Il presidente russo Putin terrà oggi il suo discorso annuale sullo stato della nazione

Sullo sfondo le tensioni con Usa, Ucraina e la questione Navalnyj

Putin Russia

Il presidente russo, Vladimir Putin, terrà oggi il suo discorso annuale sullo stato della nazione, un appuntamento molto atteso e più volte rimandato rispetto alla tradizione a causa della pandemia di coronavirus. Putin, infatti, ha atteso prima di essere vaccinato contro il Covid-19 e, dettaglio non trascurabile, ha scelto un periodo in cui, in particolare, a Mosca, la pandemia inizia a essere un ricordo, viste le graduali riaperture consentite dalle autorità locali. La tempistica, tuttavia, non è di quelle più semplici, soprattutto per le grandi tensioni che circondano la Russia in tema di politica estera e interna. Mentre sono sempre più elevate le tensioni con l’Occidente e l’Ucraina, c’è molta attesa per le proteste convocate simbolicamente oggi dai sostenitori dell’oppositore, Aleksej Navalnyj, e che inizieranno a poche ore di distanza dal discorso del capo dello Stato russo. Da non sottovalutare, nell’intervento di Putin, anche l’importanza che avranno i temi economici: la pandemia ha lasciato non pochi strascichi in Russia, un’economia già particolarmente colpita dalle sanzioni internazionali degli ultimi sei anni e sempre condizionata dalla tenuta dei prezzi delle materie prime. Lo scorso anno, il discorso annuale di Putin aprì la strada al processo di revisione costituzionale che consentirà a Putin di candidarsi nuovamente nel 2024, anno di scadenza del suo attuale mandato. Dato il contesto internazionale e questi precedenti non c’è da stupirsi, quindi, per la grande attesa che circonda il discorso che Putin oggi pronuncerà dinnanzi alle due camere del Parlamento, ai membri del governo, a vari rappresentanti di spicco della pubblica amministrazione e al corpo diplomatico accreditato a Mosca.



Il già teso rapporto della Russia con l’Occidente si è ulteriormente deteriorato nelle ultime settimane: sono arrivate le nuove sanzioni statunitensi che hanno colpito, seppur in maniera non troppo dolorosa, il debito pubblico russo, mentre si sono susseguite le espulsioni reciproche di rappresentanti diplomatici con gli Usa e altri Paesi europei. In questo contesto, tuttavia, è arrivata la proposta del presidente statunitense, Joe Biden, di organizzare un incontro bilaterale in un Paese terzo, il secondo invito in pochi giorni dopo quello rivolto in merito al summit sul clima che gli Usa ospiteranno in videoconferenza il 22 e 23 aprile e durante il quale Putin interverrà. La questione del Donbass, l’area orientale dell’Ucraina, invece, resta un problema molto complesso per tutte le parti in causa. Il mancato raggiungimento di una tregua in concomitanza con la Pasqua cattolica ha accresciuto la tensione al confine, dove la Russia sta ammassando via terra e mare sempre più truppe e mezzi militari. Intanto, nelle aree occupate dalle milizie filorusse del Donbass, gli scontri si susseguono a un’intensità che si può ancora definire bassa – nonostante non siano mancate vittime da ambo le parti – ma comunque crescente. Usa e Nato hanno chiesto alla Russia di allentare la tensione, ma è singolare il fatto che a poche ore dal discorso di Putin, il 23 aprile, è stata convocata una seduta del Consiglio della Federazione: come noto, la camera alta del Parlamento russo ha il potere di approvare decreti presidenziali di stato di emergenza e legge marziale e autorizzare l’impiego dell’esercito all’estero.

Quando Putin parla in pubblico non tralascia mai i temi economici e, in quest’occasione in particolare, potrebbe concentrarsi sul tenore di vita stagnante dei cittadini russi e sull’aumento dei prezzi dei generi alimentari che hanno fomentato il malcontento. La pandemia di coronavirus ha avuto un impatto sull’economia russa che l’anno scorso si è ridotta del 3 per cento, una contrazione comunque meno grave della media globale, pari al 3,5 per cento, ma comunque notevolmente avvertita dalla popolazione. Restando sulla politica interna, inoltre, c’è il tema vaccini anti Covid: la Russia ne ha ben tre di produzione domestica e, considerata la lentezza della campagna di immunizzazione, non si può escludere che Putin esorti o annunci addirittura nuovi strumenti per velocizzare questo processo. A molti non è piaciuto, peraltro, che in una fase di grande scetticismo nei confronti dei preparati russi, Putin non abbia mostrato alcuna immagine o video dei momenti in cui ha ricevuto le due inoculazioni, senza specificare inoltre con quale dei tre prodotti russi è stato vaccinato.



Infine, ma non meno importante, la questione legata ad Aleksej Navalnyj. L’oppositore russo, detenuto in una colonia penale in sciopero della fame e, secondo quanto riferito dai suoi medici, in gravissime condizioni di salute, non è un tema cui il presidente russo ha mai voluto dare troppo spazio. Una scelta strategica: Putin si è sempre rivolto a Navalnyj utilizzando perifrasi e non rivolgendosi mai direttamente, soprattutto per evitare di mettersi allo stesso piano dell’oppositore. Dopo tutto quello che è accaduto dallo scorso agosto: l’avvelenamento a Omsk, il trasferimento a Berlino per ricevere cure adeguate e il suo “spettacolare” ritorno a Mosca, Navalnyj ha ora un seguito in Russia che difficilmente potrà essere ignorato. Le proteste che si terranno oggi a sostegno dell’attivista, peraltro, rischiano di concludersi con le solite violenze e sequela di arresti che rischierebbero di oscurare i temi affrontati durante il discorso del presidente russo al Consiglio federale.

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