I Paesi di origine dei migranti al confine fra Polonia e Bielorussia

Varsavia non sembra voler cedere, forte anche dei 15 mila militari delle guardie di frontiera dispiegate da 48 ore

polonia bielorussia

Prosegue la crisi ai confini fra Polonia e Bielorussia dove restano ammassati centinaia di migranti che le autorità di Minsk hanno di fatto scortato sino al confine con il Paese membro dell’Unione europea. Dopo i diversi tentativi di entrare illegalmente nel territorio polacco tentati dai migranti nelle ultime ore, la Polonia non sembra voler cedere, forte anche dei 15 mila militari delle guardie di frontiera dispiegate da circa 48 ore nei pressi del confine. A parte la retorica decisamente poco conciliante da ambo le parti – con il premier polacco, Mateusz Morawiecki, che ha accusato il presidente russo, Vladimir Putin, di essere la mente dietro la crisi, e le minacce di reazioni delle autorità bielorusse –, l’attenzione ora si sta spostando sui Paesi di origine dei migranti. Già nei giorni scorsi, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha affermato che ha confermato che Bruxelles intende aprire un dialogo diretto con i Paesi terzi da cui partono i voli che trasportano i migranti in Bielorussia. Il vicepresidente della Commissione europea, Margaritis Schinas, visiterà questi Paesi di origine nei prossimi giorni e non sono escluse delle sanzioni nei confronti delle compagnie aeree di questi Stati che favoriscono la tratta di esseri umani. Nelle dichiarazioni ufficiali non vengono indicati i nomi dei Paesi in questione, ma secondo “Politico” ci si riferirebbe principalmente a Turchia ed Emirati Arabi Uniti.



Secondo quanto riferito dall’emittente televisiva pubblica tedesca “Deutsche Welle”, la diplomazia bielorussa e alcune agenzie di viaggio incaricate sarebbero direttamente coinvolte nel transito di migranti dal Medio Oriente a Minsk al fine di dirigerli al confine con l’Unione europea. Molti dei migranti che tentano di raggiungere l’Ue attraversando il confine bielorusso in direzione della Polonia e della Lituania sono originari dell’Iraq, ma tra di loro sono presenti anche persone da Siria, Congo, Camerun e altri Paesi. Questi migranti raggiungono Minsk per via aerea soprattutto da tre località del Kurdistan iracheno, ovvero Erbil, Shiladze e Sulaymaniyya. Un portavoce del ministero degli Esteri della Germania ha però segnalato già a ottobre che c’è stato un aumento dei voli diretti verso Minsk anche da Beirut, Damasco e Amman.

Secondo “Deutsche Welle”, il viaggio costa tra 12 e 15 mila euro e include non soltanto il volo, ma anche il rilascio del visto e l’assistenza nell’attraversamento del confine verso l’Unione europea. Il portale ha riferito di un coinvolgimento diretto del consolato bielorusso a Erbil, ma un agente di viaggi di Baghdad rimasto anonimo ha riferito che l’elaborazione delle richieste di visto è stata inoltre “appaltata” a un certo numero di agenzie. Altre fonti hanno confermato a “Deutsche Welle” che le richieste sono state estese anche alle ambasciate bielorusse in altri Paesi oltre all’Iraq. Per ottenere i visti basterebbero giorni o al più poche settimane. Tra le compagnie aeree che gestiscono collegamenti diretti tra Minsk e città del Medio Oriente quali Istanbul, Damasco e Dubai c’è anche la compagnia aerea nazionale bielorussa, Belavia. Quest’ultima ha a noleggio velivoli di compagnie aeree europee. Diversi ministri degli Esteri dei Paesi membri dell’Ue vorrebbero ostacolare questa pratica.



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