Il presidente serbo Vucic: “Mai visto il ‘non paper’ sulla modifica dei confini”

In un'intervista a "Face tv" Vucic ha aggiunto che la Serbia "non ha bisogno di una guerra"

Aleksandar Vucic

Il presidente della Serbia, Aleksandar Vucic, ha dichiarato di non avere “mai visto” il presunto “non paper” riguardante una possibile modifica dei confini per i Paesi della ex Jugoslavia. In un’intervista concessa ieri all’emittente “Face tv”, Vucic ha precisato che “non solo” non ha partecipato alla creazione della presunta proposta, ma non l’ha “nemmeno vista”. Vucic ha aggiunto che la Serbia “non ha bisogno di una guerra” con la Bosnia Erzegovina, ma di rapporti economici positivi. “Voglio la pace, vogliamo la pace”, ha detto Vucic. “Voglio essere ricordato come qualcuno che ha preservato la pace e che ha costruito la Serbia”, ha osservato il capo dello Stato. A proposito dei contenuti del “non paper”, Vucic ha detto che “non accadrà” che la Serbia accetti di rinunciare a Presevo e Bujanovac, aree dove vive una folta comunità albanese, in cambio della Repubblica Srpska, l’entità serba della Bosnia Erzegovina.



Lo scorso 12 aprile un sito bosniaco, “Politicki.ba”, ha pubblicato delle indiscrezioni su un presunto invio da parte del premier sloveno Janez Jansa di un “non paper” al Consiglio europeo che propone delle modifiche ai confini dei Paesi sorti dalle ceneri della ex Jugoslavia. Il premier Jansa ha subito smentito di avere stilato un documento del genere. Il Consiglio europeo non ha ancora né confermato né smentito di avere ricevuto il presunto “non paper”. Nella giornata del 15 aprile però un altro sito, questa volta lo sloveno “Necenzurirano”, ha pubblicato stralci di un documento in lingua inglese, senza firmatari, in cui si enumera una serie di proposte che comprendono fra le altre cose la disgregazione della Bosnia Erzegovina.

La proposta riguarda l’unificazione della maggior parte del territorio della Repubblica Srpska (entità serba) con la Serbia. “La questione nazionale serba può essere in gran parte risolta annettendo parte della Repubblica Srpska alla Serbia. In questo caso, la Serbia è pronta ad accettare l’unificazione del Kosovo e dell’Albania”, si legge nel documento. Un’altra proposta riguarda la questione nazionale croata, che può essere risolta in due modi secondo il documento, fondendo la maggioranza dei cantoni croati della Bosnia Erzegovina con la Croazia o concedendo uno status speciale alla parte croata della Bosnia Erzegovina (utilizzando il modello dell’Alto Adige).



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