Il Giappone limita l’ingresso nel Paese a quattro Stati Usa, India e Perù

Cresce la preoccupazione per la "variante indiana"

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Il Giappone ha annunciato ieri, 28 aprile, un ulteriore irrigidimento dei controlli all’ingresso dai quattro Stati Usa di Tennessee, Florida, Michigan e Minnesota, dall’India e dal Perù, in risposta alla propagazione della cosiddetta “variante indiana” del coronavirus in quei territori. Le nuove misure, che diverranno effettive da sabato, primo maggio, prevedono che le persone in arrivo da quegli Stati si sottopongano a quarantena in strutture apposite e si sottopongano a tampone tre giorni dopo l’arrivo nel Paese. Se risulteranno negative, potranno lasciare le strutture senza utilizzare mezzi di trasporto pubblici, e dovranno rimanere in quarantena in casa o in altri luoghi per 14 giorni. Tali misure si sommeranno all’obbligo di esibire, all’arrivo nel Paese, il risultato negativo di un test effettuato non più di 72 ore prima dell’imbarco per il Giappone. Tali misure sono già in vigore per 29 Paesi, inclusa l’Italia.



Il Giappone ha registrato 5.792 nuovi contagi da coronavirus nelle 24 ore di ieri, 28 aprile, il dato peggiore degli ultimi tre mesi. Lo riferisce la stampa giapponese, secondo cui le prefetture di Osaka e Fukuoka si confermano i principali focolai di infezione del Paese, investito dalla quarta ondata della pandemia. La sola prefettura di Osaka ha confermato ieri 1.260 nuovi casi, alla vigilia della settimana di festività primaverili nota come “Golden Week”. La prefettura di Fukuoka ha segnalato 440 nuovi contagi, il dato peggiore mai registrato in quella prefettura. Il dato nazionale di ieri è il peggiore dallo scorso 16 gennaio, nonostante nelle prefetture più colpite – inclusa l’area metropolitana di Tokyo – sia in vigore dalla scorsa settimana il terzo stato di emergenza dall’inizio del 2021. Durante un incontro online con gli omologhi delle prefetture di Chiba, Kanagawa e Saitama, la governatrice di Tokyo, Yuriko Koike, ha ribadito l’appello ai cittadini a rimanere in casa, non consumare alcolici nei luoghi pubblici e noncenare con persone che non fanno parte del proprio nucleo familiare. I governatori hanno chiesto alle aziende locali di ridurre il lavoro in presenza del 70 per cento per alleviare la pressione sui trasporti pubblici.

Il bilancio dei decessi causati dalla pandemia di coronavirus in Giappone ha superato la soglia di 10 mila il 26 aprile, raddoppiando in appena tre mesi, mentre il Paese affronta la quarta ondata di infezioni causate da una variante più contagiosa del virus. Lo riferisce la stampa giapponese, ricordando che in quel Paese le vaccinazioni degli anziani di età superiore a 65 anni sono iniziate soltanto all’inizio di questo mese. Il governo giapponese ha deciso di inaugurare da metà maggio un vasto centro per le vaccinazioni contro la Covid-19 nel distretto Otemachi di Tokyo, che sarà in grado di somministrare 10mila dosi di vaccino al giorno. I decessi attribuiti alla Covid-19 hanno superato i 3,1 milioni a livello mondiale; il Giappone è il 42mo Paese per numero di decessi, secondo la Johns Hopkins University. Il numero dei decessi giornalieri, in calo sino a marzo, ha esibito una inversione di tendenza nel mese di aprile, e attualmente il Giappone registra circa 50 decessi da Covid-19 giornalieri.



Il 23 aprile il governo del Giappone ha proclamato il terzo stato di emergenza per la pandemia di coronavirus dall’inizio del 2021, in risposta al forte aumento dei contagi nelle maggiori città del Paese. Il nuovo procedimento interessa l’area metropolitana di Tokyo e le prefetture di Osaka, Kyoto e Hyogo – in totale circa un quarto della popolazione giapponese complessiva – ed è un tentativo di frenare l’aumento dei contagi in vista dell’inizio delle Olimpiadi estive di Tokyo, tra soli tre mesi. Annunciando il provvedimento, nel pomeriggio di oggi, il governo ha parlato di un intervento “forte e di breve durata”: lo stato di emergenza di protrarrà infatti sino all’11 maggio, anche se non è esclusa una proroga. Lo stato di emergenza, che ha effetto immediato, comporta per la prima volta la chiusura dei locali che servono alcolici, di centri commerciali e parchi a tema per l’intera durata delle festività primaverili della Golden Week, sino all’inizio di maggio. La prefettura di Osaka aveva già chiesto ufficialmente al governo centrali di imporre un nuovo stato di emergenza – il terzo in meno di 12 mesi – per arginare i contagi in forte aumento nella metropoli del Giappone centrale. Tra le attività potenzialmente coinvolte dalle chiusure figurano ristoranti e bar, centri commerciali, parchi a tema e sale giochi sotterranee, anche se la decisione definitiva verrà assunta dai governi centrale e prefetturale nelle prossime ore.

Il governatore di Osaka, Hirofumi Yoshimura, ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa mercoledì, 20 aprile, che il nuovo stato di emergenza potrebbe durare da tre settimane a un mese. Il primo ministro giapponese, Yoshihide Suga, sta valutando la richiesta, ma non ha assunto decisioni definitive nella serata di ieri. Al momento Tokyo, Osaka e altre otto prefetture del Giappone sono sottoposte a un “semi-stato di emergenza” sulla base di leggi speciali, che comporta la chiusura serale anticipata di bar e ristoranti. Tali misure non sono però bastate a contenere i contagi, che sono in aumento da settimane e minacciano di causare uno stress eccessivo sul sistema ospedaliero del Paese. Dal 13 aprile la sola prefettura di Osaka ha registrato più di mille casi di contagio giornalieri per sei giorni consecutivi, e domenica, 19 aprile, ha toccato il record di 1.220 casi.

Oltre il 60 per cento dei cittadini del Giappone è insoddisfatto della campagna nazionale di vaccinazione contro la Covid-19, che in quel Paese prosegue a rilento rispetto a molti altri Stati industrializzati. E’ quanto emerge da un sondaggio dell’agenzia “Kyodo News” pubblicato il 12 aprile, a poco più di 100 giorni dall’apertura delle Olimpiadi di Tokyo. Ha espresso insoddisfazione il 60,3 per cento delle persone consultate nell’ambito del sondaggio telefonico, la cui pubblicazione è coincisa con l’inizio delle vaccinazioni della popolazione giapponese anziana. Il Giappone ha iniziato a febbraio la vaccinazione degli operatori sanitari: quelli che hanno già ricevuto almeno una dose di vaccino contro la covid-19 rappresentano lo 0,87 per cento della popolazione giapponese complessiva. Il 92,6 per cento delle persone consultate nell’ambito del sondaggio teme una nuova ondata pandemica, e il 56,5 per cento disapprova la gestione della crisi sanitaria da parte del governo.

Il Giappone ha inaugurato 12 aprile la campagna di vaccinazione contro la Covid-19 dei cittadini di età superiore a 65 anni, che in Giappone sono circa 36 milioni. Sino ad oggi la campagna di immunizzazione dal coronavirus si è limitata in Giappone al personale medico e sanitario: l’avvio della fase centrale della campagna coincide con un aumento dei casi di contagio a livello nazionale; il governo ha annunciato che la scorsa settimana le amministrazioni locali hanno ricevuto in consegna 100mila dosi di vaccini contro la Covid-19. La categoria in lista di attesa per la vaccinazione, dopo gli anziani, è quella dei soggetti affetti da patologie croniche; seguirà il personale delle residenze di cura per anziani e disabili, e infine la popolazione generale. Ad oggi sono state somministrate in Giappone 1,39 milioni di dosi di vaccini contro la Covid-19, e 356.679 persone hanno ricevuto la seconda dose. Per il momento, il Paese sta facendo uso soltanto del vaccino sviluppato da Pfizer.

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