Il governo ungherese indirà un referendum sulla tutela dei minori

Lo ha annunciato in un video su Facebook il primo ministro, Viktor Orban

Ungheria-Orban

Il governo ungherese indirà un referendum sulla tutela dei minori. Lo ha annunciato in un video su Facebook il primo ministro, Viktor Orban. Nel videomessaggio, Orban ha dichiarato che Bruxelles ha attaccato l’Ungheria per l’approvazione della legge sulla tutela dei minori, che per i detrattori è discriminatoria nei confronti della comunità Lgbti. Il premier ha indicato i cinque quesiti che saranno sottoposti agli elettori, ovvero se sostengono l’introduzione dell’educazione sessuale per i minori nelle scuole senza il consenso dei genitori, se sono a favore della promozione delle operazioni di riassegnazione del genere per i minori e se sono a favore della loro disponibilità per i medesimi, se sostengono la presentazione, senza restrizioni, di contenuti sessuali sui media rivolti ai minori e che possono avere conseguenze sul loro sviluppo, se sono a favore della presentazione di contenuti che hanno a che fare con il genere sui media.

L’Assemblea nazionale ungherese ha approvato norme destinate a impedire la “promozione” dell’omosessualità e della comunità Lgbt. Nonostante le resistenze presso l’opinione pubblica, dimostrate da proteste di piazza, il Parlamento di Budapest ha approvato un pacchetto di norme che il partito di governo Fidesz ha presentato come un tentativo di proteggere i minori dalla pedofilia. Tra le misure che esso contiene ci sono però disposizioni miranti a impedire che i minori ricevano informazioni sulle relazioni tra persone dello stesso sesso e la comunità Lgbti. Il voto finale è passato con 157 voti a favore, uno contrario e nessun astenuto. L’opposizione ha in larga parte boicottato il voto, ma la misura è passata, oltre che con i voti della maggioranza, anche con quelli dei deputati del partito di destra Jobbik. La legge contiene norme per la lotta alla pedofilia ma include disposizioni che vietano la rappresentazione e la discussione di orientamenti sessuali differenti da quello eterosessuale e informazioni sulla riassegnazione del sesso nei programmi scolastici e nei media, quali film e pubblicità, che siano rivolte a minori di 18 anni.

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