Il governo dell’Etiopia dichiara il cessate il fuoco immediato e unilaterale nel Tigrè

Unicef ha denunciato l'irruzione delle Forze armate federali etiopi nei suoi uffici a Macallè

Il governo dell’Etiopia ha dichiarato un cessate il fuoco immediato e unilaterale nella regione del Tigrè dopo che le truppe del Fronte di liberazione del popolo del Tigrè (Tplf) sono entrate nella città quasi otto mesi dopo la conquista da parte delle forze federali. Lo ha annunciato il governo di Addis Abeba in una nota ripresa dai media locali, precisando che il cessate il fuoco durerà fino alla fine della stagione della semina, a settembre. Il governo ha anche ordinato a tutte le autorità federali e regionali di rispettare il cessate il fuoco. “Il governo ha la responsabilità di trovare una soluzione politica al problema”, ha detto il capo dell’amministrazione provvisoria del Tigrè, Abraham Belay, aggiungendo che alcuni elementi all’interno dell’ex partito di governo del Tigrè sono disposti a impegnarsi con il governo federale per un accordo. La dichiarazione giunge poco dopo che i membri dell’amministrazione provvisoria del Tigrè, nominati dal governo federale dopo la conquista di Macallè nel novembre scorso, sono fuggiti dalla capitale regionale chiedendo un cessate il fuoco per motivi umanitari in modo da poter fornire gli aiuti disperatamente necessari alla popolazione della regione, sull’orlo della carestia.



In precedenza l’emittente “Tigray Guardians 24” aveva riferito che le Forze di difesa del Tigrè (Tdf), braccio armato del Tplf, hanno piantato la bandiera tigrina vicino all’Hawelti Semaetat, memoriale che celebra i martiri tigrini. Nelle ultime ore le truppe delle Forze di difesa dell’Etiopia (Endf) sono state viste lasciare il capoluogo tigrino a bordo di convogli di veicoli diretti verso Samre, situata a poco più di 50 chilometri più a sud di Macallè. Secondo “Tigray Guardians 24”, la maggior parte dei militari sono partiti la scorsa notte, mentre altre fonti contattate da “Agenzia Nova” hanno riferito che i militari in ritirata hanno saccheggiato uffici e locali a Macallè. Le stesse fonti hanno riferito della presenza di truppe Tdf alla periferia di Macallè e del loro imminente ingresso.

Unicef ha denunciato l’irruzione delle Forze armate federali etiopi nei suoi uffici a Macallè. “Questo atto viola i privilegi e le immunità delle Nazioni Unite e le regole del diritto internazionale umanitario in materia di rispetto degli oggetti di soccorso umanitario”, ha detto in una nota la direttrice Henrietta Fore, che ha condannato “nei termini più forti” l’accaduto, ricordando che “priorità dell’Unicef nel Tigrè e in tutta l’Etiopia è aiutare i bambini più vulnerabili, compresi i 140mila bambini che già affrontano condizioni simili alla carestia. Non siamo e non dovremmo mai essere un bersaglio”, ha aggiunto. Fore ha quindi chiesto a tutte le parti in conflitto nel Tigrè “di rispettare le regole di guerra e di rispettare e proteggere le agenzie umanitarie”. “Le parti in conflitto non devono perquisire, confiscare o interferire con le operazioni di soccorso umanitario, devono consentire l’accesso alle popolazioni bisognose e devono proteggere i bambini in ogni momento”, ha concluso.



Secondo il sito d’informazione “Eritrean Press”, inoltre, tutte le truppe eritree di stanza nei dintorni di Adigrat, Adua, Axum e Shire si sono trasferite nelle aree di confine fra Etiopia ed Eritrea, in particolare nelle aree di Zalambessa, Badme e in altri villaggi di confine eritrei. Non è chiaro se si tratti di una ritirata strategica o, invece, di un vero e proprio ritiro dalla regione. La notizia rappresenta un’importante svolta nel conflitto del Tigrè, dal momento che da giorni le truppe tigrine erano date in avanzata in diverse aree del Tigrè dopo aver lanciato una controffensiva contro le forze federali etiopi e quelle eritree loro alleate. In questo contesto ha sollevato preoccupazione la notizia di altri bombardamenti, questa volta sulla città tigrina di Yechila, che avrebbero distrutto la maggior parte degli edifici della località, dove risiedono circa 30 mila abitanti.

Già la scorsa settimana fonti locali avevano riferito ad “Agenzia Nova” che le truppe tigrine avevano preso il controllo di alcune aree della città di Adigrat, nel Tigrè settentrionale, ma solo per un tempo “molto breve” prima dell’intervento delle truppe eritree che in seguito l’hanno riconquistata. L’episodio giunge mentre sembra trovare riscontro la notizia secondo cui il Tplf – messo al bando dal governo federale etiope che lo considera un gruppo terroristico – avrebbe lanciato una controffensiva contro le truppe federali e i loro alleati eritrei spingendosi a sud verso il capoluogo regionale, Macallè. Testimoni citati dall’emittente “Bbc” riferiscono di aver visto convogli militari etiopi in ritirata. Il governo etiope sta affrontando una crescente pressione internazionale per porre fine ai combattimenti ed evitare una carestia nella regione del Tigrè, teatro di un cruento conflitto dal novembre scorso. Sia l’Etiopia che l’Eritrea hanno per mesi negato la presenza di militari eritrei nel Tigrè, nonostante molteplici testimonianze oculari, fino a quando nel marzo scorso l’ammissione è arrivata da parte dello stesso premier etiope.

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