Il premier Ngrebada della Repubblica Centrafricana e il suo governo rassegnano le dimissioni

Lo ha annunciato su Twitter il portavoce della presidenza, Albert Yaloké Mokpemé

Il primo ministro della Repubblica Centrafricana, Firmin Ngrebada, ha presentato le dimissioni sue e del suo governo al presidente Faustin-Archange Touadera. Lo ha annunciato su Twitter il portavoce della presidenza, Albert Yaloké Mokpemé. “Sapremo entro poche ore se il primo ministro sarà riconfermato dal presidente”, ha dichiarato il portavoce. Le dimissioni erano attese dopo le ultime elezioni legislative che si sono svolte in tre fasi tra dicembre e maggio. La notizia giunge dopo che ieri il ministero della Difesa francese ha annunciato la sospensione degli aiuti e della cooperazione militare con la Repubblica Centrafricana, accusando il governo di Bangui di non essere in grado di porre fine alla campagna di disinformazione contro le autorità francesi. Nelle stesse ore le autorità della Repubblica Centrafricana hanno accusato di spionaggio, cospirazione e minaccia alla sicurezza dello Stato un cittadino francese arrestato un mese fa dopo essere stato trovato in possesso di armi da guerra. Ad annunciarlo è stato il procuratore generale presso la Corte d’appello di Bangui, Eric Didier Tambo. Juan Remy Quignolot, arrestato il 10 maggio scorso nella capitale centrafricana, è stato posto sotto mandato di cattura in custodia cautelare e l’inchiesta è stata affidata a un giudice istruttore.

Non è chiaro se le dimissioni del premier Ngrebada e del suo governo siano in qualche modo collegate a questi due episodi, sta di fatto che la Repubblica Centrafricana – teatro di un sanguinoso conflitto civile scoppiato nel dicembre 2013 e di un’insurrezione lanciata nel dicembre scorso da un’alleanza di milizie armate considerate fedeli all’ex presidente Francois Boizizé, filofrancese – è al centro di un’aspra contesta tra la Russia – di cui il presidente Touadera è un alleato di ferro – e la Francia, che negli ultimi tempi sta vedendo ridimensionato il suo ruolo non solo in Rca, ma nel Sahel e in tutta quell’area nota come “Francafrique”. L’influenza di Mosca è ormai consolidata in Repubblica Centrafricana, dove sono presenti centinaia di militari russi e dove il mese scorso il governo di Bangui ha inviato una notifica al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite in cui specifica la sua intenzione di mettere a disposizione delle Forze di difesa e di sicurezza (Faca) centrafricane 600 istruttori russi aggiuntivi – 200 tra le file Forze armate centrafricane, 200 della gendarmeria nazionale e altri 200 della polizia – che vanno ad aggiungersi ai 535 già ufficialmente presenti sul territorio centrafricano, sebbene diverse fonti di sicurezza affermino che il numero di istruttori russi presenti a Bangui sia in realtà molto più alto (tra le 800 e le duemila unità).

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