“Handelsblatt”: il Trattato del Quirinale rappresenta una sfida per la Germania

Secondo il quotidiano, Macron e Draghi, sono “due capi di governo forti e con grandi ambizioni"

Il Trattato del Quirinale rappresenta una sfida per la Germania, con Italia e Francia che potrebbero “porre il loro marchio sull’Ue nell’era post-Merkel” e spingere per la riforma delle regole europee sul debito. È quanto afferma il quotidiano “Handelsblatt”, secondo cui il presidente francese Emmanuel Macron e il presidente del Consiglio, Mario Draghi, sono “due capi di governo forti nell’Europa del sud, con grandi ambizioni anche oltre il confine” dei rispettivi Paesi. Inoltre, l’uscita di scena della cancelliera tedesca Angela Merkel, dopo 16 anni di governo, sta lasciando “un vuoto in Europa, che il suo successore designato Olaf Scholz “deve ancora colmare”. Rimane da vedere se il duo Draghi-Macron o “Dracron” prenderà il sopravvento nell’Ue. Tuttavia, “la collaborazione tra Roma e Parigi sta attualmente funzionando meglio” che negli ultimi anni. Per il nuovo governo federale, questa spinta italo-francese a plasmare l’Ue potrebbe diventare “una sfida”. Il prossimo esecutivo tedesco rischia, infatti, di trovarsi sotto pressione di un più saldo asse Parigi-Roma, soprattutto con riguardo alla riforma del Patto di stabilità e crescita del’Ue, che Italia e Francia intendono allentare. Il governo che si insedierà presto a Berlino pare diviso sulla questione. Mentre dal Partito socialdemocratico tedesco (SpD) e dai Verdi giunge qualche apertura, il presidente del Partito liberaldemocratico (Fdp), Christian Lindner, probabilmente prossimo ministro delle Finanze della Germania, ha più volte affermato che l’Ue “non dovrebbe diventare un’Unione del debito”.



Intanto, il politologo Jean-Pierre Darnis mette in guardia dal sopravvalutare l’asse franco-italiano nell’Ue, affermando che “nulla cambierà nel ruolo centrale di Francia e Germania come mediatori tra i Paesi del nord attenti alla parsimonia e i paesi del sud più favorevoli alla spesa”. Inoltre, come nota “Handelsblatt”, la politica di bilancio “non gioca un ruolo” nel Trattato del Quirinale. I contenuti dell’intesa vanno, infatti, da un più stretto coordinamento tra Italia e Francia nella politica di sicurezza ai programmi congiunti per l’innovazione tecnologica e gli scambi giovanili. Il modello pare essere il Trattato dell’Eliseo, concluso tra Francia e Germania nel 1963. Come osserva lo storico Marc Lazar, per Francia e Italia si tratta di “suggellare la loro amicizia” ispirandosi a questa intesa. A ogni modo, fonti vicine a Macron sono molto attente a evitare di dare l’impressione che Parigi metta in competizione Berlino e Roma, sottolineando che il Trattato del Quirinale non è paragonabile a quello dell’Eliseo. Vi è, infatti, una netta differenza. Con l’intesa del 1963, Francia e Germania intendevano suggellare la riconciliazione dopo la seconda guerra mondiale.

Inoltre, l’Eliseo ha comunicato che la Francia non sta cercando di rivalutare le sue alleanze e nemmeno cerca un vantaggio attraverso una triangolazione con Germania e Italia. A ogni modo, come sottolinea “Handelsblatt”, il tempismo è notevole: “mentre Angela Merkel lascia come leader non ufficiale in Europa, Macron e Draghi celebrano i loro piani congiunti”. Tuttavia, è ancora difficile dire se il duo Macron-Draghi si trasformerà in un fattore di influenza nell’Ue o passerà “presto alla storia”. Ad aprile 2022, Macron dovrà affrontare le elezioni presidenziali in Francia, mentre il mandato di Draghi come capo del governo terminerà nel 2023, a meno che non venga eletto presidente della Repubblica a gennaio del prossimo anno.



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