Il governo del Giappone sollecita i produttori di petrolio ad aumentare l’output

Tokyo intraprenderà una campagna di pressione su Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti ed altri grandi produttori di greggio

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Il governo del Giappone intraprenderà una campagna di pressione su Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti ed altri grandi produttori di petrolio greggio affinché aumentino i ritmi di estrazione e aiutino così a placare il forte aumento dei prezzi mondiali del petrolio, che stanno minando i margini operativi delle aziende e il potere d’acquisto delle famiglie. Secondo il quotidiano “Nikkei”, Tokyo ha delineato piani per una vera e propria campagna di lobbying in collaborazione con l’Agenzia internazionale per l’energia (Aie), su iniziativa del primo ministro Fumio Kishida. Il governo giapponese sta anche approntando misure di sostegno pubblico alle imprese e ai settori economici maggiormente colpiti dall’aumento dei costi dell’energia e dei carburanti: “Il governo nel suo complesso agirà tempestivamente per garantire che l’industria e le vite private dei cittadini non subiscano gravi ricadute” a causa del forte aumento dei prezzi dei combustibili fossili, ha dichiarato il segretario capo di Gabinetto, Hirokazu Matsuno, a margine di un incontro dei ministri economici del governo. Secondo le stime del governo giapponese, l’11 ottobre il prezzo alla pompa della benzina ha raggiunto mediamente in Giappone 162,10 yen (1,42 dollari). L’Opec Plus, che include grandi produttori di petrolio non-Opec come la Russia, ha stabilito il 4 ottobre di mantenere il livello della produzione petrolifera nel mese di novembre invariato rispetto agli accordi esistenti. Tokyo intende accelerare i tempi e confrontarsi coi Paesi membri dell’Opec prima del prossimo incontro dell’organizzazione in programma a novembre.



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