Il Parlamento di Cipro elegge una donna come sua presidente, è la prima volta nella storia del Paese

Si tratta della deputata del partito di maggioranza, Raggruppamento democratico, Annita Demetriou

Cipro -Annita Demetriou

Il nuovo Parlamento di Cipro, appena insediatosi dopo il voto di fine maggio, ha eletto come presidente la deputata del partito di maggioranza, Raggruppamento democratico (Disy), Annita Demetriou. E’ la prima donna a ricoprire questo incarico nel Paese. Demetriou ha ottenuto 25 voti al secondo turno ed è sta stata votata oltre che dai suoi colleghi Disy anche dai parlamentari dal Fronte popolare nazionale (Elam) e dal Fronte democratico (Dipa). “Vi prometto, che con la cooperazione, lavoreremo insieme per affrontare le sfide future”, ha detto Demetriou. La prossima sessione della nuova plenaria della Camera di Nicosia si svolgerà giovedì prossimo. Il secondo scrutinio è stato necessario dal momento che al primo non è stato raggiunto il numero necessario di preferenze. A concorrere erano oltre a Demetriou, il leader di Akel, Andros Kyprianou, il leader di Dipa Marios Garoyian, il leader del partito dei Verdi Charalambos Theopemptou, il leader del Movimento dei socialdemocratici (Edek), Marinos Sizopoulos, il presidente di Elam Christos Christou e il leader del Partito democratico (Diko), Nicolas Papadopoulos.



Il Raggruppamento democratico (Disy) ha vinto le elezioni parlamentari cipriote dello scorso 30 maggio con il 27,7 per cento dei voti. A seguire il Partito progressista dei lavoratori (Akel) che si ferma al 22,3 per cento dei consensi, mentre al terzo posto ci sono il Partito democratico con l’11,2 per cento dei voti e il Fronte popolare nazionale (Elam) con il 6,78 per cento. Il Movimento per la socialdemocrazia (Edek) ha ottenuto il 6,72 per cento dei consensi, mentre il Fronte democratico si è fermato al 6,10 per cento. In coda il Partito dei Verdi di Cipro che ha ottenuto il 4,41 per cento delle preferenze. Secondo i risultati definitivi, l’affluenza alle urne si è attestata al 65,7 per cento, con un’astensione pari al 34,2 per cento dei voti.

Il presidente cipriota Nicos Anastasiades – che guida il Disy –, commentando i risultati elettorali, ha dichiarato che il giorno successivo al voto deve essere caratterizzato da una maggiore responsabilità nei confronti del Paese. Nelle dichiarazioni rilasciate al Palazzo presidenziale, il capo dello Stato ha sottolineato che il giorno dopo le elezioni “dovrebbe essere caratterizzato da una maggiore responsabilità che tutti dovranno dimostrare nei confronti della nostra patria”. Il presidente ha aggiunto che intende invitare i vertici dei partiti politici del nuovo Parlamento a cercare insieme, “in un clima di consenso e comprensione, una tabella di marcia per il futuro del nostro Paese”.



Altro elemento che è venuto fuori da questa tornata elettorale è la scarsa rappresentanza delle donne nel nuovo Parlamento. Solo otto donne hanno ottenuto uno dei 56 seggi in palio, contro le 12 presenti fino a oggi nell’emiciclo di Nicosia. Un calo descritto come una “battuta d’arresto” per Cipro dal commissario per l’uguaglianza di genere Ioasifina Antoniou. “È una giornata difficile. Non abbiamo buoni risultati. La percentuale (di donne) è diminuita drasticamente”, ha detto Antoniou. C’è però da rilevare come sia proprio una donna il candidato alle elezioni parlamentari ad avere ottenuto più voti: 14.008. Si tratta di Irene Charalambides di Akel, rieletta per la seconda volta dopo che nel 2016 aveva ottenuto ben 16.847 preferenze.

Il Raggruppamento democratico (Disy) ha vinto le elezioni parlamentari cipriote dello scorso 30 maggio con il 27,7 per cento dei voti. A seguire il Partito progressista dei lavoratori (Akel) che si ferma al 22,3 per cento dei consensi, mentre al terzo posto ci sono il Partito democratico con l’11,2 per cento dei voti e il Fronte popolare nazionale (Elam) con il 6,78 per cento. Il Movimento per la socialdemocrazia (Edek) ha ottenuto il 6,72 per cento dei consensi, mentre il Fronte democratico si è fermato al 6,10 per cento. In coda il Partito dei Verdi di Cipro che ha ottenuto il 4,41 per cento delle preferenze. Secondo i risultati definitivi, l’affluenza alle urne si è attestata al 65,7 per cento, con un’astensione pari al 34,2 per cento dei voti.

Il presidente cipriota Nicos Anastasiades – che guida il Disy –, commentando i risultati elettorali, ha dichiarato che il giorno successivo al voto deve essere caratterizzato da una maggiore responsabilità nei confronti del Paese. Nelle dichiarazioni rilasciate al Palazzo presidenziale, il capo dello Stato ha sottolineato che il giorno dopo le elezioni “dovrebbe essere caratterizzato da una maggiore responsabilità che tutti dovranno dimostrare nei confronti della nostra patria”. Il presidente ha aggiunto che intende invitare i vertici dei partiti politici del nuovo Parlamento a cercare insieme, “in un clima di consenso e comprensione, una tabella di marcia per il futuro del nostro Paese”.

Altro elemento che è venuto fuori da questa tornata elettorale è la scarsa rappresentanza delle donne nel nuovo Parlamento. Solo otto donne hanno ottenuto uno dei 56 seggi in palio, contro le 12 presenti fino a oggi nell’emiciclo di Nicosia. Un calo descritto come una “battuta d’arresto” per Cipro dal commissario per l’uguaglianza di genere Ioasifina Antoniou. “È una giornata difficile. Non abbiamo buoni risultati. La percentuale (di donne) è diminuita drasticamente”, ha detto Antoniou. C’è però da rilevare come sia proprio una donna il candidato alle elezioni parlamentari ad avere ottenuto più voti: 14.008. Si tratta di Irene Charalambides di Akel, rieletta per la seconda volta dopo che nel 2016 aveva ottenuto ben 16.847 preferenze.

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