I pagamenti del governo del Venezuela per i vaccini Covax bloccati dalla banca svizzera Ubs

E’ quanto si legge in un comunicato di Covax inviato all’ambasciatore del Venezuela presso le Nazioni Unite

Venezuela

Le ultime quattro quote del pagamento fatto dal governo del Venezuela per avere accesso ai vaccini anti Covid-19 del meccanismo Covax, dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), sono state bloccate dalla banca svizzera Ubs. E’ quanto si legge in un comunicato di Covax inviato all’ambasciatore del Venezuela presso le Nazioni Unite, Hector Constant Rosales, e resa pubblica dalla vicepresidente Delcy Rodríguez. Covax conferma di avere ricevuto dallo scorso 13 aprile 12 transazioni per un totale di 109 milioni di dollari, a cui mancherebbero per saldare il dovuto 10 milioni di dollari. Quanto ai quattro pagamenti mancanti Covax conferma di avere ricevuto una notifica dalla banca svizzera Ubs secondo cui i pagamenti sono stati bloccati e sono in corso di verifica.

Ieri la vicepresidente del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha dichiarato che quattro quote destinate al pagamento per accedere ai vaccini anti-Covid del meccanismo Covax sono state bloccate a causa delle sanzioni internazionali imposte al governo di Nicolas Maduro. Rodríguez ha parlato durante una conferenza internazionale sull’impatto delle sanzioni. In precedenza il direttore del Dipartimento di emergenza e preparazione alle catastrofi dell’Organizzazione panamericana della sanità (Paho) aveva dichiarato che il governo del Venezuela deve ancora versare al meccanismo Covax un totale di 10 milioni di dollari per le dosi di vaccino contro il Covid-19 destinate al Paese ma non per questo il processo a sostegno di Caracas verrà interrotto.

Il governo di Caracas ha siglato nel settembre 2020 un accordo con Covax per la fornitura di un totale di 11.374.400 dosi per vaccinare il 20 per cento della popolazione al costo di 119.999.920 dollari (circa 100 milioni di euro). A metà maggio, Maduro aveva detto che il governo era al lavoro per vaccinare il 70 per cento della popolazione entro agosto. La campagna vaccinale è però oggetto di diverse critiche, fuori e dentro i confini, per il ritmo con cui viene portata avanti e la scarsa trasparenza su criteri e obiettivi.

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