Il portavoce della diplomazia dell’Iran minaccia vendetta contro Israele

Le dichiarazioni dopo l’incidente nell'impianto di arricchimento dell'uranio di Natanz

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L’Iran si vendicherà a tempo debito contro Israele dell’incidente nell’impianto di arricchimento dell’uranio di Natanz, avvenuto ieri mattina, 11 aprile. Lo ha dichiarato oggi il portavoce della diplomazia di Teheran, Saeed Khatibzadeh. L’Iran ha accusato Israele di essere il principale colpevole dell’incidente a Natanz, definendolo un “crimine contro l’umanità”. Khatibzadeh ha aggiunto: “Se l’obiettivo fosse quello di indebolire il potere dell’Iran, non sarà così. Tutte le centrifughe fuori servizio sono IR1 e saranno sostituite con nuove centrifughe. Sicuramente non raggiungeranno questo obiettivo. Con questa azione, il regime di occupazione (Israele, ndr) ha cercato di vendicarsi del popolo iraniano che è pieno di pazienza e saggezza”. Inoltre, ha proseguito il portavoce della diplomazia, l’incidente a Natanz “è stato un atto di terrorismo nucleare nel territorio della Repubblica islamica dell’Iran. L’Iran si riserva il diritto di rispondere e difendersi legittimamente ai sensi dell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite. Il nostro ufficio di New York sta portando avanti questa azione”.

Le autorità iraniane avrebbero identificato la persona che ha interrotto il flusso di energia nell’impianto nucleare di Natanz, che ha portato all’interruzione dell’elettricità nel sito, secondo quanto riferisce la stampa internazionale. Intanto, secondo quanto riferito dai media israeliani che citano proprie fonti di intelligence, sarebbe proprio l’agenzia di intelligence dello Stato ebraico, il Mossad, a essere responsabile dell’incidente di Natanz. Il quotidiano israeliano “The Times of Israel” spiega come la tempistica dell’attacco non sia casuale. L’incidente, infatti, è avvenuto il giorno dopo che l’Iran ha celebrato la Giornata nazionale della tecnologia nucleare e il giorno dopo che gli scienziati iraniani hanno iniziato a far funzionare centrifughe più potenti. Inoltre, è avvenuto in concomitanza con il ciclo di colloqui in corso a Vienna volti a rivitalizzare l’accordo nucleare del 2015 tra l’Iran e le potenze mondiali, a cui Israele si oppone ferocemente.

Ieri, 11 aprile, il governo israeliano ha annunciato che il gabinetto di sicurezza di alto livello si riunirà la prossima settimana per la prima volta dall’inizio di febbraio per discutere la questione dell’Iran. L’incontro sarebbe stato convocato su richiesta del ministro della Difesa, Benny Gantz, e del procuratore generale, Avichai Mandelblit, alla luce delle recenti tensioni tra Israele e Iran. Durante una cerimonia avvenuta ieri, il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha detto: “La lotta contro l’Iran, i suoi delegati e l’armamento iraniano è una missione gigantesca. La situazione che esiste oggi non dice nulla sulla situazione che esisterà domani”.

Domenica, dopo l’incidente a Natanz, avvenuto poche ore dopo l’avvio di nuove centrifughe in grado di arricchire l’uranio in modo molto più veloce, il vicepresidente e direttore dell’Organizzazione per l’energia atomica dell’Iran (Aeoi), Ali Akbar Salehi, ha detto: “Pur condannando questo atto vile, l’Iran sottolinea che la comunità internazionale e l’Agenzia internazionale per l’energia atomica devono contrastare questo terrorismo nucleare“. Secondo il direttore dell’Aeoi, l’attacco a rappresenta “il fallimento degli oppositori dei negoziati sulla revoca delle sanzioni contro l’Iran”. L’Iran, ha osservato, si riserva il diritto di adottare “tutte le misure appropriate” in relazione a questo atto.

Si tratta dell’ultimo di una serie di misteriosi incidenti in uno dei siti più protetti di Teheran avvenuto, peraltro, mentre sono ripresi i negoziati sull’accordo nucleare iraniano con le potenze mondiali. Israele era stata accusata di un attacco contro un avanzato impianto di sviluppo e assemblaggio di centrifughe a Natanz nel luglio 2020. Lo Stato ebraico è considerato responsabile, insieme agli Stati Uniti, del virus Stuxnet che ha sabotato le centrifughe di arricchimento iraniane un decennio fa. L’episodio avviene mentre la prossima settimana dovrebbero riprendere a Vienna i colloqui della Commissione mista dell’accordo sul nucleare iraniano (Piano globale d’azione congiunto, Jcpoa). L’Iran ha annunciato il 10 aprile, di aver avviato le centrifughe avanzate IR-6 e IR-5 che arricchiscono l’uranio più rapidamente, in una nuova violazione degli impegni ai sensi del Piano di azione globale congiunto (Jcopa), l’accordo del 2015 nel quale gli Stati Uniti stanno cercando rientrare.

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