Il capo militare del Fronte Polisario ucciso da un drone lungo il muro difensivo del Marocco

Lo ha annunciato l'ex capo della polizia del Polisario, Mustafa Salma, sul suo profilo Facebook

fronte polisario

Il capo della gendarmeria del Fronte Polisario (movimento che chiede l’indipendenza del Sahara occidentale) è stato ucciso in un attacco compiuto da droni marocchini nel territorio conteso del Sahara. Lo ha annunciato l’ex capo della polizia del Polisario, Mustafa Salma, sul suo profilo Facebook. “Il Polisario ha perso il suo capo di Stato maggiore della gendarmeria (Addah Al Bendir) in un bombardamento di un drone marocchino il 6 aprile, dopo che il comandante e un gruppo con lui si sono avvicinati alla cintura difensiva marocchina nella zona di Gdeim El Shahem. La vita in Marocco procede normalmente, nonostante la dichiarazione di guerra del Fronte di cinque mesi fa”. Salma ha aggiunto in un secondo messaggio che il leader del Polisario, Brahim Ghali, sarebbe “scampato al bombardamento contro un’unità del Polisario nella zona di Kadim El Shashm. I membri della scorta incaricata della sicurezza del presidente del Polisario sono stati feriti e il comandante della gendarmeria Dah Al Bendir è stato ucciso”. Secondo questa ricostruzione, che al momento non trova riscontri al livello ufficiale, sembrerebbe che il presidente saharawi Ghali fosse con Al Bendir al momento dell’attacco. Non è chiaro se anche Ghali sia rimasto ferito.

Dah Al Bendir era nato nel 1956 ed era entrato a far parte del Fronte Polisario nel 1978. Fonti del Polisario hanno riferito che il comandante della gendarmeria “aveva appena partecipato ad un attacco nella zona di Bir Lehlou contro il muro” di sabbia che separa i due campi per oltre mille chilometri nel Sahara occidentale. “Poche ore dopo, a un centinaio di chilometri dal luogo dell’attacco ai marocchini, un drone ha ucciso il capo della gendarmeria nella regione di Tifariti“. Non vi sono al momento reazioni da parte di Rabat. Se confermato, l’episodio segnerebbe il primo attacco mortale marocchino con i droni nel conflitto che per decenni ha contrapposto il Regno nordafricano al movimento saharawi.

Da parte sua, il Forum Far-Maroc, una pagina Facebook non ufficiale delle forze armate marocchine, ha affermato che “diversi elementi di spicco” del Polisario, tra cui il capo della gendarmeria, “sono morti dopo un’operazione dell’esercito marocchino all’interno delle zone cuscinetto”. Anche secondo questa fonte, generalmente bene informata, il presente del Fronte, Brahim Ghali, il leader del movimento per l’indipendenza dell’autoproclamato Repubblica araba democratica dei saharawi, sarebbe “sopravvissuto” all’operazione marocchina. Dopo quasi trent’anni di cessate il fuoco, le ostilità tra il Polisario e il Marocco sono riprese a metà novembre a seguito del dispiegamento di truppe marocchine in una zona cuscinetto nell’estremo sud del Sahara occidentale per allontanare gli elementi del Polisario che bloccavano l’unica rotta commerciale verso l’Africa occidentale.

Il Marocco controlla e governa la maggior parte del Sahara occidentale dal 1975 e rivendica la sovranità sul tratto dei territori desertici meridionali, ricchi di fosfati e di potenziali giacimenti di idrocarburi. L’annessione del Sahara occidentale al Marocco con la “Marcia verde” ha provocato una ribellione da parte del Fronte Polisario, gruppo che rivendica l’autodeterminazione, a sua volta appoggiato dalla vicina Algeria. Le Nazioni Unite hanno negoziato un cessate il fuoco nel 1991, ma i colloqui guidati dalla Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara occidentale (Minurso) non sono riusciti a trovare una soluzione stabile a una delle più lunghe contese del Continente africano. L’ultimo inviato delle Nazioni Unite, Horst Kohler, si è dimesso dall’incarico per motivi di salute nel maggio 2019. Il Fronte Polisario ha proclamato l’indipendenza della cosiddetta Repubblica democratica araba saharawi il 27 febbraio 1976. Ad oggi, tuttavia, la repubblica è riconosciuta da circa 85 paesi, ma non dalle Nazioni Unite e dall’Unione europea: la metà di questi Stati hanno peraltro “congelato” il riconoscimento per diversi motivi. Al contrario, sempre più paesi (inclusi gli Stati Uniti) riconoscono l’autorità del Marocco nell’ex colonia spagnola, come dimostra la recente apertura di un consolato degli Emirati Arabi Uniti e della Giordania e Bahrein a Laayoune.

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