Il leader del Polisario Ghali è partito questa mattina da Pamplona

La sua partenza non pone fine alla crisi diplomatica tra Spagna e Marocco

polisario ghali

Il leader del Fronte Polisario, Brahim Ghali, ha lasciato la Spagna alle prime ore del mattino. Il quotidiano “El Pais” ha riferito che Ghali è partito con un volo partito dall’aeroporto di Pamplona e il portavoce del movimento saharawi, Jalil Mohamed, ha confermato che Ghali “ha lasciato l’ospedale sulla via del ritorno in Algeria, sano e salvo”. Il leader del Polisario è stato ricoverato per 44 giorni all’ospedale San Pedro di Logrono. Dopo la deposizione in tribunale avvenuta ieri in videoconferenza, è stato deciso di non imporre misure cautelari nei confronti di Ghali, in quanto l’accusa non sarebbe stata in grado di presentare alcuna prova a conferma delle accuse a suo carico. La decisione del tribunale ha aperto le porte al suo ritorno in Algeria.



L’aereo del leader saharawi è decollato all’1:40 dall’aeroporto di Pamplona. La sua partenza, tuttavia, non pone fine alla crisi diplomatica tra Spagna e Marocco. L’accoglienza di Ghali da parte del Madrid ha causato tensioni con Rabat, esplose poi nell’exclave iberica di Ceuta, letteralmente presa d’assalto da migliaia di migranti. Dopo che i media spagnoli hanno annunciato ieri che il leader del Polisario avrebbe lasciato il Paese, è stata diramata una dichiarazione congiunta tra i ministeri degli Esteri e dell’Interno del Marocco in cui si comunica che fra i due Paesi è ancora in corso una crisi diplomatica.

Dopo quasi 30 anni di cessate il fuoco raggiunto grazie ad un negoziato portato avanti dalle Nazioni Unite, le ostilità tra il Polisario e il Marocco sono riprese a metà novembre a seguito del dispiegamento di truppe marocchine in una zona cuscinetto nell’estremo sud del Sahara occidentale per allontanare gli elementi del Polisario che bloccavano l’unica rotta commerciale verso l’Africa occidentale. Il Fronte Polisario ha proclamato l’indipendenza della cosiddetta Repubblica democratica araba saharawi il 27 febbraio 1976. Ad oggi, tuttavia, la repubblica è riconosciuta da circa 85 Paesi, ma non dalle Nazioni Unite e dall’Unione europea: la metà di questi Stati hanno peraltro “congelato” il riconoscimento per diversi motivi. Secondo “El Pais”, il riconoscimento nel dicembre scorso da parte dell’ex presidente statunitense, Donald Trump, della sovranità marocchina sul Sahara occidentale ha spinto Rabat a esercitare una pressione senza precedenti sulla Spagna e l’Unione europea per “uscire dalla zona di comfort” favorita dall’operato dell’Onu.



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