Hong Kong: Amnesty International annuncia la chiusura del suo quartier generale regionale

Le attività di raccolta fondi e educazione ai diritti umani cesseranno già dalla prossima settimana

amnesty international

Amnesty International ha annunciato l’intenzione di chiudere il suo quartier generale per l’Asia-Pacifico nella regione autonoma cinese di Hong Kong, che l’Ong ha duramente criticato per la progressiva restrizione del perimetro delle libertà civili. La ricerca e il coordinamento delle attività di sensibilizzazione e attivismo verranno trasferiti da Amnesty International presso altri uffici regionali dell’organizzazione entro la fine dell’anno, a causa “dei vincoli alle operazioni causati dalla legge sulla sicurezza nazionale” imposta da Pechino ad Hong Kong lo scorso anno. Le attività locali di raccolta fondi e educazione ai diritti umani, invece, cesseranno già dalla prossima settimana.



“Hong Kong è stata a lungo una base regionale ideale per le organizzazioni internazionali della società civile, ma il recente accanimento contro i diritti umani e contro i gruppi sindacali locali segnala una intensificazione della campagna delle autorità per cancellare le voci in dissenso”, ha dichiarato la psicologa e attivista Anjhula Mya Singh Bais, presidente del consiglio internazionale di Amnesty. Bais ha lamentato che “continuare ad operare in un ambiente così instabile è sempre più difficile”. Nei mesi scorsi oltre 60 tra gruppi civici, organizzazioni e partiti politici, il maggior sindacato cittadino e gruppi di sostegno ad attivisti cinesi per i diritti umani sono stati chiusi o hanno cessato l’attività a seguito dell’entrata in vigore della legge sulla sicurezza nazionale.

Decine di attivisti e politici dell’opposizione pro-democrazia sono stati arrestati o processati, inclusi i leader del movimento che organizza ogni anno la veglia a commemorazione delle proteste di Piazza Tienanmen.



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