Il re della Malesia preme per la riapertura immediata del Parlamento

Abdullah di Pahang ha sollecitato il primo ministro a riconvocare immediatamente il parlamento

Abdullah di Pahang - Malesia

Il re della Malesia, Abdullah di Pahang, ha sollecitato il primo ministro Muhyiddin Yassin a riconvocare immediatamente il parlamento, le cui attività sono state sospese nel contesto dello stato di emergenza varato in risposta alla pandemia di coronavirus. Lo scrive il quotidiano “Nikkei”, secondo cui al sovrano non sono bastate le dichiarazioni del primo ministro secondo cui la legislatura potrà riprendere ad operare regolarmente dal prossimo settembre. Ieri il sovrano ha presieduto un incontro straordinario con i capi delle altre famiglie reali, durante la quale ha chiarito di voler vedere ripristinato il ruolo del parlamento e si è detto contrario ad una ulteriore proroga dello stato di emergenza, la cui scadenza è prevista il primo agosto prossimo. Il re vuole che i deputati della Camera bassa “possano discutere le ordinanze emergenziali e il piano di ripresa nazionale”; ha dichiarato il comptroller della Casa reale, Ahmad Fadil Shamsuddin. Le richieste del sovrano non sono tecnicamente vincolanti, ma hanno un grande peso politico.



La Malesia si trova dallo scorso gennaio in uno stato di emergenza decretato proprio da re Abdullah su pressione del primo ministro Muhyiddin Yassin; le forze di opposizione accusano il premier di aver bloccato l’ordinaria conduzione dei lavori parlamentari col pretesto della pandemia, per sottrarsi a voti di sfiducia ai danni della sua coalizione di governo. Lo stato di emergenza rimarrà ufficialmente valido sino al primo agosto prossimo, ma nonostante l’aumento dei contagi nel Paese e il lockdown proclamato sull’intero territorio nazionale sono sempre più forti le sollecitazioni affinché il sovrano non proroghi il decreto emergenziale, e diversi analisti temono che le tensioni in atto nel Paese possano sfociare in dimostrazioni e proteste. Contribuisce al clima di tensione anche la decisione dl governo di rilanciare la legislazione contro la falsa informazione, giustificata con l’esigenza di eliminare la disinformazione in merito ai vaccini: secondo la Polizia malese, almeno 10 persone sono state arrestate soltanto all’inizio di giugno per aver violato tale controversa legislazione: tra gli indagati figura anche un informatico 36enne di Kuala Lumpur che aveva suscitato dubbi in merito agli appalti governativi per l’app di tracciamento dei contagi da coronavirus.

La scorsa settimana il re della Malesia ha tenuto un incontro con il primo ministro Muhyiddin Yassin per discutere sulla situazione politica ed epidemiologica del Paese. Durante la riunione le due parti hanno “scambiato opinioni su affari e questioni di governo”. Il re ha poi incontrato il leader del Partito della giustizia popolare, Anwar Ibrahim, mentre terrà domani un’udienza con Mahathir Mohamad, capo del Partito dei combattenti per la patria. Il segretario generale del Partito d’azione democratica, Lim Guan Eng, invece, incontrerà il sovrano malese oggi pomeriggio. Le discussioni saranno incentrate sull’attuale panorama politico e sarà discussa anche la situazione epidemiologica del Paese dovuta al Covid-19.



Lo scorso gennaio il re ha dichiarato lo stato di emergenza per contenere la diffusione della pandemia, che dovrebbe terminare il primo agosto. I deputati dell’opposizione, tuttavia, hanno lanciato una petizione per chiedere la fine dello stato di emergenza, che ha sospeso tutte le sedute parlamentari, le assemblee statali e le elezioni, ma il premier Muhyiddin ha ribadito che “consiglierà al re di sciogliere il Parlamento una volta che la situazione dovuta al Covid sarà sotto controllo”. A partire dal primo giugno inoltre, la Malesia è entrata in un periodo di “lockdown” che rimarrà in vigore per due settimane, in cui solo 17 settori considerati “essenziali” saranno autorizzati ad operare, mentre i cittadini potranno allontanarsi dalle proprie abitazioni solo per spese di prima necessità come cibo e farmaci, o assistenza sanitaria.

 

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