Il presidente della Tunisia Saied incassa il sostegno dell’Italia nella sua prima visita a Roma

Il capo di Stato ha tenuto una lectio magistralis all'università La Sapienza

Si chiude quest’oggi la prima missione ufficiale in Italia del presidente della Repubblica tunisino, Kais Saied. Il viaggio, su invito dell’omologo italiano Sergio Mattarella, era previsto per lo scorso ottobre ma era stato rimandato a causa della pandemia di coronavirus. Una visita ufficiale di due giorni densa di appuntamenti e incontri istituzionali ma anche di incontri accademici, dal momento che Saied è un professore di diritto costituzionale. Il presidente tunisino è atterrato ieri mattina all’aeroporto di Roma-Ciampino, dove, accompagnato dal ministro degli Esteri, Othman Jerandi, è stato ricevuto dal titolare della Farnesina, Luigi Di Maio, e dall’ambasciatore della Tunisia in Italia, Moez Sinaoui, alla presenza di diversi ambasciatori delle rappresentanze diplomatiche arabe accreditate a Roma e dell’ambasciatore d’Italia a Tunisi, Lorenzo Fanara. Per l’occasione, è stato firmato dai ministri degli Esteri dei due Paesi, Di Maio e Jerandi, un memorandum sulla cooperazione allo sviluppo, che prevede “lo stanziamento di 200 milioni di euro per finanziare progetti di sviluppo, ripresa economica, agricoltura, occupazione, formazione e integrazione giovanile”.



La visita di Saied è proseguita con un colloquio al Quirinale con il presidente Mattarella, alla presenza del ministro Di Maio, e della ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese. I due presidenti hanno convenuto che per battere l’odioso fenomeno del traffico di esseri umani, bisogna creare condizioni di sviluppo in Africa per evitare che le persone debbano emigrare per cercare lavoro o sfuggire alla fame. L’incontro, secondo Mattarella, ha ribadito “la grande amicizia e il partenariato di primaria importanza”. Anche il presidente tunisino, da parte sua, ha parlato degli “storici e profondi legami” tra Italia e Tunisia, che “distano poche decine di chilometri e hanno una storia comune”. Sono stati ricordati i rapporti economici che fanno dell’Italia il secondo partner commerciale della Tunisia tra i paesi dell’Unione Europea, senza dimenticare anche gli importanti rapporti culturali. Nel corso del colloquio, è emersa la necessità di una visione solidale e multilaterale delle relazioni internazionali, nell’ambito della lotta alla pandemia e della questione libica. Saied è stato successivamente ricevuto a Palazzo Chigi dal presidente del Consiglio, Mario Draghi.

La prima giornata di visite del presidente tunisino si è conclusa nell’Aula magna del Rettorato dell’Università degli studi di Roma La Sapienza, con il conferimento del dottorato honoris causa in diritto romano, teoria degli ordinamenti e diritto privato del mercato per “il decisivo contributo, scientifico ed istituzionale, offerto alla causa del dialogo tra ordinamenti giuridici diversi, di cui il Diritto romano è matrice storica essenziale, fondato sul rispetto reciproco e la valorizzazione dei diritti umani”. Il presidente della Repubblica della Tunisia si è detto “molto onorato”, e ha tenuto la lectio magistralis dal titolo “Il diritto e l’Islam”.



Oggi, nel suo secondo giorno di missione, Saied ha fatto inizialmente visita a Palazzo della Consulta, a Roma, per un incontro di studio sull’esperienza italiana della giustizia costituzionale, in particolare sulla concreta attuazione della Corte costituzionale. Il capo di Stato tunisino ha auspicato una “maggiore collaborazione” con l’Italia “per beneficiare della lunga e ricca esperienza italiana” sulla giustizia costituzionale. Saied ha sottolineato il rischio di una “politicizzazione” della Corte in Tunisia, mentre l’Italia è “riuscita a realizzare negli anni i propri scopi non con il testo che l’ha istituzionalizzata, non con la pluralità politica esistente, ma perché l’idea del diritto è impregnata nella società”. “Meglio di uno stato di diritto è una società di diritto, cioè quando i cittadini vengono ispirati dall’idea del diritto. L’Italia, in questo campo, ha compiuto diversi passi e spero che la Tunisia lavorerà per garantire la supremazia della Costituzione, e non la supremazia della politica”, ha aggiunto il presidente, che ha infine fatto visita al Consiglio di Stato italiano.

A tal proposito, è intervenuto ad “Agenzia Nova” il presidente aggiunto del Consiglio di Stato, Franco Frattini, secondo cui Saied ha pronunciato un “discorso molto equilibrato sui principi dell’indipendenza della magistratura e l’importanza che ci sia un giudice del potere”. I temi dell’incontro sono stati due: “da una parte la collaborazione in generale tra le magistratura italiana a tunisina, dall’altra un progetto che il Consiglio di Stato sta facendo per la Tunisia, ovvero la codificazione del loro processo amministrativo”, ha spiegato Frattini, rivelando come il Consiglio di Stato italiano abbia “distaccato” un magistrato a Tunisi per aiutare il Paese nordafricano a dotarsi di una propria Suprema corte amministrativa. Il capo dello Stato tunisino ha posto l’accento anche sulla necessità che la politica non si infiltri all’interno del potere giudiziario. “Il tema di distacco della magistratura dall’influenza dei partiti dimostra la volontà di fare dei passi in avanti nell’ordinamento costituzionale, che è una cosa molto apprezzabile oltre che fondamentale”, ha concluso Frattini.

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