I governi dei Paesi della Nato hanno concordato di iniziare il ritiro delle truppe dall’Afghanistan

Lo riferiscono fonti diplomatiche citate dall'agenzia di stampa tedesca "Dpa"

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I governi dei Paesi della Nato hanno concordato di iniziare il ritiro delle truppe dall’Afghanistan. Lo riferiscono fonti diplomatiche citate dall’agenzia di stampa tedesca “Dpa”, secondo cui la decisione è stata presa durante una videoconferenza dei ministri degli Esteri e della Difesa dei Paesi Nato. La decisione segue la decisione degli Stati Uniti di iniziare il ritiro a partire dal 1 maggio ed entro l’11 settembre, a 20 esatti dall’avvio dell’intervento. In precedenza il segretario di Stato, Antony Blinken, aveva precisato che l’annuncio sul ritiro dall’Afghanistan riguarda nello specifico le forze statunitensi, ma si inserisce nel contesto più ampio della presenza dell’Alleanza in Afghanistan che segue il principio di “azione comune”. Gli alleati della Nato “insieme sono andati in Afghanistan, insieme hanno adattato la loro presenza sul campo e insieme lasceranno il Paese (in together, adjust together, out together)”. Il ritiro, quindi, riguarderà tutti gli alleati presenti sul terreno. Nel breve punto stampa al quartier generale della Nato, a margine della ministeriale straordinaria sull’Afghanistan, Blinken ha sottolineato che “questo è un momento importante per la nostra Alleanza”. Dopo l’attacco alle Torri Gemelle, l’11 settembre 2001, “insieme andammo in Afghanistan per occuparci di coloro che ci attaccavano e per assicurarci che l’Afghanistan non diventasse di nuovo un rifugio per i terroristi che potrebbero attaccare qualcuno di noi. E insieme, abbiamo raggiunto gli obiettivi che ci eravamo prefissati di raggiungere. E ora è il momento di riportare a casa le nostre forze”.



Blinken ha spiegato che il presidente Joe Biden parlerà di questo tema tra poche ore negli Stati Uniti mentre il segretario di Stato è a Bruxelles “per lavorare a stretto contatto con i nostri alleati, con il segretario generale, sul principio che abbiamo stabilito dall’inizio”: andare insieme, adattarci insieme e lasciare il Paese insieme. “Lavoreremo a stretto contatto, nelle settimane e nei mesi a venire, per un ritiro sicuro, deliberato e coordinato delle nostre forze dall’Afghanistan. Ma anche se lo facciamo, il nostro impegno per l’Afghanistan, per il suo futuro, rimarrà. E ne parleremo anche oggi”, ha spiegato. Blinken ha sottolineato che nella riunione di oggi si discuterà delle preoccupazioni, “condivise in tutta l’Alleanza e tra i Paesi membri, sulle azioni della Russia in Ucraina e nelle vicinanze, in particolare il significativo ammassamento di forze, il più grande dal 2014”. E “parleremo del futuro della nostra Alleanza” perché “è di vitale importanza che la Nato rimanga forte, efficace e unita in futuro”.

I ministri degli Esteri e della Difesa dei Paesi Nato, fra cui l’Italia, hanno concordato il ritiro delle truppe dall’Afghanistan dopo 20 anni. Lo ha confermato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, in una dichiarazione rilasciata al termine della riunione ministeriale tenuta oggi in videoconferenza. “Si è appena conclusa una giornata storica a Bruxelles, dopo due riunioni si è raggiunta dopo 20 anni di presenza in Afghanistan, dal primo maggio inizierà il ritiro delle truppe Nato e quindi anche italiane dal Paese. Dopo 20 anni di presenza Nato in quel Paese, l’Italia e tutti gli alleati della Nato, Usa in primis, han deciso di lasciare il Paese, questo non vuol dire abbandonare il Paese ma significa cambiare approccio, decidendo tutti insieme di ritirare i nostri soldati ed è a loro che va il mio grazie, a quelli italiani e a quelli alleati che hanno fatto un grande lavoro negli ultimi 20 anni”, ha detto Di Maio. “Con il cambio di passo che si è deciso oggi qui, questi soldati lasciano il territorio afgano. Questi militari ci rendono orgogliosi in tutto il mondo. Il grazie va anche al ministero della Difesa e al ministro (della Difesa, Lorenzo) Guerini che insieme al Maeci nei prossimi mesi coordinerà il ritiro delle truppe. Si inizierà il primo maggio ed entro l’11 settembre, data iconica che ricorda le torri gemelle, vedremo il ritiro delle truppe dell’Afghanistan. Un fatto importante che cambia gli equilibri nella regione ma che allo stesso tempo dimostra che quello che l’Italia ha portato avanti con sensibilità – investire sulla cooperazione allo sviluppo, sulle comunità, un approccio olistico – si sta realizzando”, ha aggiunto il capo della diplomazia italiana.



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