Il ministro degli Esteri del Montenegro chiede all’Ue di rimpiazzare il debito con la Cina

Djordje Radulovic in un'intervista ad "Agenzia Nova"

Il Montenegro non ha chiesto all’Unione europea di ripagare il debito contratto con la Cina, bensì di valutare la possibilità di un rifinanziamento per sostituirsi a Pechino come partner chiave nel processo di sviluppo infrastrutturale. Il ministro degli Esteri del Montenegro Djordje Radulovic, in un’intervista ad “Agenzia Nova“, ha spiegato in questo modo la situazione legata al “debito cinese” da quasi un miliardo di euro contratto da Podgorica per la costruzione dell’autostrada tra il porto di Antivari (Bar) e la località di Boljare. Secondo Radulovic, in ogni caso, il Montenegro è in grado di ripagare gli obblighi contratti, per cui l’Ue può valutare se vi sono strade percorribili per rifinanziare i progetti di investimento strategici per il Paese. “Credendo che infrastrutture ben sviluppate e interconnesse incoraggiano la crescita economica e creano opportunità per nuovi posti di lavoro attraverso l’attrazione degli investimenti stranieri, il Montenegro ha sostenuto continuamente lo sviluppo dei trasporti nazionali e delle infrastrutture energetiche, promuovendo una cooperazione più ravvicinata a livello regionale”, ha osservato Radulovic, secondo cui dall’istituzione dell’Iniziativa del processo di Berlino il Montenegro ha sostenuto e promesso un approccio orientato ai progetti. “Il percorso del Montenegro verso l’Ue non ha alternative e siamo grati per il sostegno comprensivo che l’Ue ci fornisce”, ha aggiunto il ministro, spiegando che, per quanto riguarda l’autostrada Antivari-Boljare, “il Montenegro sta cercando la soluzione finanziaria migliore per risolvere tale questione”. “E’ importante sottolineare che non abbiamo chiesto di ripagare i nostri debiti, ma potenzialmente di rifinanziare altre possibili opzioni”, ha dichiarato Radulovic, assicurando che Podgorica è sempre pronta “alla cooperazione con i partner europei al fine di raggiungere le condizioni più favorevoli possibili, attraverso l’analisi, quando si tratta del finanziamento di progetti strategici in Montenegro, come questa autostrada”.



In questo contesto, “come recentemente annunciato dal commissario europeo all’Allargamento, Oliver Varhelyi: l’Ue sta esplorando opzioni con il governo del Montenegro e con i partner per trovare soluzioni percorribili per i progetti di investimento del Paese e per assicurare la sostenibilità del suo debito pubblico, anche nell’ottica di eliminare i rischi di accordi passati, rispettando le regole politiche e finanziarie dell’Ue”, ha ricordato Radulovic, il quale ha evidenziato che il ministro delle Finanze montenegrino, Milojko Spajić, ha detto diverse volte che “il Montenegro può ripagare tutte gli obblighi contratti”. “Nello specifico, investire nella stabilità e nella prosperità della regione è, di fatto, un investimento nella sicurezza e nel futuro dell’Ue, ovvero dell’intera Europa. Una cooperazione ravvicinata è nel nostro interesse comune, dal momento che è la sola strada per dare ai cittadini benefici socio-economici e sicurezza”, ha dichiarato il capo della diplomazia del Montenegro. Radulovic ha comunque riconosciuto che l’Ue fornisce costantemente sostegno a tutti i Paesi dei Balcani occidentali. “Il fatto è che le infrastrutture sono estremamente importanti per lo sviluppo individuale di ogni Paese, così come dell’intera regione, ed è incoraggiante che la Commissione europea si è impegnata per lo sviluppo di un Piano economico per gli investimenti e lo sviluppo, finalizzato alla ripresa socio-economica e ad accelerare il percorso europeo con un’enfasi sui trasporti, sull’energia, sulle infrastrutture, sulla protezione dell’ambiente, sullo sviluppo delle Pmi e sulla digitalizzazione”, ha affermato il ministro, secondo cui tali settori sono fondamentali per il processo di adesione all’Ue così come per lo sviluppo futuro della regione.

Il ministro degli Esteri montenegrino, nell’intervista ad “Agenzia Nova”, ha poi parlato dei rapporti bilaterali tra Roma e Podgorica. “Montenegro e Italia hanno una lunga tradizione di rapporti amichevoli e di cooperazione fruttuosa, sia sul piano bilaterale che multilaterale, come anche nelle iniziative regionali”, ha affermato Radulovic, facendo notare che la visita del titolare della Farnesina Luigi Di Maio a fine marzo è stata la prima visita ufficiale di un ministro degli Esteri dei Paesi del Quintetto in Montenegro dall’insediamento del 42mo governo montenegrino nel dicembre 2020. “Questo è un chiaro segno di impegno per l’ulteriore rafforzamento dei nostri rapporti”, ha osservato il ministro Radulovic aggiungendo: “Il Montenegro è grato per il forte sostegno dell’Italia nel processo per la nostra adesione alla Nato, così come per l’attuale processo di integrazione europea. Inoltre, l’Italia è insieme alla Grecia il Paese detentore del programma di polizia aerea in Montenegro, iniziato nel 2018. Fino ad ora abbiamo sviluppato rapporti politici ed economici di alta qualità e, durante la visita del ministro Di Maio, è stato riaffermato l’interesse reciproco ed il grande potenziale per l’ulteriore rafforzamento e approfondimento della nostra cooperazione”, ha affermato il capo della diplomazia di Podgorica. Secondo Radulovic, inoltre, “è stato evidenziato che, attraverso l’accordo sulla cooperazione strategica tra Italia e Montenegro firmato nel 2010, la cooperazione economica dovrebbe essere intensificata e, in questo contesto, è stata sottolineata l’importanza del cavo elettrico sottomarino per la cooperazione economica tra i due Paesi”.



Il ministro degli Esteri del Montenegro, ha annunciato che ha in programma una visita a Roma nel prossimo futuro, “considerando che l’Italia è non solamente un nostro amico, ma anche un partner ed un alleato, con il quale abbiamo un dialogo politico costante e per il fatto che condividiamo lo stesso sistemi di valori e di prospettive riguardo il futuro europeo, a cui il Montenegro ed i Balcani occidentali appartengono”. Rispondendo ad una domanda sulla presenza nella regione balcanica di attori alternativi all’Ue, Radulovic ha spiegato di ritenere “legittimo per gli attori internazionali avere i loro interessi nella regione. Ma per quanto potrebbero essere coinvolti nella regione – ha sottolineato -, non ho dubbi sul fatto che l’idea dell’Ue, come tale, è superiore ad ogni altra”. “Apparteniamo all’Occidente politico europeo – ha proseguito – come è stato dimostrato accettando la nuova metodologia per i negoziati di adesione. Inoltre, in base ad un recente sondaggio, circa l’80 per cento della popolazione montenegrina e filo Ue, e questo è un chiaro e fermo segnale del nostro impegno a continuare le riforme che abbiamo avviato e ad accelerare l’integrazione europea”. “Siamo sinceri in tutti i nostri sforzi per dare attuazione a riforme di qualità verso il progresso sociale ed economico. I Balcani occidentali sono il cuore dell’Europa, mentre il Montenegro è il cuore dei Balcani occidentali”, ha affermato il capo della diplomazia di Podgorica definendo la direzione annunciata dalla nuova amministrazione Usa verso la regione “incoraggiante” ed in grado di inviare “un chiaro messaggio agli altri che i Balcani occidentali non dovrebbero essere considerati come un centro di tumulto geopolitico”.

Riguardo le prospettive della prossima presidenza di turno slovena del Consiglio dell’Ue, nel secondo semestre dell’anno, il ministro Radulovic ha affermato che Podgorica e Lubiana hanno tradizionali rapporti di amicizia “basati su una storia comune, sulla cooperazione e su una comunicazione significativa e aperta”. “Il sostegno da parte della Slovenia al Montenegro nel raggiungimento degli obiettivi di politica estera e nelle riforme interne è molto importante per noi”, ha dichiarato il ministro montenegrino dicendosi “convinto che la Slovenia continuerà a rafforzare le sue politiche amichevoli e di sostegno verso il percorso europeo del Montenegro”. Secondo Radulovic, tale visione è stata confermata anche durante recenti colloqui con i rappresentanti di Lubiana e “per questo è estremamente importante per il Montenegro che la Slovenia assumerà la presidenza del Consiglio dell’Ue nella seconda metà del 2021”.

“Vediamo l’avvio della nuova metodologia come un’opportunità per un nuovo momentum nella politica di allargamento dell’Ue. La nostra attuale priorità è di tenere la prima conferenza intergovernativa durante la presidenza portoghese del Consiglio dell’Ue. La conferenza sarebbe un’opportunità per dimostrare la consistenza e per inviare messaggi chiave sull’impegno del Paese nel raggiungimento dei risultati nel processo dei negoziati”, ha dichiarato Radulovic. Secondo il ministro, inoltre, ottenere delle linee guida decisive per rispettare gli standard ad interim dei capitoli 23 e 24 aprirebbe la strada per una nuova fase dei negoziati, ossia la chiusura di questi capitoli negoziali. “In quella fase, ci aspettiamo il sostegno dell’amica Slovenia, consapevole dell’importanza della politica di allargamento. Il processo di allargamento è di estrema importanza per l’Ue, e per il progresso e la stabilità di lungo termine dei Balcani occidentali”, ha detto. Secondo il ministro, inoltre, i risultati raggiunti dal Montenegro nel percorso europeo rappresentano “incentivi importanti” anche per gli altri Paesi dei Balcani occidentali. “Il mantenimento del ‘principio di regata’ è l’unico approccio credibile nei negoziati ma, al contempo, sosteniamo pienamente l’integrazione di tutti i Paesi della regione”, ha detto.

Commentando poi il “non paper” circolato nelle scorse settimane sul completamento della dissoluzione dell’ex Jugoslavia, Radulovic ha detto che “a prescindere dalle questioni legate alla sua autenticità, questo documento riapre la questione delle modifiche ai confini nei Balcani occidentali“. “La speculazione sulle modifiche ai confini nei Balcani lungo linee etniche rischia di aumentare l’instabilità nella regione ed evoca memorie di tensioni passate per cui siamo assolutamente contrari”, ha affermato il ministro montenegrino, secondo cui “il non paper non merita questa attenzione, in quanto oggettivamente non ha un peso politico reale”. “In questo caso – ha precisato – serve solamente a provocare turbolenze nell’opinione pubblica, anche se la questione è troppo seria per questo gioco. Considerando la storia di conflitti etnici nella regione, ogni cambiamento ai confini potrebbe minacciare seriamente la stabilità”. “Per lo sviluppo di una regione prospera e sicura, il Montenegro vuole la piena integrazione di tutti i Balcani occidentali nell’Ue, ma questo processo deve basarsi strettamente sul ‘principio di regata’, ossia rispettando i progressi individuali di ciascun Paese”, ha affermato Radulovic.

Il ministro degli Esteri del Montenegro ha parlato infine della situazione legata al Covid-19, in particolare nell’ottica dell’imminente stagione turistica. “Il numero medio dei nuovi casi di positività al Covid-19 la scorsa settimana è stato di 45, con un declino costante dal marzo 2021”, ha detto Radulovic, spiegando che al momento ci sono circa 1.031 casi attivi su una popolazione di 620.029 persone. “La vaccinazione di massa dei cittadini montenegrini è iniziata lo scorso 4 maggio e sta registrando risultati invidiabili”, ha ricordato aggiungendo: “Stiamo facendo tutto per essere pienamente preparati all’imminente stagione turistica, che è di importanza cruciale per la nostra ripresa economica, tenendo a mente che quest’area è un pilastro del nostro sviluppo economico. Contiamo sul proseguimento di una buona tendenza nella campagna di vaccinazione, insieme con lo sviluppo dell’immunità in quei cittadini che hanno avuto il Covid-19, per creare una buona base per essere una destinazione turistica sicura”. Secondo il ministro, “è anche molto importante menzionare la campagna proposta per gli impiegati nel settore turistico ‘Io ho ricevuto il vaccino. E te’. Attraverso questa campagna, da una parte invitiamo alla vaccinazione coloro che non sono vaccinati mentre al contempo incoraggiamo i turisti sul fatto che sono in contatto con una persona vaccinata”, ha concluso.

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