Il ministro degli Esteri del Giappone sollecita risposte su Uiguri e isole Senkaku

Motegi ha espresso "forte preoccupazione" anche per la legge che autorizza la Guardia costiera cinese ad aprire il fuoco su vascelli stranieri

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Il ministro degli Esteri del Giappone, Toshimitsu Motegi, ha sollecitato la Cina a dare risposte alla comunità internazionale in materia di diritti umani, specie per quanto riguarda il trattamento della minoranza musulmana uigura nello Xinjiang, e a interrompere le intrusioni territoriali presso le isole Senkaku, l’atollo del Mar Cinese Orientale rivendicato dal Giappone e dalla Cina.



Motegi ha tenuto un colloquio telefonico con l’omologo della Cina, Wang Yi, nella giornata di ieri, 5 aprile, pochi giorni dopo l’accusa di Washington alla Cina di aver intrapreso un “genocidio” ai danni degli uiguri. Il ministro giapponese ha espresso “forte preoccupazione” anche per la legge recentemente varata da Pechino che autorizza la Guardia costiera cinese ad aprire il fuoco su vascelli stranieri in acque sulle quali Pechino rivendica la sovranità. Wang ha replicato affermando che la Cina non accetta l’interferenza di Paesi interni sugli affari interni di Pechino, inclusi quelli riguardanti lo Xinjiang e Hong Kong.

Il colloquio tra Motegi e Wang – il primo tra i ministri degli Esteri dei due Paesi dall’ultima visita di Wang in Giappone, lo scorso novembre, è stato richiesto dalla Cina, e secondo il resoconto del ministero degli Esteri giapponese si è protratto per ben 90 minuti. Motegi e Wang hanno anche espresso posizioni condivide, incluse la necessitò di un coordinamento internazionale per far fronte alla crisi in atto a Myanmar e alla piena attuazione delle sanzioni varate dalle Nazioni Unite a carico della Corea del Nord.



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