Honduras: le elezioni presidenziali diventano teatro di scontro tra Cina e Usa

Oltre al capo dello Stato, gli elettori saranno chiamati ad eleggere 128 deputati e 298 sindaci

Honduras

Oltre cinque milioni di cittadini saranno chiamati a scegliere il nuovo presidente della Repubblica alle elezioni generali in programma il prossimo 28 novembre in Honduras. Oltre al nuovo capo dello Stato, gli elettori saranno chiamati ad eleggere i 128 deputati del futuro parlamento e 298 sindaci, insieme ai rispettivi consigli comunali. L’attenzione nei confronti del processo elettorale ha valicato i confini nazionali, finendo per aprire un nuovo fronte di disputa tra Cina e Stati Uniti. L’attenzione, in particolare, è rivolta tutta sulla candidata del partito progressista Libertad y Refundación (Libre), Xiomara Castro (in foto), che in caso di vittoria alle presidenziali potrebbe ridefinire drasticamente il sistema di alleanze sul piano internazionale. L’Asia orientale si configura tra i teatri più suscettibili di questo ricambio al vertice, dal momento che l’Honduras rientra tra i 15 Paesi ad aver istituito formali relazioni diplomatiche con Taiwan. In precedenza, la candidata del principale partito d’opposizione a Tegucigalpa aveva infatti ventilato l’ipotesi di riconoscere formalmente Pechino in caso di successo elettorale, posizione tuttavia mitigata nella giornata di ieri da un suo collaboratore, il quale ha precisato che “nessuna decisione è stata presa”.



Le dichiarazioni non sono passate inosservate al governo degli Stati Uniti, che hanno tempestivamente manifestato la propria opposizione all’iniziativa. Nella giornata di ieri una delegazione guidata da Brian Nichols, assistente segretario di Stato Usa per l’emisfero occidentale, ha infatti sollecitato i candidati presidenziali alla tutela della relazione con Taipei. “Siamo stati abbastanza chiari con tutti gli attori chiave in Honduras perché pensiamo che la relazione tra i due Paesi sia molto importante. Ci piacerebbe vederla continuare, e lo abbiamo fatto presente ai candidati principali”, ha aggiunto un funzionario del dipartimento di Stato. La reazione della Repubblica popolare è arrivata oggi attraverso il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Zhao Lijian, che ha accusato Washington di ingerenza nella politica interna dell’America Latina. “Non è dell’approccio della Cina che il popolo latinoamericano dovrebbe diffidare, ma della condotta egemonica di lunga data degli Stati Uniti”, ha detto in conferenza stampa, riaffermando l’indiscussa sovranità della Cina continentale su Taiwan.

La voce di Pechino sulla questione si è fatta sentire lo scorso 23 novembre, quando la portavoce del ministero degli Esteri, Joanne Ou ha ribadito la solidità dei legami con Tegucigalpa, dicendosi consapevole delle pressioni esercitate dalla Cina sul Paese. Per questo, Taiwan rispetterà il risultato delle elezioni in Honduras e continuerà a cooperare con lo Stato centroamericano all’insegna dello sviluppo reciproco, ha aggiunto. Al processo elettorale in Honduras prendono parte 14 partiti politici e 12 candidati presidenziali. Di questi, secondo gli ultimi sondaggi, solo tre sono in corsa concretamente per la vittoria. Oltre a Xiomara Castro, spuntano i nomi di Nasry Asfura, attuale sindaco di Tegucigalpa e candidato del conservatore Partito nazionale attualmente al potere e Yani Rosenthal, del Partito liberale, di stampo conservatore. Negli ultimi sondaggi diffusi ad ottobre prima del silenzio elettorale, Castro – già candidata alle elezioni del 2013 e 2017 – figurava ampiamente in testa nelle preferenze davanti ad Asfura. Gli episodi di violenza diretti quasi esclusivamente contro figure dell’opposizione sono aumentati esponenzialmente nelle ultime settimane in prossimità delle elezioni.



Leggi anche altre notizie su Nova News
Seguici sui canali social di Nova News su Facebook, Twitter, LinkedIn, Instagram, Telegram

TAGS