di nuova programmazione per un valore di 26,5 miliardi di euro. Sette di questi, ha sottolineato Guerini, sono ritenuti “strategici” e ad “alta valenza tecnologica”. In questo senso il ministro ha menzionato il programma Tempest, il Defence cloud, il radar per i sistemi missilistici ed il nuovo cacciatorpediniere.

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